Il Servizio Civile Universale, un tempo per crescere

16/06/2026 | Notizie in evidenza, Volontaria-Mente

di Simone Vulpiani – Il Servizio Civile Universale, istituito attraverso il decreto legislativo n. 40/2017, trae le sue origini dalla forma di attività obbligatoria alternativa alla leva militare. Fino al 2005, anno in cui viene ufficialmente sospesa la leva militare obbligatoria in Italia, chi avesse voluto svolgere attività non violenta e non armata aveva l’obbligo di dichiararsi obiettore di coscienza e svolgere il periodo di servizio civile sostitutivo che, in realtà, aveva una durata maggiore della leva militare. Le ulteriori limitazioni derivanti dalla scelta di dichiararsi obiettore di coscienza (ad esempio non poter partecipare a determinati concorsi per le forze armate, non poter detenere armi, sottoporsi a specifica commissione psicologica ecc…) determinavano questo tempo sospeso come una sorta di punizione, più che come un’esperienza formativa. Poi nel 1998 l’obiezione di coscienza divenne un diritto e furono ridotte drasticamente le sanzioni dovute a questa scelta. La legge che ha poi istituito il Servizio Civile Universale (SCU) ha reso effettivamente aperto a tutti, anche agli stranieri sul territorio italiano, la partecipazione a questa attività annuale, senza più limitazioni o diseguaglianze.

Con questo breve excursus storico sulla nascita e le successive trasformazioni del Servizio Civile si può notare come, la strada per far sì che questo tempo trascorso a servizio dello Stato venga non solo riconosciuto ma anche valorizzato, sia stata lunga e tortuosa. Avendo anche io svolto l’anno del Servizio Civile Universale presso una pubblica amministrazione cittadina, posso affermare con forza l’utilità di questa esperienza non solo per la possibilità di prendere parte attivamente al mondo del lavoro, con un regolare rimborso spese, ma soprattutto per aver compreso realmente le mie capacità relazionali e di lavoro in team facendo squadra con altri ragazzi di pari età.

I volontari hanno inoltre la possibilità di candidarsi per entrare nella Rappresentanza e portare avanti proposte ed idee per migliorare l’esperienza e le condizioni dei volontari. Essendo stato il percorso per raggiungere l’indipendenza del Servizio Civile molto travagliato, è importante sottolineare come tutti i traguardi raggiunti (riconoscimento maternità, periodo di lutto, permessi studio ecc…) per equiparare il più possibile questo anno ad un anno lavorativo sono stati frutto di una trattativa con lo Stato lenta e difficoltosa. L’universalità del Servizio Civile ha aperto le porte a tutti i ragazzi dai 18 ai 28 anni trasformando di fatto un’esperienza di nicchia e prerogativa di certe élite universitarie in un tempo a disposizione di persone che spesso non studiano e non lavorano (neet) per crescere e formarsi per il futuro.

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