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	<title>Sanità - Format Rieti - il giornale online di Rieti</title>
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	<description>Format, il giornale cartaceo e online che dal 1998 vi raggiunge in qualsiasi parte del mondo raccontando Rieti e Provincia</description>
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	<title>Sanità - Format Rieti - il giornale online di Rieti</title>
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		<title>Sanità, PD &#8220;Il nostro ospedale in stato di profonda sofferenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 12:49:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La drammatica situazione della sanità nel nostro territorio, di cui ha recentemente parlato anche il Corriere di Rieti &#8211; scrive il Partito Democratico Città di Rieti  &#8211; impone un&#8217;attenzione politica urgente e non più rimandabile. I dati parlano chiaro: la cronica carenza di medici, evidenziata dai 49 posti messi a concorso dalla Asl – tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La drammatica situazione della sanità nel nostro territorio, di cui ha recentemente parlato anche il Corriere di Rieti &#8211; scrive il Partito Democratico Città di Rieti  &#8211; impone un&#8217;attenzione politica urgente e non più rimandabile. I dati parlano chiaro: la cronica carenza di medici, evidenziata dai 49 posti messi a concorso dalla Asl – tra cui spiccano le 14 figure mancanti in medicina e chirurgia d&#8217;accettazione e d&#8217;urgenza e le 8 in cardiologia – testimonia lo stato di profonda sofferenza in cui versa il nostro ospedale.</p>
<p>Il fenomeno descritto come &#8220;si vince e si torna a casa&#8221; fotografa una preoccupante fuga di professionisti verso Roma, spinti da turni massacranti, stipendi bassi, limitate prospettive di carriera e da infrastrutture di collegamento stradale e ferroviario ancora del tutto inadeguate. Questa tendenza rischia di compromettere irreparabilmente ed irreversibilmente il diritto alla salute dei cittadini e la tenuta dei servizi sanitari locali.<br />
Il Partito Democratico di Rieti esprime la propria ferma preoccupazione e ribadisce la necessità di un&#8217;inversione di rotta radicale.<br />
Per il PD è fondamentale:<br />
-definire strategie a livello regionale orientate a potenziare l&#8217;attrattività del sistema sanitario reatino e a contrastare l&#8217;abbandono del territorio;<br />
&#8211; stabilire, con regole certe e trasparenti, la sinergie con la facoltà di Medicina della Sapienza per attrarre e trattenere nuove leve professionali, senza mortificare le professionalità esistenti e i vari reparti di eccellenza, che rischiano lo smantellamento e la perdita della relative professionalità ospedaliere;<br />
-migliorare le condizioni lavorative del personale medico e sanitario, affrontando concretamente il nodo dei carichi di lavoro e della qualità della vita professionale.<br />
Il PD di Rieti denuncia il degrado nel quale scientemente si sta portando la sanità nel nostro territorio e auspica risposte strutturali e immediate dalla Regione Lazio, dalla Asl e da tutti gli organismi a presidio della salute pubblica e si pone al fianco dei cittadini e degli operatori sanitari a presidio di un diritto costituzionale troppo spesso piegato a logiche che nulla hanno a che vedere con la tutela delle persone.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>15_10_26</p>
<div></div>
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		<title>Sanità, Lazio: contributi fino a 3mila euro per congelare ovociti e liquido seminale</title>
		<link>https://www.formatrieti.it/2026/09/18/sanita-lazio-contributi-fino-a-3mila-euro-per-congelare-ovociti-e-liquido-seminale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 12:38:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione Lazio introduce un contributo economico per aiutare a preservare la fertilità attraverso la crioconservazione degli ovociti e del liquido seminale. La misura è prevista da un emendamento alla legge sulle variazioni al Bilancio di previsione 2026-2028, approvato dal Consiglio regionale. Il contributo è destinato ai residenti nel Lazio di età compresa tra i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">La Regione Lazio introduce un contributo economico per aiutare a preservare la fertilità attraverso la crioconservazione degli ovociti e del liquido seminale. La misura è prevista da un emendamento alla legge sulle variazioni al Bilancio di previsione 2026-2028, approvato dal Consiglio regionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il contributo è destinato ai residenti nel Lazio di età compresa <strong>tra i 18 e i 40 anni</strong> e potrà essere richiesto una sola volta nella vita. Lo stanziamento previsto è di 300mila euro per il 2027. Il sostegno potrà arrivare fino a <strong>3mila euro per la crioconservazione programmata degli ovociti</strong> e fino a <strong>mille euro per quella del liquido seminale</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">A sottolineare l&#8217;importanza della misura è <strong>Ermanno Greco</strong>, presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.) e professore di Ginecologia e Ostetricia all&#8217;Università UniCamillus di Roma.