M45: le Pleiadi, sette sorelle e una storia lunga milioni di anni

15/10/2026 | Notizie in evidenza, Sotto questo cielo

Astrofotografia di L. Volpone

di Luca Volpone – Ci sono oggetti astronomici che per essere osservati richiedono un telescopio, una macchina fotografica e parecchia pazienza, poi ce ne sono altri che possiamo vedere semplicemente alzando gli occhi, purché il cielo sia abbastanza limpido. Le Pleiadi appartengono a questa seconda categoria: sono uno degli ammassi stellari più conosciuti e riconoscibili del cielo, tanto che l’uomo le osserva e le racconta da migliaia di anni.

Questa settimana, per la trentatreesima puntata di Sotto questo cielo, ci spostiamo nella costellazione del Toro, dove troviamo M45, l’ammasso aperto delle Pleiadi, conosciuto anche come le Sette Sorelle. Dopo le grandi nebulose a emissione delle ultime settimane, dalla Pellicano alla Nebulosa Mago, fino alla Nebulosa Cuore della scorsa puntata, cambiamo decisamente soggetto. Questa volta le protagoniste sono le stelle, anche se, osservando la fotografia, è difficile non rimanere colpiti soprattutto da quella delicata nebulosità azzurra che sembra avvolgerle.

Le Pleiadi si trovano a circa 440 anni luce dalla Terra, una distanza relativamente modesta rispetto alle migliaia di anni luce delle nebulose che abbiamo fotografato recentemente e sono un ammasso aperto, cioè un insieme di stelle nate dalla stessa grande nube molecolare e ancora legate, almeno in parte, dalla reciproca attrazione gravitazionale. Si stima che l’ammasso abbia un’età di circa 100-125 milioni di anni che per noi è un tempo enorme, ma per una popolazione stellare è ancora piuttosto giovane. Le principali componenti delle Pleiadi sono infatti stelle calde, massicce e di colore bianco-azzurro, appartenenti prevalentemente alle classi spettrali B e la loro temperatura superficiale è molto superiore a quella del nostro Sole e la luce che emettono è particolarmente intensa nelle lunghezze d’onda più corte dello spettro visibile. Intorno alle stelle più luminose si distinguono ampie strutture azzurre, alcune più diffuse, altre simili a sottili filamenti. A prima vista si potrebbe pensare che siano i resti della nube dalla quale le Pleiadi sono nate ma le osservazioni indicano che la polvere che oggi vediamo illuminata dalle Pleiadi non è necessariamente il materiale originario dell’ammasso. Le stelle stanno attraversando una regione di polveri interstellari che si trova lungo il loro percorso nella Galassia. È un dettaglio importante, perché cambia completamente il modo di interpretare la fotografia perché non stiamo semplicemente osservando stelle appena nate ancora immerse nella loro culla, ma un gruppo stellare che, muovendosi nello spazio, incontra e illumina materiale interstellare che genera il caratteristico colore azzurro. Infatti le lunghezze d’onda più corte vengono diffuse più efficacemente e per questo le nubi assumono le tonalità che vediamo nella fotografia.

Se questo meccanismo vi sembra familiare, è perché lo abbiamo già incontrato nella puntata dedicata a M78, la nebulosa che avevamo soprannominato Casper e ne abbiamo parlato nuovamente nella puntata speciale sui colori dell’Universo, confrontando proprio le nebulose a riflessione con quelle a emissione. Le Pleiadi sono un esempio particolarmente bello di questo fenomeno, perché qui possiamo osservare contemporaneamente le stelle che illuminano la polvere e le strutture che diffondono la loro luce. C’è poi una particolarità che rende M45 diversa da molti degli oggetti incontrati finora: le Pleiadi fanno parte della storia dell’umanità almeno quanto della storia dell’astronomia. La loro disposizione compatta e la luminosità delle stelle principali le hanno rese riconoscibili a popolazioni lontanissime tra loro, sia geograficamente sia culturalmente: compaiono nella mitologia greca, nelle tradizioni di numerose popolazioni antiche e persino nei testi più antichi della letteratura occidentale.

 

Secondo la mitologia greca, le Pleiadi erano le sette figlie del titano Atlante e della ninfa Pleione: Maia, Elettra, Taigete, Alcione, Celeno, Sterope e Merope. Per sottrarle all’inseguimento del cacciatore Orione, Zeus le avrebbe trasformate in stelle, collocandole nel cielo. Ed è curioso che questa storia abbia anche un riscontro nella disposizione delle costellazioni. Orione, infatti, sembra inseguire le Pleiadi attraverso il cielo invernale, seguendole nel loro movimento apparente da est verso ovest.

Naturalmente è soltanto una coincidenza prospettica, ma racconta quanto attentamente gli antichi osservassero il cielo e quanto fossero capaci di trasformare quelle osservazioni in storie destinate a durare millenni. Anche il nome Sette Sorelle nasconde una piccola curiosità perché ad occhio nudo, in condizioni normali, molte persone riescono a distinguere soltanto sei stelle principali, mentre osservatori con una buona vista e sotto cieli particolarmente bui possono riconoscerne sette o anche di più.

La settima sorella apparentemente scomparsa è diventata protagonista di numerosi racconti e leggende. Ma le Pleiadi sono molto più numerose, difatti l’ammasso comprende oltre un migliaio di stelle conosciute o candidate come membri, molte delle quali troppo deboli per essere osservate senza strumenti. Le sette sorelle sono soltanto le componenti più famose di una famiglia stellare molto più grande e come tutte le famiglie stellari, anche questa non rimarrà unita per sempre. Gli ammassi aperti sono strutture relativamente fragili e nel corso di centinaia di milioni di anni, le interazioni gravitazionali tra le stelle e l’influenza del campo gravitazionale della Via Lattea tendono progressivamente a disperderne i membri.

Le Pleiadi continueranno quindi a muoversi nella Galassia, ma col passare del tempo perderanno la disposizione compatta che oggi le rende così facilmente riconoscibili. Fra centinaia di milioni di anni, le Sette Sorelle non appariranno più come le conosciamo. Oggi possiamo fotografarle con strumenti che permettono di vedere dettagli impensabili soltanto pochi decenni fa. Eppure, quando alziamo gli occhi e riconosciamo quel piccolo gruppo di stelle, stiamo guardando sostanzialmente lo stesso disegno che accompagnava le notti dei nostri antenati.

 

Informazioni tecniche

Oggetto: M45, Pleiadi, Sette Sorelle

Catalogo: Messier 45

Costellazione: Toro

Tipologia: ammasso aperto con nebulosità a riflessione

Distanza: circa 440 anni luce

Età dell’ammasso: circa 100-125 milioni di anni

Stelle principali: prevalentemente stelle calde di classe spettrale B

Caratteristica: nebulosità azzurra prodotta dalla diffusione della luce stellare da parte delle polveri interstellari

Esposizione totale: 60 minuti

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