Tanta gente per l’ultimo saluto al professor Dino Morsani ed il ricordo di diverse persone che hanno sottolineato tratti della sua personalità in conclusione della cerimonia funebre tenutasi nella Chiesa di San Michele Arcangelo. L’ex sindaco Antonio Cicchetti ha ricordato il Morsani insegnante ma anche l’artista, di come abbia vissuto la propria arte senza mai inseguire la gloria, attribuitagli però da chiunque lo avesse conosciuto apprezzandone la modestia, la disponibilità, la capacità di confronto pur tra opinioni diverse. Attraverso una lettera il sindaco di Navelli, paese natio di Maria Pia, la moglie dell’artista, ha espresso la propria gratitudine per i momenti condivisi, per aver allietato ed arricchito le serate passate insieme. E’ stata poi la volta del Dino ‘popolare’ in cui si è sottolineato l’amore e il forte legame con il Borgo (Il bombardamento del 6 giugno 1944 lo aveva segnato profondamente, così come raccontò durante una nostra intervista (leggi qui), in quel monumento aveva messo tutto se stesso onorando le persone rimaste sotto le macerie, tra cui due suoi zii n.d.r.), dell’istruttore che diede vita ad una Atletica Rieti allora associata alla Libertas L’Aquila, del Morsani amante dell’atletica di cui era stato campione e poi docente di educazione fisica, dell’assessore che per lo sport si era battuto. Il cordoglio, a nome dell’amministrazione comunale, è stato espresso dall’Assessore alla Cultura Letizia Rosati.
Tra i tanti amici presenti la sensazione che qualcosa in più Rieti avrebbe potuto fare per onorarlo maggiormente in vita; una mancanza fortunatamente colmata dalla cittadinanza onoraria e benemerita attribuitagli quattro anni fa dalla giunta Cicchetti su proposta degli allora consiglieri comunali Roberto Donati e Letizia Rosati del gruppo consiliare “IoCiSto”. “Notissimo scultore e bronzista di chiara fama internazionale, Bernardino Morsani, nato a Rieti il 16 marzo 1934, è tra le personalità più significative della storia recente della Città di Rieti. Dotato di una personalità poliedrica, ha spaziato dall’amore per lo sport a quello dell’arte. Per le indiscusse abilità tecniche ha ricevuto il privilegio, unico ed eccezionali, di copiare dal vero i Bronzi di Riace, conservati presso il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Uomo di grande onestà, ha vissuto sempre nel rispetto dei valori umani, spesso anche contro il proprio interesse economico, mettendosi a disposizione della sua Città in una significativa esperienza amministrativa”.
Il suo nome rimarrà sicuramente legato alla memoria di questa terra. L’ultimo viaggio sotto lo sguardo benedicente della grande statua di San Michele Arcangelo, da lui stesso realizzata.
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foto R. Fagiani



