Caos parcheggi e piano del traffico, altro giro altra corsa

20/12/2025 | Il domenicale, Notizie in evidenza

Parcheggi blu foto R.Fagiani24 (3)

di Massimo Palozzi – Martedì il Comune ha reso noto di aver affidato alla società TAU Engineering di Milano l’incarico professionale per l’aggiornamento del Piano urbano del traffico (Put). Lo studio prescelto è lo stesso che già nel febbraio 2016 aveva ricevuto analogo mandato dall’allora giunta Petrangeli. “Si è optato per professionisti che hanno maturato conoscenza del territorio alla quale oggi può essere affiancata l’esperienza della sperimentazione in atto per quanto riguarda le aree di sosta, e che sapranno al meglio cogliere le novità in materia urbanistica e stradale date dalle molte azioni di rigenerazione urbana previste, in atto e terminate”. Così ha spiegato la scelta l’assessore all’Urbanistica, Centro storico e Valorizzazione dell’identità locale Giovanni Rositani.

A quasi dieci anni di distanza, i reatini sperano che questo secondo tentativo sortisca qualche effetto, a differenza del primo progetto lasciato invece a dormire in qualche cassetto del Comune dopo essere stato redatto e pagato.

In questa storia il numero 6 ritorna ciclicamente. L’ultimo Put, firmato dagli ingegneri Cecilia e Bottaro, risale infatti al 1986. L’aggiornamento (non realizzato) data per l’appunto 2016 e ora nel 2026 dovrebbe finalmente vedere la luce quello definitivo.

Con i dovuti distinguo, la vicenda del Piano urbano del traffico di Rieti ricorda in sedicesimo quella del ponte sullo Stretto, un’opera di cui si vagheggia da decenni e per la quale è stato appena riattivato un contratto risalente al 2005. Nel caso di Rieti il progetto sarà riscritto, ma sempre ad opera dello stesso studio professionale per le ragioni esposte dall’assessore Rositani.

Sperando che questo terzo 6 non porti sfortuna (ogni riferimento biblico non è puramente casuale), resta da capire il senso del varo del nuovo piano parcheggi proprio alla vigilia dell’affidamento dell’incarico che dovrà ridisegnare la viabilità cittadina con le relative aree di sosta. Le risposte a questo interrogativo possono essere due: la necessità di tornare a una regolamentazione degli stalli dopo anni di deregulation e la riattivazione di un circuito economico grazie al pagamento della sosta.

Nessuna delle due spiegazioni appare tuttavia sufficiente a giustificare le misure adottate né, tantomeno, la loro imposizione senza un minimo di confronto con le diverse espressioni della città. Solo martedì prossimo il Consiglio comunale, bloccato finora dalle lotte interne alla maggioranza, affronterà finalmente la questione. In quella sede la massima assise cittadina dovrebbe decidere se proseguire sulla via imboccata dalla giunta oppure annullare o, quantomeno, sospendere il nuovo piano della sosta a pagamento. Il condizionale è d’obbligo, visto che è l’ultimo punto di un ordine del giorno particolarmente nutrito.

Dal canto suo, il neonato comitato SoStareaRieti ha già raccolto più di 1.000 firme per stoppare l’organizzazione dei parcheggi in vigore dal 20 ottobre, contestando la distribuzione di quelle che con involontario senso dell’ironia sono state definite “Oasi blu” e la dislocazione delle aree di sosta gratuite.

Se la riorganizzazione dei parcheggi a pagamento risponde a un’esigenza oggettiva, la tempistica non può che suscitare dubbi e perplessità. Con la città ancora prigioniera dei cantieri del Pnrr, di tutto c’era bisogno fuorché di un ulteriore elemento di disagio nella vita della gente. Il nuovo piano parcheggi è stato invece calato dall’alto senza tenere conto della realtà. Esattamente il contrario delle considerazioni che hanno indotto la giunta a scegliere la stessa società di dieci anni fa, preferita ad altre proprio per la conoscenza del contesto in cui dovrà inserirsi il prossimo Put.

La caccia al parcheggio si è ora fatta febbrile. Molti stalli sono stati eliminati, come ad esempio in piazza del Suffragio, senza che gli interventi in compensazione siano stati ultimati. Per rimanere nella zona di Porta d’Arce, l’area ai piedi del cavalcavia bonificata nei mesi scorsi e presa in comodato d’uso da RFI – Rete Ferroviaria Italiana è ancora lontana dal poter essere utilizzata, visto che solo dieci giorni fa la giunta ha approvato il progetto di fattibilità per i lavori di messa in sicurezza.

Ma lo schema è replicabile su gran parte del centro e zone limitrofe. Basta guardare alle condizioni di viale Matteucci per comprendere le difficoltà che si propagano fin verso quartieri densamente popolati e sede di uffici pubblici come la Asl, il Tribunale e la Camera di Commercio. Residenti, commercianti, professionisti e semplici utenti stanno sopportando i disagi dei cantieri con molta pazienza, consapevoli che non si può fare la frittata senza rompere le uova. Quello che non si riesce invece a tollerare sono gli inutili accanimenti vissuti come vere e proprie angherie politico-amministrative.

Quanto al lato economico, la prima domanda è: cui prodest? Il Comune al momento non ricava granché dal riaffidamento per nove mesi a Saba Italia della gestione dei 383 parcheggi a pagamento in città e al Terminillo, anzi. La scorsa settimana OpenRieti ha analizzato i primi dati. Facendo una proiezione degli introiti a fine periodo sulla base dell’andamento del primo mese, è stata calcolata addirittura una perdita. Il Comune di Rieti ha infatti affidato il servizio a Saba per 139.950 euro per 270 giorni. “A parità di condizioni e mantenendo l’attuale ritmo degli incassi”, scrive OpenRieti, “al termine dell’affidamento rientrerebbero nelle casse comunali circa 105.500 euro, quindi meno del costo del servizio”.

A questo proposito va precisato che il Comune ha presentato l’avvio del progetto come una fase di sperimentazione per capire criticità e problematiche da affrontare a regime. Resta comunque il fatto che i reatini sono stremati dai disagi, mentre il sistema non sembra garantire nemmeno un piccolo ritorno economico.

 

21-12-2025

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