La passione per la pizza non si spegne mai e nel Lazio parla sempre più la lingua della filiera corta. La pizza fatta in casa coinvolge il 39% delle famiglie, pari a oltre un milione di nuclei. È quanto emerge dal sondaggio Coldiretti-Ixe’ diffuso in occasione della Giornata mondiale della pizza che si è celebrata il 17 gennaio, con iniziative dedicate in tutti i mercati di Campagna Amica.
A Roma si è svolto doppio incontro al Mercato di Campagna Amica all’Eur e al Circo Massimo, dove sono stati organizzati dei laboratori per realizzare impasti con farina di grani antichi da portare poi a casa e condire a piacimento, magari con prodotti tipici di stagione.
I cuochi contadini hanno preparato una pizza-simbolo del territorio con formaggio Caciofiore di Columella, Broccolo romanesco e olio di Rosciola. Caciofiore e Broccolo sono due Sigilli di Campagna Amica, i prodotti salvati dall’estinzione grazie al lavoro degli agricoltori custodi.
La pizza casalinga cavalca l’onda delle preferenze per versioni artigianali e gourmet, con consumatori attenti a farine selezionate e ingredienti di qualità, a partire da pomodoro e olio rigorosamente tricolori, espressione del Made in Italy agricolo.
Tipiche sono le farine da grani antichi, unite all’utilizzo di prodotti di qualità, magari a Denominazione di origine o a km zero, a partire da pomodoro e mozzarella rigorosamente tricolori. La pizza italiana – ricorda Coldiretti – ha ricevuto il riconoscimento Unesco dedicato all’arte dei pizzaioli napoletani ma è anche uno dei simboli della cucina italiana, anch’essa iscritta tra i Patrimoni dell’Umanità. Icona del Made in Italy nota in tutto il mondo, genera un fatturato globale record di oltre 160 miliardi di euro secondo dati Vpa Research.
In Italia il settore vale oltre 15 miliardi di euro, con 2,7 miliardi di pizze sfornate in totale ogni anno. Nel Lazio il settore pizza vale in via stimata circa 1,6 miliardi di euro e ogni anno si sfornano circa 260 milioni di pizze.
Nata a Napoli, la passione per questo prodotto si è diffusa a livello planetario, con gli Stati Uniti in testa ai consumi pro capite (13 kg annui), seguiti in Europa dagli italiani che guidano con 7,8 kg all’anno. Dietro di loro spagnoli (4,3 kg), francesi e tedeschi (4,2 kg), britannici (4 kg), belgi (3,8 kg), portoghesi (3,6 kg) e austriaci (3,3 kg) che chiudono la graduatoria.



