Un cammino che unisce spiritualità, cultura e cucina francescana: è “Jubilum”, il progetto promosso dall’Alberghiero Costaggini, che nei prossimi mesi porterà studenti, docenti e partecipanti a vivere una serie di eventi culturali sul Cammino di Francesco, nei luoghi simbolo della presenza del Santo nel Reatino.
Gli appuntamenti, tutti con inizio alle ore 11, si svolgeranno nei principali santuari francescani del territorio e saranno accompagnati da degustazioni di piatti simbolici, ispirati ai valori e allo spirito francescano: semplicità, essenzialità, condivisione.
Il primo incontro si è tenuto questa mattina al Santuario di Fonte Colombo – “La Regola”, con un’esperienza dedicata a raccoglimento, silenzio e purezza. Il piatto proposto era un pasticcio di gamberi, interpretato dagli studenti dell’istituto alberghiero.
Si prosegue l’11 marzo al Santuario di Greccio – “Il presepe”, luogo della povertà e della fraternità, dove verrà servita una zuppa francescana con mostaccioli di frate Jacopa, omaggio alla tradizione e alla storia.
Il terzo appuntamento è fissato per il 15 aprile al Santuario di Poggio Bustone – “Il perdono”, con un’esperienza legata a riconciliazione, montagna e natura, accompagnata da un piatto a base di erbe ripassate e “la goccia”, simbolo di essenzialità e legame con la terra.
Il percorso proseguirà il 13 maggio al Santuario di La Foresta – “Il cantico”, dedicato ad armonia, gratitudine e bellezza del creato, con la degustazione di un biscotto di giubileo a forma di Tau, segno distintivo della spiritualità francescana.
Il progetto culminerà con l’evento finale il 26 maggio alle ore 10, presso il Teatro Flavio Vespasiano, dove sarà presentato ufficialmente “Jubilum”. In programma degustazioni di piatti francescani, musica dal vivo e interventi culturali, a chiusura di un percorso che mette insieme formazione, territorio e identità.
Un’iniziativa che valorizza il Cammino di Francesco non solo come itinerario spirituale, ma anche come esperienza culturale e sensoriale, capace di coinvolgere le nuove generazioni e raccontare il territorio attraverso il linguaggio universale del cibo e della condivisione.
04_02_26



