“Oggi, in questo luogo che appartiene al cuore più autentico della nostra comunità, ci ritroviamo uniti nel ricordo e nella memoria, ma anche nella responsabilità di dare un senso profondo al tempo che continua a scorrere, portando con sé il peso della perdita e, al tempo stesso, il dovere della rinascita – così si è espresso il Commissario della 8^ Comunità Montana del Turano Maurizio Ramacogi nell’intitolare il parco di Colle di Tora a tre vittime del sisma – A nome della Comunità Montana del Turano, che ho l’onore di rappresentare, desidero esprimere un pensiero solenne, carico di rispetto e di commozione, in memoria di Giuseppe Taddei Vittori, Benedetta Taddei Vittori e Paola Pandolfi, vittime innocenti del tragico terremoto che, nella notte dell’agosto 2016, ha segnato per sempre le nostre terre e le nostre coscienze.
Quella notte non è soltanto una data impressa nei calendari, è una ferita ancora viva nella memoria collettiva, un silenzio che parla, un vuoto che nessun tempo potrà colmare. Eppure, proprio da quel silenzio, oggi nasce un gesto concreto, un segno tangibile di continuità e di speranza: l’intitolazione di questo parco giochi, qui a Colle di Tora.
Alla presenza delle autorità civili, militari ed ecclesiastiche, e di così tanti cittadini, questo momento assume un significato ancora più profondo, è la dimostrazione che una comunità non dimentica, che una comunità si stringe attorno ai propri valori, che una comunità sa trasformare il dolore in impegno e memoria condivisa.
Oggi abbiamo voluto ridonare a Colle di Tora una luce. Una luce che non è soltanto simbolica, ma viva, concreta, quotidiana e sarà la luce delle risate dei bambini, dei passi leggeri di chi crescerà frequentando questo luogo, degli sguardi delle famiglie che qui torneranno a incontrarsi. Sarà una luce che illuminerà non solo uno spazio fisico, ma anche il senso profondo dell’essere comunità.
E in questo spazio, dove il gioco diventa vita e la vita si rinnova, il ricordo si farà presenza silenziosa ma costante. Come un vento lieve tra gli alberi, come un riflesso sull’acqua del lago, come un sussurro che accompagna i giorni senza mai spegnersi, i nomi di Giuseppe, Benedetta e Paola continueranno a vivere, custoditi nella semplicità dei gesti quotidiani e nella memoria di ciascuno di noi.
Che questo luogo sia, dunque, un ponte tra ciò che è stato e ciò che sarà. Che sia un giardino di memoria e di futuro, dove il dolore trovi consolazione nella bellezza della vita che continua, e dove ogni bambino che giocherà porti con sé, inconsapevolmente, un messaggio di rinascita. Perché nei loro sorrisi si rifletterà qualcosa di eterno, come se ogni risata fosse una carezza al cielo, e ogni passo leggero un modo per dire che la vita, nonostante tutto, continua a fiorire.
Perché la memoria non è soltanto ricordo, è responsabilità, è radice, è promessa. E noi oggi, insieme, rinnoviamo questa promessa.
Un ringraziamento particolare va al Sindaco di Colle di Tora, Otello Laureti, per aver voluto con sensibilità e determinazione intitolare questo parco, trasformandolo in un luogo di memoria viva e condivisa. Un sentito ringraziamento anche a Sua Eccellenza il Prefetto, Pinuccia Niglio, per aver sostenuto con convinzione questa bellissima iniziativa, che non solo custodisce il ricordo, ma invita chiunque frequenterà questo luogo a fermarsi, riflettere e riscoprire il valore profondo e prezioso della vita.”
Quella notte non è soltanto una data impressa nei calendari, è una ferita ancora viva nella memoria collettiva, un silenzio che parla, un vuoto che nessun tempo potrà colmare. Eppure, proprio da quel silenzio, oggi nasce un gesto concreto, un segno tangibile di continuità e di speranza: l’intitolazione di questo parco giochi, qui a Colle di Tora.
Alla presenza delle autorità civili, militari ed ecclesiastiche, e di così tanti cittadini, questo momento assume un significato ancora più profondo, è la dimostrazione che una comunità non dimentica, che una comunità si stringe attorno ai propri valori, che una comunità sa trasformare il dolore in impegno e memoria condivisa.
Oggi abbiamo voluto ridonare a Colle di Tora una luce. Una luce che non è soltanto simbolica, ma viva, concreta, quotidiana e sarà la luce delle risate dei bambini, dei passi leggeri di chi crescerà frequentando questo luogo, degli sguardi delle famiglie che qui torneranno a incontrarsi. Sarà una luce che illuminerà non solo uno spazio fisico, ma anche il senso profondo dell’essere comunità.
E in questo spazio, dove il gioco diventa vita e la vita si rinnova, il ricordo si farà presenza silenziosa ma costante. Come un vento lieve tra gli alberi, come un riflesso sull’acqua del lago, come un sussurro che accompagna i giorni senza mai spegnersi, i nomi di Giuseppe, Benedetta e Paola continueranno a vivere, custoditi nella semplicità dei gesti quotidiani e nella memoria di ciascuno di noi.
Che questo luogo sia, dunque, un ponte tra ciò che è stato e ciò che sarà. Che sia un giardino di memoria e di futuro, dove il dolore trovi consolazione nella bellezza della vita che continua, e dove ogni bambino che giocherà porti con sé, inconsapevolmente, un messaggio di rinascita. Perché nei loro sorrisi si rifletterà qualcosa di eterno, come se ogni risata fosse una carezza al cielo, e ogni passo leggero un modo per dire che la vita, nonostante tutto, continua a fiorire.
Perché la memoria non è soltanto ricordo, è responsabilità, è radice, è promessa. E noi oggi, insieme, rinnoviamo questa promessa.
Un ringraziamento particolare va al Sindaco di Colle di Tora, Otello Laureti, per aver voluto con sensibilità e determinazione intitolare questo parco, trasformandolo in un luogo di memoria viva e condivisa. Un sentito ringraziamento anche a Sua Eccellenza il Prefetto, Pinuccia Niglio, per aver sostenuto con convinzione questa bellissima iniziativa, che non solo custodisce il ricordo, ma invita chiunque frequenterà questo luogo a fermarsi, riflettere e riscoprire il valore profondo e prezioso della vita.”
21_03_26