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per Greco, l&#8217;approvazione del contributo rappresenta un sostegno concreto alla tutela della fertilità e risponde a un problema che riguarda sia la salute riproduttiva sia l&#8217;andamento demografico. «La salute riproduttiva deve essere posta al centro delle politiche di prevenzione», afferma, sottolineando l&#8217;importanza di permettere ai giovani di fare scelte consapevoli rispetto alla futura genitorialità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il tema è legato anche all&#8217;età sempre più avanzata in cui si decide di avere un figlio. &#8220;Da un lato assistiamo al continuo rinvio dell&#8217;età in cui si decide di avere un figlio, dall&#8217;altro registriamo un costante peggioramento della qualità degli spermatozoi e delle caratteristiche del liquido seminale&#8221;, spiega Greco.</p>
<p class="isSelectedEnd">La crioconservazione, cioè il congelamento e la conservazione a bassissime temperature del materiale biologico riproduttivo, può quindi consentire di preservare ovociti o spermatozoi per un eventuale utilizzo futuro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Greco richiama in particolare la differenza tra età anagrafica ed età biologica. Nelle donne, infatti, la fertilità diminuisce con l&#8217;avanzare dell&#8217;età e la qualità degli ovociti si riduce progressivamente. Anche se le tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno fatto importanti progressi, l&#8217;età materna avanzata rimane un fattore rilevante.</p>
<p>La nuova misura regionale punta dunque a rendere economicamente più accessibile una possibilità che può essere presa in considerazione da chi, per motivi sociali e personali, sceglie di rimandare la ricerca di una gravidanza e vuole preservare la propria fertilità.</p>
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		<title>Dal 21 settembre al via le prenotazioni per il poliambulatorio a Poggio Nativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Tofani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 15:39:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Poliambulatorio San Paolo di Poggio Nativo entra nella fase operativa. Da lunedì 21 settembre sarà possibile prenotare le prestazioni attraverso il sistema sanitario regionale, rivolgendosi agli sportelli CUP oppure chiamando il ReCUP Lazio al numero 06 99 39. Le porte del Poliambulatorio si apriranno lunedì 5 ottobre, con l’effettivo avvio delle attività e delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Poliambulatorio San Paolo di Poggio Nativo entra nella fase operativa. <b>Da lunedì 21 settembre sarà possibile prenotare le prestazioni</b> attraverso il sistema sanitario regionale, rivolgendosi agli <b>sportelli CUP</b> oppure chiamando il <b>ReCUP Lazio al numero 06 99 39</b>.</p>
<p>Le porte del Poliambulatorio <b>si apriranno lunedì 5 ottobre</b>, con l’effettivo avvio delle attività e delle prime visite specialistiche. Una data che segna un passaggio importante nel percorso per rafforzare la sanità di prossimità nella Sabina e offrire ai cittadini un nuovo punto di riferimento per l’accesso alle prestazioni sanitarie.</p>
<p>Dal 5 ottobre la struttura sarà <b>aperta dalle ore 8 alle ore 20 con orario continuato</b>, garantendo un’ampia fascia giornaliera di accesso ai servizi. Il Poliambulatorio dispone inoltre di <b>un ampio parcheggio ed è privo di barriere architettoniche</b>, così da essere pienamente accessibile anche alle persone con disabilità o ridotta mobilità.</p>
<p>Particolare attenzione sarà riservata anche all’<b>accoglienza e all’orientamento degli utenti</b> all’interno della struttura, con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi e accompagnare in particolare le persone anziane e quanti hanno minore familiarità con gli strumenti e le procedure del sistema sanitario.</p>
<p>&#8220;<b>L’avvio delle prenotazioni e, dal 5 ottobre, delle attività del Poliambulatorio San Paolo rappresentano per noi un traguardo importante e motivo di grande soddisfazione</b> – dichiara il presidente della Fondazione San Giorgio, <b>don Antonino Treppiedi</b> –. Abbiamo creduto fortemente nella possibilità di portare servizi sanitari specialistici più vicini alle persone, soprattutto nei territori nei quali le distanze possono diventare un ulteriore ostacolo nell’accesso alle cure. Il San Paolo nasce con questa vocazione: essere un luogo di cura, accoglienza e prossimità, con una particolare attenzione alle persone più fragili. Ringrazio tutti coloro che, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità, hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato&#8221;.</p>
<p>Il Poliambulatorio entra nella rete dei servizi sanitari territoriali grazie a un percorso che ha coinvolto <b>Fondazione San Giorgio, Regione Lazio, ASL Rieti e Comune di Poggio Nativo</b>, insieme alle realtà istituzionali che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo del progetto.</p>
<p>&#8220;<b>Per Poggio Nativo è un servizio di grande valore, che guarda ben oltre i confini del nostro Comune</b> – sottolinea il sindaco di Poggio Nativo, <b>Gianluca Vagni</b> –. Dal 5 ottobre i cittadini potranno contare su un presidio sanitario vicino, accessibile e inserito nella rete regionale. È una risposta concreta alle esigenze della nostra comunità, ma anche a quelle dei tanti cittadini dei Comuni e delle zone circostanti che potranno trovare qui un nuovo punto di riferimento. Rafforzare i servizi nei nostri territori significa migliorarne la qualità della vita e renderli più attrattivi e capaci di rispondere ai bisogni delle persone&#8221;.</p>
