“Lo stupore è tutto nostro”.
Così in una nota la CGIL e la FLC di Rieti Roma est e valle Aniene, commentano alcune dichiarazioni rilasciate sia dalla Consigliera Regionale Berni, sia dall’Onorevole Trancassini, in relazione alle assemblee nelle scuole statali del Lazio, indette dalla FLC di Roma e del Lazio con l’obiettivo di informare i docenti e il personale ATA, nel merito del referendum e quindi chiarire le ragioni per le quali la CGIL ha scelto di schierarsi a favore del NO.
“Preoccupa che rappresentanti delle Istituzioni scambino una discussione importante che riguarda gli assetti democratici del Paese ad uno scontro politico, addirittura definendo gli interlocutori coinvolti nelle assemblee regionali, propagandisti dell’antimelonismo.
Preme ricordare che le assemblee appartengono ai lavoratori e lavoratrici, stabilite dalla legge 300/70, recepite dai contratti collettivi nazionali e che l’ordine del giorno è stabilito dalla Organizzazione Sindacale.
Ricordiamo, altresì, agli onorevoli che, come stabilito dall’art. 38 della costituzione, l’organizzazione sindacale è libera e chi non fosse d’accordo può non partecipare alle assemblee; diversamente invece dalla chiusura delle scuole alle ore 12 nella giornata di ieri, stabilita dal Sindaco della Città di Rieti, per una competizione ciclistica, nei confronti della quale i genitori, gli studenti e le studentesse non hanno potuto sottrarsi. Resta da vedere nella sensibilità di ognuno se sia da considerare una perdita di tempo o un disservizio, l’esercizio democratico di un diritto costituzionale”.



