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	<title>Polveri sottili - Format Rieti - il giornale online di Rieti</title>
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	<description>Format, il giornale cartaceo e online che dal 1998 vi raggiunge in qualsiasi parte del mondo raccontando Rieti e Provincia</description>
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	<title>Polveri sottili - Format Rieti - il giornale online di Rieti</title>
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		<title>Fuori i nomi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 23:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Polveri sottili]]></category>
		<category><![CDATA[due falsi dentisti]]></category>
		<category><![CDATA[GdF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Massimo Palozzi -Nelle scorse settimane due falsi dentisti sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Rieti per esercizio abusivo della professione. I due erano titolari di ditte individuali per la fabbricazione di protesi dentarie ma in realtà avevano trasformato i rispettivi laboratori in veri e propri studi dentistici dove svolgevano attività sanitarie senza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Massimo Palozzi -Nelle scorse settimane due falsi dentisti sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Rieti per <a href="https://www.formatrieti.it/2025/05/27/gdif-rieti-denunciati-due-falsi-dentisti-e-sequestrati-gli-studi/">esercizio abusivo della professione</a>. I due erano titolari di ditte individuali per la fabbricazione di protesi dentarie ma in realtà avevano trasformato i rispettivi laboratori in veri e propri studi dentistici dove svolgevano attività sanitarie senza alcun titolo abilitativo.</p>
<p>La notizia è stata data dagli investigatori più o meno in questi termini e così l’hanno riportata i mezzi d’informazione. Quando accadono queste cose (è il caso ad esempio di ristoranti o bar chiusi per carenze igieniche o per irregolarità nella conservazione degli alimenti) la reazione immediata della gente è di voler sapere i nomi delle persone o degli esercizi coinvolti, se non altro per evitare di frequentarli a prescindere dalle misure prese dalle autorità preposte al controllo.</p>
<p>Il rischio di trasformare ogni vicenda in una gogna pubblica è elevato, ma in circostanze del genere non sarebbe male qualche dettaglio in più. Del resto, in un mondo dove tutto è condiviso tramite smartphone, socializzare certe notizie potrebbe davvero risultare di pubblica utilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>C’era una volta Rieti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 22:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Polveri sottili]]></category>
		<category><![CDATA[Treccani]]></category>
		<category><![CDATA[voce Rieti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Massimo Palozzi &#8211;  Su iniziativa dell’industriale tessile e senatore Giovanni Treccani degli Alfieri e del filosofo Giovanni Gentile, esattamente un secolo fa, il 18 febbraio 1925, veniva fondato a Roma l’Istituto della Enciclopedia Italiana. Da allora la Treccani è considerata la massima impresa editoriale nel nostro paese e una delle più importanti enciclopedie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>di Massimo Palozzi &#8211;  Su iniziativa dell’industriale tessile e senatore Giovanni Treccani degli Alfieri e del filosofo Giovanni Gentile, esattamente un secolo fa, il 18 febbraio 1925, veniva fondato a Roma l’Istituto della Enciclopedia Italiana. Da allora la Treccani è considerata la massima impresa editoriale nel nostro paese e una delle più importanti enciclopedie in assoluto per il suo rigore scientifico.</p>
<p>Alla voce “Rieti” si legge però che “l’economia della città è prevalentemente legata al settore primario, che fornisce materia ad alcune delle principali industrie (zuccherificio, molitura devoce Rieti, i cereali, pastificio)”. Inoltre, risulta “notevole il movimento turistico, sia per quanto riguarda il turismo religioso” per la presenza dei santuari francescani, “sia, e soprattutto, montano (stazione di sport invernali del Terminillo)”.</p>
<p>Considerando che lo zuccherificio è stato chiuso nel 1973, la descrizione si dimostra ormai poco aderente alla realtà economica attuale, almeno per quanto riguarda il settore primario. Il timore è che finisca per diventare obsoleto anche il riferimento al turismo montano. L’ideale sarebbe un aggiornamento limitato alla prima parte del contributo, ma con l’aria che tira non è difficile immaginare che i redattori della Treccani debbano lavorare parecchio.</p>
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		<title>Terminillo, quale futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[StefaniaSantoprete]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 22:16:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Polveri sottili]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Massimo Palozzi &#8211; Il 5 agosto il Commissario agli Usi civici per Lazio, Umbria e Toscana ha deciso la causa promossa dall’Associazione Salviamo l’Orso, stabilendo la demanialità dei terreni interessati dall’ultima revisione del progetto Terminillo Stazione Montana (TSM2). Secondo la sentenza, i Comuni di Leonessa, Cantalice e Micigliano non hanno espletato la dovuta procedura ad [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Massimo Palozzi &#8211; Il 5 agosto il