<p>L’avvio delle attività del <b>Poliambulatorio San Paolo</b> rafforza così la rete della sanità territoriale in un’area nella quale la prossimità dei servizi assume un valore particolarmente significativo. L’obiettivo è offrire prestazioni specialistiche in una struttura facilmente raggiungibile e accessibile, contribuendo a rendere più vicina ai cittadini la risposta sanitaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>LE DATE</b></p>
<p><b>21 settembre 2026</b> – apertura delle prenotazioni presso gli sportelli CUP e attraverso il ReCUP Lazio, numero <b>06 99 39</b>.</p>
<p><b>5 ottobre 2026</b> – apertura al pubblico del Poliambulatorio San Paolo e avvio delle prime visite specialistiche.</p>
<p><b>Orario dal 5 ottobre:</b> dalle <b>8.00 alle 20.00, con orario continuato</b>.</p>
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		<title>“Pensare la sanità”: a Le Tre Porte il confronto sulla salute</title>
		<link>https://www.formatrieti.it/2026/09/16/pensare-la-sanita-a-le-tre-porte-il-confronto-sulla-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Tofani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 16:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[LC Rieti Varrone]]></category>
		<category><![CDATA[le tre porte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo della salute sta affrontando trasformazioni profonde, ridefinendo il rapporto tra cittadini, istituzioni e territorio e, con esso, il modo in cui viviamo e intendiamo la nostra Comunità. Per rispondere alle sfide del presente e tracciare nuove linee guida per il futuro, il Lions Club Rieti Varrone organizza il 19 settembre alle ore 17 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo della salute sta affrontando trasformazioni profonde, ridefinendo il rapporto tra cittadini, istituzioni e territorio e, con esso, il modo in cui viviamo e intendiamo la nostra Comunità.<br />
Per rispondere alle sfide del presente e tracciare nuove linee guida per il futuro, <strong>il Lions Club Rieti Varrone organizza il 19 settembre alle ore 17 presso il Ristorante &#8220;Le tre porte&#8221; in Via della Verdura 21,  a Rieti il Convegno &#8220;Pensare la sanità&#8221;. </strong></p>
<p>L’evento  è concepito come uno spazio di confronto aperto a professionisti, associazioni e cittadini. L’appuntamento intende mettere al centro del dibattito il benessere della persona, l’efficienza dei servizi e il valore del territorio per costruire un modello di cura equo, umano e vicino alle persone.</p>
<p>I lavori, moderati dal Prof. Francesco Maria Drudi dell’Università “ La Sapienza”, vedrà la presenza di relatori qualificati ed esperti, settore sanitario, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e cittadini, creando un&#8217;occasione unica di confronto e di scambio di idee ma uniti dall&#8217;obiettivo comune di costruire un modello di cura radicato nel tessuto locale, individuando  strategie condivise e promuovere una cultura della salute sempre più inclusiva e partecipativa.</p>
<p>Il programma del convegno si svilupperà attorno a temi di stretta attualità, cruciali per il rilancio del sistema sanitario e sociale  con il primo intervento, condotto dal Dott. Umberto Caraccia, psicologo, che tratterà il ruolo dei Lions nella comunità.  Seguirà l’intervento della Prof.ssa Ketty Savino dell’ Università di Perugia parlando delle criticità della sanità  italiana ed il necessario paradigma: l’impegno dei Lions per la tutela della salute. Un focus sulla prevenzione e sulla garanzia dei livelli essenziali di assistenza. L&#8217;obiettivo è quello di riaffermare il diritto fondamentale a una sanità pubblica che sia accessibile, tempestiva e di qualità per tutti.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-68746 alignleft" src="https://www.formatrieti.it/wp-content/uploads/2026/09/pensare-la-sanita-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" />Di sanità e solidarietà ne parlerà il Prof. Evaristo Ettore dell’Università “La Sapienza” come  sostegno alle fragilità locali, le cui  risposte assistenziali devono essere modellate sulle reali esigenze del territorio. Si discuterà di come potenziare la medicina di prossimità, l&#8217;assistenza domiciliare e le reti di protezione per gli anziani, i malati cronici e le fasce sociali più vulnerabili.</p>
<p>Il Diacono Nazareno Iacopini Responsabile Diocesano per la Pastorale della salute ,  toccherà l’argomento dell’utilità dell’informazione di qualità in quanto rappresenta una risorsa strategica e insostituibile per difendere, sostenere e innovare la sanità pubblica</p>
<p>Al termine il Prof. Vincenzo Saraceni  dell’Università “ La Sapienza” , Presidente della Associazione politica e società,  tratterà il tema sul ruolo dei cattolici nell’impegno politico e sociale che si propone come uno spazio di dialogo, formazione e partecipazione culturale per rimettere al centro della vita pubblica la dignità della persona, il bene comune che richiede la partecipazione di tutti. Spazio al ruolo del volontariato e dell&#8217;associazionismo, pilastri su cui poggia la capacità della comunità di co-progettare i servizi e collaborare con le istituzioni.</p>
