Lettera ai reatini: una statua per san Francesco? Allora racconti Rieti, non altri luoghi

31/03/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

Visto il forte risentimento suscitato dai nuovi lampioni di via Cintia, c’è già chi, tra i nostri lettori, preferisce muoversi in anticipo in vista della statua di San Francesco annunciata nei giorni scorsi.

“Desidero sottoporre all’ attenzione dei cittadini una riflessione riguardo alla futura statua di San Francesco che vogliono collocare presso il vecchio ospedale – scrive Emanuela Granati, ricercatrice, autrice e curatrice di progetti culturali dedicati alla spiritualità francescana nei luoghi minori del territorio italiano –  Rieti custodisce una parte straordinaria e irripetibile della vita del santo, una storia che non appartiene ad altre città e che merita di essere rappresentata con fedeltà ed orgoglio; è , infatti, uno dei luoghi più significativi dell’esperienza francescana!

Per questo motivo, una statua che rappresenti un episodio avvenuto altrove- come quello di La Verna, in Toscana- o una statua che rappresenti il santo in posizione meditativa o con le braccia alzate (ne è pieno il mondo!)  non valorizzerebbe  adeguatamente l’identità del nostro territorio. La Verna ha la sua storia, importante e rispettabile , ma Rieti ne ha una propria, unica e profondamente radicata.

Una statua pubblica non è solo un’opera d’arte: è un simbolo, un racconto scolpito nella memoria collettiva. E’ un gesto che parla alle generazioni presenti e future.

Rappresentare ciò che San Francesco ha vissuto qui, nella nostra terra, significa:

-rafforzare l’identità culturale della città
-valorizzare il territorio spirituale della Valle Santa
–promuovere un turismo consapevole e legato alla storia locale
–onorare la verità storica e la responsabilità della memoria

Una statua che celebri  la Regola (Fonte Colombo) o Il Perdono (Poggio Bustone) o uno dei tanti episodi reatini sarebbe un segno di coerenza, di rispetto per la storia e di amore per il territorio.

Sarebbe un’opera capace di parlare di Rieti, non un’opera generica o una rappresentazione che parli di un’altra città o regione! Confido che le nostre autorità considerino  questa proposta come un invito a valorizzare ciò che rende Rieti unica e riconoscibile nel panorama francescano internazionale.

Vi ringrazio per l’attenzione e per l’impegno nel custodire e promuovere il patrimonio culturale della nostra città”.

 

 

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Format Rieti Settembre-Ottobre 2026

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