Lino Martini presenta il suo ultimo lavoro storico

10/02/2026 | Libri, News

Giovedì prossimo, 12 febbraio, ore 16, presso l’Aula consiliare della Provincia di Rieti, Via Salaria 3, lo storico reatino Lino Martini presenterà il libro RACCONTAMI, scritto con la collaborazione del prof. Valerio Leoni, purtroppo scomparso di recente. Il libro verte sulle memorie di un reduce, che combatté in Russia nel corso dalla campagna militare dell’ARMIR (1941-1943). Nel volume emerge, tra le tante tribolazioni che la spedizione comportò, una rara testimonianza sulla condotta militare in battaglia della divisione “Sforzesca”. Ne è autore il tenente di complemento Mario Tusa, zio materno di Valerio, che ci fornisce alcuni elementi utili per una migliore comprensione di quanto accadde in seno alla grande unità durante la Prima Battaglia Difensiva del Don (20-30 agosto 1942). Secondo alcune iniziali narrazioni, originatesi dopo la battaglia e presto diffuse da un capo all’altro dell’intera linea del Don, gli uomini della divisione non avrebbero retto all’urto di un possente attacco sovietico e si sarebbero dati alla fuga, abbandonando sul campo armi e bagagli. Da qui l’irriverente appellativo di “cikaj” addossato alla Sforzesca. Infatti, tradotto dal russo, il termine significa “scappa, fugge”. Divisione fuggiasca, dunque. Come sostiene lo storico Martini, per lunghi anni la storiografia ufficiale non è stata in grado di esprimere un giudizio unanime sulla vicenda, impacciata dalle vaghe relazioni dei capi militari italiani, intenti a cercare le scusanti della sconfitta, piuttosto che analizzare gli errori dei comandi e le pecche della spedizione. E del resto non ha aiutato neppure la scarsa memorialistica sulla Sforzesca ad oggi esistente nel panorama storiografico nazionale e internazionale. È uno studio che ha il pregio di essere di aiuto alla scienza storica nel tracciare lineamenti più precisi sull’intera vicenda. In esso emerge, con sufficiente chiarezza, che nella divisione vi furono certamente defezioni, anche gravi, ma riguardarono soltanto alcuni reparti: nello specifico un paio di compagnie del 54° e, molto più marginalmente, pochi uomini del 53° reggimento. Nel corso della presentazione a questo tema sarà dato uno spazio sicuramente più esaustivo. La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.

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