Commissario agli Usi civici per Lazio, Umbria e Toscana ha deciso la causa promossa dall’Associazione Salviamo l’Orso, stabilendo la demanialità dei terreni interessati dall’ultima revisione del progetto Terminillo Stazione Montana (TSM2). Secondo la sentenza, i Comuni di Leonessa, Cantalice e Micigliano non hanno espletato la dovuta procedura ad evidenza pubblica, fornendo per la concessione del suolo alla TSM s.r.l. “motivazioni insufficienti e stereotipate che non considerano l’impatto ambientale perpetuo degli impianti di funivia”, senza nemmeno chiarire il reale beneficio per le comunità in un’area “di particolare pregio e sostanzialmente incontaminata”, visto che “a causa del notorio cambiamento climatico con innalzamento delle temperature le precipitazioni nevose sull’Appennino sono destinate ad essere sempre minori”. Ergo, quei terreni vanno restituiti alla loro funzione pubblica e non potranno essere utilizzati (almeno alle condizioni attuali) per ospitare le infrastrutture previste: piste, rifugi, impianti di risalita e innevamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 19 settembre si è invece tenuta al Consiglio di Stato l’udienza di merito sul ricorso contro l’autorizzazione al TSM2 concessa dalla Regione Lazio, dopo il via libera dato dal Tar. Si tratta di schermaglie giudiziarie che nascondono un aspetto sostanziale: da una parte forze politiche e imprenditoriali concordano in maniera trasversale e pressoché univoca sull’utilità del progetto, che anzi è considerato l’ultimo treno per il rilancio del Terminillo. Dall’altra un cartello di agguerrite formazioni ambientaliste ritengono l’operazione un attacco spropositato all’ecosistema montano, peraltro senza alcuna concreta possibilità di remunerazione alla luce dell’ormai consolidata carenza di neve naturale. Carte bollate a parte, varrebbe forse la pena riconsiderare tutto con animo pacato e senso dell’equilibrio.</p>
<p><em>da Format sett-ott &#8217;24</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Dove eravamo rimasti: passaggi a livello</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 10:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polveri sottili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Massimo Palozzi &#8211; Sono trascorsi tre anni da quando ha cominciato a circolare l’idea di un sottopasso in viale Maraini, finanziato con fondi europei nell’ambito del piano di Ferrovie per l’eliminazione dei passaggi a livello. Il progetto di massima interessa un tratto di quasi 200 metri, una settantina dei quali per la rampa interrata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Massimo Palozzi &#8211; Sono trascorsi tre anni da quando ha cominciato a circolare l’idea di un sottopasso in viale Maraini, finanziato con fondi europei nell’ambito del piano di Ferrovie per l’eliminazione dei passaggi a livello. Il progetto di massima interessa un tratto di quasi 200 metri, una settantina dei quali per la rampa interrata a due corsie, dall’ingresso laterale del Marconi all’altezza dell’asilo.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i favorevoli, Comune in testa, è la formula perfetta per ovviare alle ripetute chiusure delle sbarre (nei giorni feriali transitano 26 treni, causando circa tre ore di blocco del traffico). Il tutto senza minare la stabilità degli edifici, modificare i marciapiedi e intaccare gli alberi.</p>
<p style="text-align: justify;">Replicano i contrari paventando conseguenze sulla tenuta dei palazzi e sulle radici dei platani, oltre ai disagi dello scavo la cui durata è stimata in un anno. Questo sulla carta. Del sottopasso di viale Maraini non si è infatti parlato più per mesi, nonostante qualcuno avesse addirittura invocato un referendum popolare. Oggi è tornato alla ribalta dopo la tappa del Giro d’Italia di ciclismo fermata al passaggio a livello di Villa Reatina e la ripresa dei contatti tra Comune e Rfi, che hanno però subito scatenato la reazione avversa di un cartello trasversale di politici, sindacati e commercianti. Chissà come finirà.</p>
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		<title>Dove eravamo rimasti: i tre accessi alla città</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 10:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polveri sottili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Massimo Palozzi &#8211; Hanno preso il via a marzo le operazioni di bonifica preliminari alla realizzazione da parte di Anas di tre accessi dalla Salaria nelle aree di Villa Reatina, Porta Romana e Giorlandina. Previsti innesti viari e rotatorie per un totale di oltre 28 milioni di euro. Nel pacchetto rientrano pure gli interventi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Massimo Palozzi &#8211; Hanno preso il via a marzo le operazioni di bonifica preliminari alla realizzazione da parte di Anas di tre accessi dalla Salaria nelle aree di Villa Reatina, Porta Romana e Giorlandina. Previsti innesti viari e rotatorie per un totale di oltre 28 milioni di euro. Nel pacchetto rientrano pure gli interventi per evitare i frequenti allagamenti del sottopasso di via Velinia con la costruzione di un nuovo ponte ferroviario, dopo che il Consorzio di Bonifica ha affidato nei mesi scorsi i lavori di messa in sicurezza idraulica delle Comunali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attuale rilevato nacque in realtà con tutt’altra funzione. Quando nel 1883 fu inaugurata la ferrovia, serviva da diga per contenere il Velino durante le ricorrenti inondazioni. Solo in seguito alla creazione dei bacini del Salto e del Turano, alla fine degli anni Trenta, venne aperta una luce al di sotto dei binari per far defluire le acque e quindi trasformato in strada. Da allora poco è cambiato, eccetto piccoli aggiustamenti per nulla risolutivi.</p>