<p>Con questa iniziativa,, sottolinea il Dott. Alessandro Moronti  Presidente del Lions Club Rieti Varrone, si vuole  rinnovare l’ impegno nel promuovere iniziative che favoriscano il benessere della comunità, la coesione sociale e la valorizzazione delle risorse culturali locali.</p>
<p>&#8220;Pensare la sanità&#8221; non è solo il titolo di un incontro, ma un invito all’azione. Partecipare significa contribuire attivamente a un manifesto di idee capaci di trasformarsi in progetti concreti per il territorio. L&#8217;integrazione tra competenze mediche, sensibilità sociale e attivismo civico rappresenta l&#8217;unica strada percorribile per una sanità che sia davvero a misura d&#8217;uomo.</p>
<p>L&#8217;iniziativa sposa appieno la storica missione dei Lions nel campo del servizio sociale e del supporto alle comunità locali, mettendo al centro del dibattito il benessere della persona, l’efficienza dei servizi sanitari e la valorizzazione del territorio reatino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.formatrieti.it/2026/09/16/pensare-la-sanita-a-le-tre-porte-il-confronto-sulla-salute/">“Pensare la sanità”: a Le Tre Porte il confronto sulla salute</a> proviene da <a href="https://www.formatrieti.it">Format Rieti - il giornale online di Rieti</a>.</p>
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		<title>I referti del Laboratorio Analisi si ritirano on line sul Fascicolo Sanitario Elettronico &#8211; Fse</title>
		<link>https://www.formatrieti.it/2026/09/16/i-referti-del-laboratorio-analisi-si-ritirano-on-line-sul-fascicolo-sanitario-elettronico-fse/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ASL Rieti informa gli utenti che i referti di laboratorio e di radiologia sono già disponibili in un unico spazio: il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) su salutelazio.it Dal 1° ottobre 2026, il Fascicolo diventerà il punto unico di consultazione online dei referti di laboratorio. Dalla stessa data, infatti, non sarà più possibile visualizzarli attraverso il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.formatrieti.it/2026/09/16/i-referti-del-laboratorio-analisi-si-ritirano-on-line-sul-fascicolo-sanitario-elettronico-fse/">I referti del Laboratorio Analisi si ritirano on line sul Fascicolo Sanitario Elettronico &#8211; Fse</a> proviene da <a href="https://www.formatrieti.it">Format Rieti - il giornale online di Rieti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ASL Rieti informa gli utenti che i referti di laboratorio e di radiologia sono già disponibili in un unico spazio: il <strong>Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) </strong>su <a href="http://salutelazio.it"><u>salutelazio.it</u></a></p>
<p><strong>Dal 1° ottobre 2026</strong>, il Fascicolo diventerà il punto unico di consultazione online dei referti di laboratorio. Dalla stessa data, infatti, <strong>non sarà più possibile</strong> <strong>visualizzarli attraverso il servizio “<em>Il tuo referto con un click</em>”</strong>.  Coloro che sono assistiti dal Servizio Sanitario Regionale del Lazio, possono consultare i referti accedendo su salutelazio.it con SPID, CIE o CNS. Coloro che sono assistiti in un’altra Regione, possono consultare il referto nel Fascicolo Sanitario Elettronico della Regione di assistenza.</p>
<p>Per <strong>i </strong>genitori o tutori, è possibile accedere anche al Fascicolo del figlio/a o del soggetto tutelato attraverso la propria identità digitale, previa associazione dei profili. Se vengono assistite altre persone, ad esempio anziane, è possibile accedere al loro Fascicolo tramite <strong>delega</strong>. Per l’attivazione della delega e per l’associazione dei profili è necessario rivolgersi presso gli <strong>Sportelli della Medicina di Base distrettuali della ASL Rieti</strong> (ASL del soggetto delegante).</p>
<p><strong>Resta invariato il servizio di consultazione e di scarico del referto di radiologia tramite il sistema “Il tuto referto con un click”</strong><strong> </strong></p>
<p>ASL Rieti invita tutti gli utenti a verificare fin da ora il corretto accesso al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico su <a href="http://SaluteLazio.it"><u>SaluteLazio.it</u></a></p>
<p><u>Si ricorda, infine, che i medici possono accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico soltanto se è stato rilasciato il consenso alla consultazione da parte del paziente. </u><u>Ѐ possibile rilasciare il consenso online direttamente dal Fascicolo Sanitario Elettronico ed è sempre possibile revocarlo o modificarlo.</u></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sciopero dei medici, anche Rieti scende in piazza</title>
		<link>https://www.formatrieti.it/2026/09/15/sciopero-dei-medici-protesta-oggi-a-rieti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p class="isSelectedEnd">È in corso dalle 10 di questa mattina, davanti alla Prefettura di Rieti in piazza Cesare Battisti, la protesta dei medici aderenti allo sciopero nazionale proclamato dal Sindacato Medici Italiani. La mobilitazione, iniziata oggi, martedì 15 settembre, proseguirà anche domani e riguarda la medicina generale convenzionata e, più in generale, diversi ambiti della medicina territoriale.</p>
