La Regione Lazio introduce un contributo economico per aiutare a preservare la fertilità attraverso la crioconservazione degli ovociti e del liquido seminale. La misura è prevista da un emendamento alla legge sulle variazioni al Bilancio di previsione 2026-2028, approvato dal Consiglio regionale.
Il contributo è destinato ai residenti nel Lazio di età compresa tra i 18 e i 40 anni e potrà essere richiesto una sola volta nella vita. Lo stanziamento previsto è di 300mila euro per il 2027. Il sostegno potrà arrivare fino a 3mila euro per la crioconservazione programmata degli ovociti e fino a mille euro per quella del liquido seminale.
A sottolineare l’importanza della misura è Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.) e professore di Ginecologia e Ostetricia all’Università UniCamillus di Roma.
Per Greco, l’approvazione del contributo rappresenta un sostegno concreto alla tutela della fertilità e risponde a un problema che riguarda sia la salute riproduttiva sia l’andamento demografico. «La salute riproduttiva deve essere posta al centro delle politiche di prevenzione», afferma, sottolineando l’importanza di permettere ai giovani di fare scelte consapevoli rispetto alla futura genitorialità.
Il tema è legato anche all’età sempre più avanzata in cui si decide di avere un figlio. “Da un lato assistiamo al continuo rinvio dell’età in cui si decide di avere un figlio, dall’altro registriamo un costante peggioramento della qualità degli spermatozoi e delle caratteristiche del liquido seminale”, spiega Greco.
La crioconservazione, cioè il congelamento e la conservazione a bassissime temperature del materiale biologico riproduttivo, può quindi consentire di preservare ovociti o spermatozoi per un eventuale utilizzo futuro.
Greco richiama in particolare la differenza tra età anagrafica ed età biologica. Nelle donne, infatti, la fertilità diminuisce con l’avanzare dell’età e la qualità degli ovociti si riduce progressivamente. Anche se le tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno fatto importanti progressi, l’età materna avanzata rimane un fattore rilevante.
La nuova misura regionale punta dunque a rendere economicamente più accessibile una possibilità che può essere presa in considerazione da chi, per motivi sociali e personali, sceglie di rimandare la ricerca di una gravidanza e vuole preservare la propria fertilità.



