“Stavo riflettendo osservando l’ingresso del vecchio ospedale psichiatrico: una struttura che, a mio avviso, rappresenta una delle testimonianze architettoniche e storiche più significative della nostra città. Insieme a molte altre presenti sul territorio, racconta sentimenti, storie e ricordi di un tempo passato che non dovrebbe essere dimenticato – scrive Antonio Beccarini – La mia non è assolutamente una polemica politica, ma una semplice domanda che nasce dal senso di appartenenza alla città: perché non ci si adopera per risistemare quell’area?
Un intervento di ristrutturazione mirato – il ripristino della cancellata, il rifacimento delle guardiole laterali, della copertura e delle parti più degradate – restituirebbe immediatamente un senso di ordine, pulizia e attenzione verso un luogo carico di memoria. Sarebbe un segnale concreto di rispetto per la storia e, allo stesso tempo, un elemento di maggiore decoro urbano.
Va inoltre considerato che davanti a quell’ingresso transitano ogni giorno migliaia di vetture: residenti, pendolari e soprattutto turisti diretti verso il Terminillo. È anche da questi dettagli che si misura l’immagine di una città. Evitiamo che si possa dire che a Rieti “non si fa nulla”.
Non si tratta, a mio avviso, di un restauro faraonico né di un intervento economicamente proibitivo. È un’operazione che si potrebbe affrontare con buon senso e programmazione, restituendo dignità a un luogo simbolico”
Un invito, dunque, a riflettere e a pensarci: valorizzare il passato significa avere cura del presente e del futuro della città.
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