<p class="isSelectedEnd">A Rieti, però, sono in pochi ad aver trovato il coraggio di scendere in piazza e metterci la faccia per sostenere la protesta e le rivendicazioni del sindacato.</p>
<p class="isSelectedEnd">La protesta nasce soprattutto dal nuovo accordo nazionale sulle Case della Comunità, firmato a giugno. Tra i punti contestati dallo SMI c’è il cosiddetto “debito orario”, ovvero l’obbligo per i medici di famiglia di svolgere ore aggiuntive nelle Case di Comunità. Il sindacato chiede inoltre il superamento del Ruolo Unico, un doppio canale di accesso alla professione con adesione volontaria alla dipendenza e una scuola di specializzazione universitaria per la medicina generale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tra le altre richieste ci sono il rilancio della Medicina dei Servizi, il rafforzamento degli organici del 118 e maggiori tutele per i medici, in particolare per maternità e infortuni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lo sciopero coinvolge i medici di medicina generale convenzionata, quelli del Ruolo Unico ad attività oraria, dell’emergenza sanitaria territoriale e dei servizi. Restano comunque garantite le prestazioni indispensabili previste dagli accordi, comprese quelle domiciliari rivolte ai pazienti che ne hanno necessità.</p>
<p>La mobilitazione proseguirà per tutta la giornata di domani, mercoledì 16 settembre.</p>
<p>Foto di R.Tofani</p></div>
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		<title>Sciopero della medicina generale, martedì 15 settembre  la protesta arriva in piazza a Rieti</title>
		<link>https://www.formatrieti.it/2026/09/14/sciopero-della-medicina-generale-martedi-15-settembre-la-protesta-arriva-in-piazza-a-rieti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 13:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Sindacato Medici Italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo medici di famiglia. Domani, martedì 15 settembre, e mercoledì 16 settembre la protesta coinvolgerà la medicina generale e, più in generale, la medicina convenzionata e territoriale. Lo sciopero è stato proclamato dal Sindacato Medici Italiani (SMI) e coinvolge anche sostituti, incaricati, precari, medici del Ruolo Unico di Assistenza Primaria ad attività oraria, del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Non solo medici di famiglia. Domani, martedì 15 settembre, e mercoledì 16 settembre la protesta coinvolgerà la medicina generale e, più in generale, la medicina convenzionata e territoriale. Lo sciopero è stato proclamato dal <strong>Sindacato Medici Italiani (SMI)</strong> e coinvolge anche sostituti, incaricati, precari, medici del Ruolo Unico di Assistenza Primaria ad attività oraria, del 118 e dei Servizi.</p>
<p class="isSelectedEnd">A Rieti la mobilitazione avrà anche un momento pubblico. L&#8217;appuntamento è per <strong>martedì mattina alle ore 10 in piazza Cesare Battisti, davanti alla Prefettura</strong>, con i medici in camice, cartelli e fischietti. È previsto inoltre un collegamento con Roma e con altre piazze italiane coinvolte nella protesta:  cinque città, cinque appuntamenti, una stessa battaglia: ROMA, MILANO, NAPOLI, PESCARA, PALERMO.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni di lavoro e il futuro della medicina territoriale. Lo SMI chiede, tra l&#8217;altro, <strong>l&#8217;abolizione del Ruolo Unico</strong>, lo stop al cosiddetto debito orario nelle Case di Comunità, il rilancio della Medicina dei Servizi, una vera specializzazione universitaria per la medicina generale e organici adeguati per il 118.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il sindacato contesta in particolare anche gli effetti del recente <strong>ACN stralcio di giugno 2026</strong>, denunciando quello che definisce uno squilibrio contrattuale: ai medici vengono imposti vincoli assimilabili alla subordinazione, senza però le tutele proprie del lavoro dipendente, come malattia, infortuni, ferie garantite e maternità. Nella petizione presentata alla Camera dei Deputati, lo SMI parla inoltre di una situazione salariale diventata insostenibile.</p>
<p class="isSelectedEnd">La protesta non riguarda dunque soltanto lo studio del medico di famiglia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per i medici del <strong>Ruolo Unico di Assistenza Primaria ad attività oraria</strong>, nelle giornate del 15 e 16 settembre è prevista l&#8217;astensione per l&#8217;intero turno, assicurando comunque le prestazioni indispensabili previste dagli accordi, con particolare riferimento all&#8217;assistenza domiciliare integrata e programmata ai malati terminali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Anche i <strong>medici del 118</strong> aderiscono allo sciopero, garantendo naturalmente le attività che non possono essere sospese: interventi di soccorso avanzato, maxi-emergenze e attività NBCR, trasferimenti urgenti e attività presso le centrali operative.