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		<title>Passeggiando in bicicletta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[AdMn_F0m4a54t]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jun 2018 10:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polveri sottili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna la bella stagione e con essa la possibilità di fruire della città in maniera diversa e più a contatto con la natura. Non tutti gli sforzi fatti in questi ultimi anni dalle varie amministrazioni per favorire una mobilità alternativa all’automobile si sono però rivelati vincenti, come dimostra lo stato non proprio perfetto delle piste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Torna la bella stagione e con essa la possibilità di fruire della città in maniera diversa e più a contatto con la natura. Non tutti gli sforzi fatti in questi ultimi anni dalle varie amministrazioni per favorire una mobilità alternativa all’automobile si sono però rivelati vincenti, come dimostra lo stato non proprio perfetto delle piste ciclabili e il sostanziale fallimento del bike sharing, quella pratica che consiste nel mettere a disposizione della gente biciclette in stalli posizionati in varie parti della città ad un costo di noleggio tutto sommato contenuto (5 euro al giorno, 25 per una settimana).</p>
<p style="text-align: justify;">Il servizio aveva anche beneficiato tra il giugno 2016 e il luglio 2017 di un finanziamento regionale di 55mila euro, ma quello che il Comune ha incassato finora sono appena 235 euro, chiara dimostrazione dell’insuccesso dell’esperimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Non che altrove se la passino meglio. A febbraio, ad esempio, il colosso cinese di bike sharing Globee bike, dopo soli tre mesi ha abbandonato il progetto avviato a Torino, Firenze e Roma, ritenendo il business economicamente insostenibile, non solo per il numero esiguo di clienti, ma anche per i troppi furti e atti vandalici.</p>
<p style="text-align: justify;">A Rieti si è tornati a riflettere sulla scarsa fortuna dell’iniziativa, partita sotto la precedente giunta di centrosinistra, con l’attuale assessore comunale all’Ambiente, Claudio Valentini, che ne ha individuato il difetto di origine nella poco intelligente collocazione delle rastrelliere, troppo a ridosso, a suo dire, di aree di parcheggio a pagamento. Premesso che Rieti è piccola e tutti hanno la propria bicicletta, il ragionamento per certi versi fila: sono in pochi infatti disposti a parcheggiare la macchina nelle strisce blu, per poi noleggiare una bici con raddoppio dei costi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è vero anche il contrario. Le biciclette sono piazzate nelle zone centrali della città perché in quelle aree sono maggiormente fruibili da parte degli utenti. Solo che tutta Rieti ha ormai quasi esclusivamente parcheggi a pagamento, per cui l’unica soluzione sarebbe spostarle a Foro Boario o a Campoloniano, dove però non troverebbero nemmeno un utente.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ la vecchia storia del cane che si morde la coda. Un film purtroppo già visto troppe volte dalle nostre parti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gratta gratta</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sempre a proposito di bella stagione, sono ripartite le campagne di derattizzazione e disinfestazione dagli insetti nocivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Visti i risultati degli anni passati, non sembra che si siano ottenuti grandi successi, stando almeno al numero e all’aggressività di zanzare, pappataci e affini che ormai da tempo affliggono le nostre giornate estive.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà colpa del cambiamento climatico o delle mutazioni genetiche che rendono queste bestiacce dei serial killer in miniatura, sarà che non è (giustamente) possibile utilizzare prodotti nocivi, fatto sta che Rieti si è ormai trasformata nell’habitat ideale per ogni sorta di succhiasangue dotato di pungiglione, come una volta era prerogativa delle sole località di mare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fuori dal tunnel</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Poi dice che uno diventa populista. La vicenda delle gallerie sulla Rieti-Terni chiuse dal 9 febbraio per motivi di sicurezza è una di quelle fatte apposta per fomentare l’odio del popolo contro le istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si riesce infatti a comprendere come dopo anni di lavori e milioni di euro spesi, dalla volta dei due tunnel si scollino pezzi di soletta come se si trattasse di un traforo realizzato secoli fa e che invece è stato inaugurato solo il 10 dicembre 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l’originario sospetto di danni provocati dal terremoto del 2016 sembra allontanarsi dopo gli approfondimenti tecnici. Quel che è certo è che servirà un altro milione di euro e chissà quanto tempo per poter nuovamente andare a Terni senza passare per le forche caudine di Marmore.</p>
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