Dentro il Rieti International Film Festival: intervista a Nicolas Morganti Patrignani

18/02/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

RIFF

Particolarmente incuriositi e stimolati da questa prima edizione del Rieti International Film Festival, abbiamo incontrato Nicolas Morganti Patrignani, co-founder & CEO di REA Film e ideatore del Festival, per approfondire alcuni aspetti organizzativi e gli elementi che lo distinguono nel panorama delle rassegne cinematografiche.

Cosa distingue il RIFF dagli altri festival dedicati al cinema indipendente? Come mai questo Festival a Rieti?
“Il RIFF si distingue per l’attenzione concreta agli autori, in particolare ai più giovani, per l’eterogeneità delle opere in concorso e per il prestigio della Giuria. Abbiamo voluto dedicare un’intera sezione ai registi italiani under 35, per offrire loro uno spazio di visibilità reale e qualificata. Accanto ai cortometraggi di finzione abbiamo selezionato opere di animazione, lavori realizzati con l’intelligenza artificiale e videoclip musicali: una scelta che nasce dal desiderio di celebrare il cinema in tutte le sue forme. Perché esiste grande cinema anche nei piccoli formati. Il cortometraggio è un territorio di straordinaria libertà espressiva: in pochi minuti riesce a condensare urgenza, ricerca e sperimentazione con una forza spesso sorprendente.

Il coinvolgimento di autorevoli giurati provenienti dal mondo del cinema e della televisione rappresenta per noi un elemento fondamentale, non tanto in termini di prestigio fine a sé stesso, quanto per il valore culturale e professionale che queste figure apportano al festival. La Giuria ufficiale del Rieti International Film Festival riunisce infatti artisti e professionisti di spicco: dal direttore della fotografia Daniele Ciprì e dal montatore Marco Spoletini al costumista Massimo Cantini Parrini, fino alla direttrice della fotografia Daria D’Antonio e al tecnico del suono Maricetta Lombardo. Completano il panel Ferran Paredes Rubio, direttore della fotografia, Paola Freddi e Pietro Morana, montatori, lo sceneggiatore Menotti, l’attore e regista teatrale Franco Pistoni, che essendo originario di Rieti ha sostenuto a gran voce la nostra iniziativa, i critici cinematografici Pedro Armocida e Mario Sesti.

Nonostante sia alla prima edizione, il Rieti International Film Festival propone oltre 730 minuti di programmazione, con 6 anteprime mondiali e 18 anteprime nazionali, a testimonianza della vitalità e della ricchezza del cinema breve contemporaneo. Gli spettatori avranno l’opportunità di entrare in mondi diversi, attraversare sensibilità differenti e di lasciarsi sorprendere. Abbiamo scelto Rieti perché crediamo che la cultura debba generare opportunità anche al di fuori dei grandi centri. Portare qui un festival internazionale significa investire nel territorio, creare connessioni e dimostrare che anche una città come Rieti può diventare un punto di riferimento per il cinema indipendente. Per me è anche una scelta profondamente affettiva. Sono originario di Rimini e, dopo cinque anni trascorsi a Roma, mi sono trasferito a Rieti quattro anni fa per lavoro. Da allora mi considero reatino d’adozione. Sento il desiderio di valorizzare questo territorio straordinario, e la nascita di un festival internazionale di cortometraggi è stata l’occasione concreta per dare vita a un evento che fino a oggi mancava nel capoluogo reatino”.

Qual è stata la sfida più grande nell’organizzare questa edizione?
“La sfida più grande è stata trasformare un’idea in una struttura concreta, solida e credibile, fin dalla prima edizione, e far comprendere che non si trattava solo di un evento, ma di un progetto culturale destinato a crescere nel tempo. Avviare un festival significa costruire relazioni, creare fiducia e coordinare una macchina organizzativa complessa, spesso con risorse limitate ma con aspettative molto alte. Vedere oggi la qualità delle opere selezionate e la risposta del pubblico ci conferma che lo sforzo è andato nella direzione giusta”.

Quante opere avete ricevuto quest’anno e da quali Paesi?
“Abbiamo ricevuto oltre 220 opere provenienti da tutto il mondo. La partecipazione è stata particolarmente significativa dall’Europa, dall’America del Nord e del Sud, ma anche da Paesi come Cina e India, fino ad alcune realtà africane come Marocco, Egitto e Kenya. Un dato che, già alla prima edizione, conferma il respiro internazionale del RIFF e la capacità del cortometraggio di creare un dialogo culturale che supera ogni confine geografico”.

Quali sono i temi che emergono maggiormente nei film in concorso?
“I temi che emergono con maggiore forza sono quelli legati all’identità, alle fragilità contemporanee e alle trasformazioni sociali. Molti film affrontano il rapporto tra generazioni, le dinamiche familiari, l’emarginazione, la ricerca di sé e il bisogno di appartenenza. È molto presente anche una riflessione sul nostro tempo: dall’impatto della tecnologia alle nuove forme di solitudine, fino alle questioni ambientali e geopolitiche. Il cortometraggio, proprio per la sua natura immediata e libera, riesce a intercettare con grande sensibilità le urgenze del presente”.

C’è un ospite o un momento particolare di questa edizione che lo caratterizza?
“Più che un singolo momento, per me il vero simbolo di questa edizione è l’unione di più elementi. Sicuramente la presenza di una giuria composta da professionisti di grande autorevolezza. La loro adesione rappresenta un segnale forte di fiducia verso un festival alla sua prima edizione. Alla cerimonia di premiazione avremo inoltre il piacere di ospitare Marco Spoletini e Franco Pistoni, presenze che impreziosiscono ulteriormente il Festival. Mi auguro possano essere presenti anche altri giurati che, essendo professionisti molto richiesti, hanno agende particolarmente impegnative. Sarà molto significativa anche la presenza degli autori delle opere in concorso, insieme ai componenti del cast e delle troupe: la loro partecipazione testimonia il valore del lavoro collettivo che sta dietro ogni film e rafforza il senso di comunità che il festival intende costruire”.

Scelga lei le parole giuste per invitare il pubblico alle proiezioni
“Invito il pubblico a partecipare alle proiezioni del Rieti International Film Festival: l’ingresso è completamente gratuito, perché riteniamo che il cinema debba essere un’esperienza condivisa e accessibile. Accanto al concorso internazionale, abbiamo scelto di rendere omaggio a Christopher Nolan con la proiezione di Inception e Interstellar, due film che hanno segnato l’immaginario contemporaneo. Anche per queste due proiezioni, l’accesso è libero e gratuito. Un’occasione unica per vivere la magia del cinema gratuitamente. La programmazione e tutte le informazioni sono consultabili sul sito ufficiale dell’evento: www.rietifilmfestival.com. Vi aspettiamo in sala!”

Ecco il programma info qui

foto d’archivio di M. D’Alessandro

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