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per quanto riguarda i <strong>medici dei Servizi</strong>, vengono garantite le attività indispensabili nei settori della tossicodipendenza, dell&#8217;igiene pubblica, dell&#8217;igiene mentale e della medicina fiscale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per i medici di medicina generale gli studi resteranno chiusi durante lo sciopero, ma continueranno a essere garantite le prestazioni previste dalle norme di garanzia, comprese le visite domiciliari ai pazienti più fragili, ai malati oncologici e a chi è seguito nell&#8217;ambito dell&#8217;assistenza domiciliare integrata e programmata.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lo SMI ha diffuso anche indicazioni specifiche sulle modalità di adesione. <strong>Non è necessario essere iscritti al sindacato per scioperare</strong>: l&#8217;adesione è una scelta individuale. Per i non iscritti è prevista una comunicazione alla propria azienda sanitaria entro le 24 ore precedenti l&#8217;inizio dello sciopero, mentre per gli iscritti SMI la comunicazione alle ASL viene curata dal sindacato, secondo le indicazioni contenute nel vademecum.</p>
<p class="isSelectedEnd">Particolare attenzione anche ai turni notturni e alla precettazione. Nel caso di un turno notturno iniziato prima della mezzanotte del 15 settembre e terminato successivamente, le regole prevedono la possibilità di aderire allo sciopero dall&#8217;inizio del turno. Per i medici a quota oraria, inoltre, resta la possibilità di precettazione per garantire i contingenti minimi: in quel caso sarà la ASL a individuare i contingenti e a notificare l&#8217;eventuale provvedimento al singolo medico.</p>
<p class="isSelectedEnd">La mobilitazione arriva mentre lo SMI porta avanti anche una <strong>petizione alla Camera dei Deputati, la numero 1451</strong>, con la quale chiede interventi legislativi e finanziari sulla medicina generale. Tra i punti indicati dal sindacato figurano proprio l&#8217;abolizione del Ruolo Unico, la trasformazione dell&#8217;attività nelle Case di Comunità in un&#8217;attività oraria autonoma e volontaria, il rilancio della Medicina dei Servizi e il passaggio della formazione della medicina generale nell&#8217;ambito universitario.</p>
<p>A<strong>lle 10, in piazza Cesare Battisti, davanti alla Prefettura</strong>, i medici porteranno in strada le ragioni di uno sciopero che punta a riaccendere l&#8217;attenzione sulle condizioni nelle quali viene oggi garantita l&#8217;assistenza territoriale.</p>
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		<title>Appello: C’è bisogno di noi. C’è bisogno di sangue</title>
		<link>https://www.formatrieti.it/2026/09/12/appello-ce-bisogno-di-noi-ce-bisogno-di-sangue/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 13:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[donatori sangue]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale de Lellis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo Donatori di Sangue FRATES rivolge un appello alla cittadinanza e a tutti i donatori a seguito della carenza di sacche di sangue necessarie alle attività trasfusionali presso l’Ospedale San Camillo de’ Lellis di Rieti. Dietro ogni sacca di sangue c’è una persona che ne ha bisogno: un paziente sottoposto a un intervento chirurgico, una persona in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Gruppo Donatori di Sangue FRATES</strong> rivolge un appello alla cittadinanza e a tutti i donatori a seguito della <strong>carenza di sacche di sangue necessarie alle attività trasfusionali presso l’Ospedale San Camillo de’ Lellis di Rieti</strong>.</p>
<p>Dietro ogni sacca di sangue c’è una persona che ne ha bisogno: un paziente sottoposto a un intervento chirurgico, una persona in cura, un malato cronico, qualcuno che sta affrontando un’emergenza.</p>
<p><strong>Donare sangue significa essere concretamente presenti per ciascuno di loro.</strong></p>
<p>Per questo rivolgiamo un invito a tutti i donatori abituali e, soprattutto, a quanti possono avvicinarsi per la prima volta alla donazione: <strong>in questo momento la vostra disponibilità è particolarmente importante.</strong></p>
<p>Un gesto semplice, che richiede poco tempo, può diventare indispensabile per garantire la continuità delle trasfusioni e delle cure.</p>
<p>Invitiamo pertanto chi è nelle condizioni di poter donare a <strong>contattare FRATES e il Servizio Trasfusionale dell’Ospedale San Camillo de’ Lellis di Rieti per ricevere tutte le informazioni necessarie e rendersi disponibile alla donazione</strong>.</p>
<p>Chiediamo inoltre a cittadini, associazioni, istituzioni, realtà del territorio e organi di informazione di aiutarci a diffondere questo appello.</p>
<p><strong>Anche condividere questo messaggio può fare la differenza.</strong></p>
<p>La disponibilità di sangue dipende da un gesto che nessuna tecnologia può sostituire: <strong>la scelta volontaria e generosa di una persona di donare per un’altra persona.</strong></p>
<h5></h5>
<p>L'articolo <a href="https://www.formatrieti.it/2026/09/12/appello-ce-bisogno-di-noi-ce-bisogno-di-sangue/">Appello: C’è bisogno di noi. C’è bisogno di sangue</a> proviene da <a href="https://www.formatrieti.it">Format Rieti - il giornale online di Rieti</a>.</p>
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		<item>
		<title>PD &#8220;Troppo lontani dalle cure. Servono servizi più vicini e una sanità pubblica più forte&#8221;</title>
