A quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), nel Lazio emerge un quadro fortemente critico, con diversi capoluoghi ancora privi di un Piano approvato o senza informazioni disponibili.
Il Comune di Latina si è dotato del PEBA con delibera commissariale numero 118 del 2022, adottata durante il periodo di commissariamento dell’ente. Anche Viterbo ha approvato il Piano con delibera del Consiglio comunale numero 70 del 2025, rendendolo consultabile attraverso i canali istituzionali.
Situazione opposta negli altri capoluoghi. A Frosinone e Rieti non risultano informazioni disponibili né sul sito istituzionale né nella sezione “Amministrazione trasparente”. Nel caso di Frosinone, è stata anche promossa una richiesta di accesso agli atti, rimasta senza risposta.
Particolarmente complesso il quadro di Roma Capitale, dove la competenza sui PEBA è attribuita ai 15 Municipi. A seguito di verifiche sui siti istituzionali e nella sezione Amministrazione trasparente, è stato effettuato un accesso agli atti rivolto a tutti i Municipi: hanno risposto in quattro, senza che emerga alcuna approvazione definitiva del Piano.
A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.
«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta».
Come è stata svolta l’indagine – L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it.