		<link>https://www.formatrieti.it/2026/09/03/pd-troppo-lontani-dalle-cure-servono-servizi-piu-vicini-e-una-sanita-pubblica-piu-forte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:32:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Alcuni giorni fa &#8211; ricorda il PD Città di Rieti &#8211; veniva portata all’attenzione della città una mappa realizzata da YouTrend e che racconta qualcosa che i cittadini della nostra Provincia conoscono già molto bene: Rieti è la provincia italiana in cui occorre mediamente più tempo per raggiungere una struttura sanitaria. Per metà dei residenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.formatrieti.it/2026/09/03/pd-troppo-lontani-dalle-cure-servono-servizi-piu-vicini-e-una-sanita-pubblica-piu-forte/">PD &#8220;Troppo lontani dalle cure. Servono servizi più vicini e una sanità pubblica più forte&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.formatrieti.it">Format Rieti - il giornale online di Rieti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Alcuni giorni fa &#8211; ricorda il PD Città di Rieti &#8211; veniva portata all’attenzione della città una mappa realizzata da YouTrend e che racconta qualcosa che i cittadini della nostra Provincia conoscono già molto bene: Rieti è la provincia italiana in cui occorre mediamente più tempo per raggiungere una struttura sanitaria. Per metà dei residenti servono oltre 23 minuti, contro gli 8,5 della media nazionale. E circa un reatino su tre vive a più di mezz&#8217;ora da un presidio sanitario.</p>
<p>Ma dietro questi numeri non c&#8217;è soltanto una questione geografica. C&#8217;è una provincia vasta, prevalentemente montuosa, con una popolazione sempre più anziana e tanti piccoli comuni e frazioni. Da alcune aree della provincia raggiungere i servizi sanitari può significare anche un&#8217;ora di viaggio: 45-70 minuti dall&#8217;Alta Valle del Velino, 40-60 dal Cicolano, fino a 50-60 minuti dalla Bassa Sabina.</p>
<p>Ma la distanza dalle cure non si misura soltanto in chilometri. Per un cittadino è lontana una struttura che richiede un&#8217;ora di viaggio, ma è lontana anche una visita per la quale bisogna aspettare mesi, un esame che non si riesce a prenotare, uno specialista che manca o un&#8217;apparecchiatura diagnostica che non funziona. Percorrere decine di chilometri o aspettare mesi sono aspetti diversi dello stesso problema: il tempo che separa una persona dalla cura di cui ha bisogno.</p>
<p>È da qui che deve partire la programmazione della sanità reatina: non soltanto dal numero degli abitanti, ma dall&#8217;età della popolazione, dalla dispersione territoriale e dal tempo reale necessario per ottenere una risposta sanitaria. Il De Lellis deve essere rafforzato come ospedale provinciale, con professionalità, servizi e tecnologie adeguati ai bisogni di un intero territorio. Ma intorno al De Lellis deve esistere una vera rete territoriale: presidi e Case della Comunità realmente operativi, a partire dalle aree più distanti, medici e infermieri di comunità, diagnostica di primo livello, assistenza domiciliare e telemedicina. Una rete che deve essere anche il luogo della prevenzione, dello screening e della diagnosi precoce, perché avvicinare la sanità ai cittadini significa intervenire prima che il bisogno diventi emergenza. Una rete capace di prendere in carico anziani, malati cronici e persone fragili e di ridurre il tempo e la strada che separano il bisogno dalla cura.</p>
<p>Ed è soprattutto sulla costruzione di una vera sanità territoriale che si misura anche la partita del PNRR. Una Casa della Comunità non è un edificio inaugurato: è personale presente, servizi disponibili e cittadini che trovano una risposta. Lo abbiamo detto come Partito Democratico in Regione e lo ribadiamo per Rieti, dove resta da chiarire quale prospettiva concreta si intenda dare alla Casa della Comunità dell&#8217;area Osteria Nuova-Poggio Moiano.</p>
<p>Difendere la sanità pubblica significa garantire ai cittadini la possibilità concreta di curarsi, tenendo conto non solo della disponibilità delle prestazioni, ma anche di quanto devono aspettare, quanto devono viaggiare e quanto devono spendere. Significa, allo stesso tempo, mettere chi lavora nella sanità nelle condizioni di farlo bene. Per questo le segnalazioni sulla fuoriuscita di specialisti, sui carichi di lavoro, sul ricorso a personale esterno e su un clima di crescente demotivazione all&#8217;interno dell&#8217;ospedale, oggetto anche di una recente interrogazione comunale, non possono essere ignorate, perché incidono direttamente sulla tenuta e sulla qualità del servizio pubblico.</p>
<p>Una sanità pubblica di qualità, forte nel suo ospedale, capace di valorizzare chi ci lavora e vicina alle persone nei territori deve essere una priorità per Rieti e per tutti i cittadini della provincia.</p>
<p>Su questo chiediamo risposte chiare alla ASL di Rieti e alla Regione Lazio e chiediamo alla Conferenza dei Sindaci di esercitare fino in fondo il proprio ruolo: rappresentare i bisogni dei territori, far pesare le esigenze delle comunità nella programmazione sanitaria e pretendere risposte e tempi certi&#8221;.</p>
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		<title>Sanità, Giuliano (UGL): &#8220;Il burnout non può continuare a logorare chi cura&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Tofani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 16:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[burnout]]></category>
		<category><![CDATA[Cura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I numeri sul burnout dei professionisti sanitari fotografano una situazione che non può più essere derubricata a disagio individuale. Siamo davanti a una vera emergenza del Servizio sanitario nazionale, che rischia di compromettere non soltanto la salute di medici e operatori sanitari, ma anche la qualità e la sicurezza delle cure&#8221;. Lo dichiara Gianluca Giuliano, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.formatrieti.it/2026/08/13/sanita-giuliano-ugl-il-burnout-non-puo-continuare-a-logorare-chi-cura/">Sanità, Giuliano (UGL): &#8220;Il burnout non può continuare a logorare chi cura&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.formatrieti.it">Format Rieti - il giornale online di Rieti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">&#8220;I numeri sul burnout dei professionisti sanitari fotografano una situazione che non può più essere derubricata a disagio individuale. Siamo davanti a una vera emergenza del Servizio sanitario nazionale, che rischia di compromettere non soltanto la salute di medici e operatori sanitari, ma anche la qualità e la sicurezza delle cure&#8221;.</div>
<div dir="auto">Lo dichiara <strong>Gianluca Giuliano</strong>, segretario nazionale UGL Salute, commentando i dati riportati da un recente approfondimento di Alley Oop – Il Sole 24 Ore sul burnout e sul divario di genere nella sanità.</div>
<div dir="auto">&#8220;Secondo i dati citati – prosegue Giuliano – un professionista sanitario su tre in Europa presenta sintomi di depressione o ansia e uno su dieci ha avuto pensieri suicidari. In Italia, inoltre, il 52% dei medici dichiara di essere in burnout. Sono numeri che impongono una risposta immediata e strutturale&#8221;.</div>
<div dir="auto">&#8220;Non possiamo pensare di affrontare questa emergenza invitando semplicemente i lavoratori a essere più resilienti. Il burnout è strettamente legato alle condizioni di lavoro: organici insufficienti, turni prolungati, carichi eccessivi, aggressioni, pressione burocratica e difficoltà nella conciliazione tra vita professionale e privata. In Italia, secondo i dati riportati, mancano circa 30mila medici e 60mila infermieri per molti professionisti l&#8217;orario di lavoro supera le 60 ore settimanali&#8221;.</div>
<div dir="auto">&#8220;Il dato più preoccupante – sottolinea il segretario nazionale UGL Salute – è che questa situazione ha ricadute dirette anche sui cittadini. Il burnout può aumentare fino al 57% la probabilità di errore. Quando chi deve curare è sottoposto a una pressione insostenibile, a essere messa a rischio è l&#8217;intera tenuta del sistema sanitario&#8221;.</div>
<div dir="auto">La differenza di genere aggrava una situazione già critica</div>
<div dir="auto">&#8220;È necessario – sottolinea Giuliano – guardare anche alla dimensione del fenomeno. Oltre il 56% degli iscritti alle facoltà di Medicina è donna e quasi il 70% del personale del Servizio sanitario nazionale è costituito da donne, ma soltanto il 19% ricopre una direzione di struttura complessa. Una distanza che dimostra quanto ancora sia necessario lavorare per garantire pari opportunità e valorizzazione delle competenze&#8221;.</div>
<div dir="auto">&#8220;Le donne nel settore sanitario – continua Giuliano – sono inoltre esposte a una quota particolarmente elevata di aggressioni: subiscono circa i due terzi delle aggressioni rivolte al personale sanitario. Sul fronte delle molestie sessuali, l&#8217;indagine citata evidenzia una percentuale del 30% tra le donne, contro il 4% tra gli uomini&#8221;.</div>
<div dir="auto">&#8220;A questo si aggiunge il peso del lavoro di cura familiare, che continua a gravare in misura significativa sulle donne. Per molte professioniste, quindi, lo stress prodotto da turni e responsabilità cliniche si somma a quello derivante dalle responsabilità familiari. È una doppia esposizione che il sistema non può più ignorare&#8221;.</div>
<div dir="auto">“Servono assunzioni, organizzazione e tutela del personale”</div>
<div dir="auto">&#8220;Come UGL Salute – conclude Giuliano – chiediamo che il contrasto al burnout diventi una priorità nelle politiche sanitarie e contrattuali. Serve una programmazione seria del fabbisogno di personale, una revisione dei carichi e degli orari di lavoro, maggiore sicurezza nei luoghi di cura e strumenti concreti per favorire la conciliazione tra vita e lavoro&#8221;.</div>
<div dir="auto">&#8220;Non basta celebrare ogni giorno il valore dei nostri professionisti sanitari: bisogna creare le condizioni perché possano svolgere il proprio lavoro senza essere logorati da un sistema in sofferenza. Il SSN non può continuare a chiedere sacrifici infiniti a chi lo tiene in piedi. Difendere la salute di chi cura significa difendere la salute dei cittadini e il futuro della sanità pubblica&#8221;.</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.formatrieti.it/2026/08/13/sanita-giuliano-ugl-il-burnout-non-puo-continuare-a-logorare-chi-cura/">Sanità, Giuliano (UGL): &#8220;Il burnout non può continuare a logorare chi cura&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.formatrieti.it">Format Rieti - il giornale online di Rieti</a>.</p>
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