Le organizzazioni sindacali FP CGIL Rieti Roma EVA, CISL FP Roma Capitale Rieti e UIL FPL Rieti hanno annunciato ufficialmente l’interruzione delle relazioni sindacali con la Provincia di Rieti, a seguito di una vicenda che definiscono “inadeguata e offensiva” nei confronti dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali.
Al centro della contestazione, la gestione del confronto sul Regolamento dello smart working, previsto dall’articolo 52 del Contratto Collettivo Integrativo (CCI) in vigore, che impegnava l’Amministrazione ad aprire un tavolo di confronto entro sei mesi dalla sottoscrizione del contratto.
Le sigle sindacali ricordano di aver sollecitato più volte, da oltre un anno, l’avvio del confronto sul Regolamento del lavoro agile, senza ottenere risultati concreti.
Durante la riunione del 20 giugno 2025, il Consigliere delegato al personale, avv. Simone Labonia, aveva assicurato che il testo del Regolamento sarebbe stato inviato “il prima possibile” al tavolo di contrattazione.
Un impegno ribadito anche il 15 settembre 2025, quando la Presidente della delegazione trattante dichiarò — come risulta dal verbale sottoscritto — che “il Regolamento sullo smart working è stato chiuso e verrà trasmesso a breve”.
Tuttavia, le organizzazioni sindacali hanno appreso “con stupore” che, in data 4 novembre 2025, è stato trasmesso non il Regolamento sullo smart working, ma un testo relativo al lavoro da remoto, considerato del tutto differente sotto il profilo organizzativo e contrattuale.
Secondo FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, tale decisione rappresenta “una palese dimostrazione di un comportamento scorretto e di mancato rispetto nei confronti delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori tutti”.
Le sigle evidenziano che le differenze tra lavoro agile e lavoro da remoto sono ben note in ambito pubblico, e che l’Amministrazione — anche per i ruoli di responsabilità che ricopre — non può ignorarle.
Durante la riunione della delegazione trattante del 5 novembre, le organizzazioni sindacali hanno quindi deciso di interrompere le relazioni con l’Amministrazione provinciale.
Pur non proclamando formalmente lo stato di agitazione, già in essere da due anni, le OO.SS. dichiarano che si adopereranno per “contrastare questi atteggiamenti del tutto inadeguati e offensivi”, chiedendo il ripristino di corrette relazioni sindacali a tutela del personale della Provincia di Rieti.
Nel comunicato, le tre organizzazioni invitano i vertici provinciali a intervenire con “le necessarie linee di indirizzo” affinché sia ristabilito un clima di confronto e rispetto reciproco.
Contestualmente, sollecitano l’invio in tempi brevi del Regolamento sullo smart working, così da poter avviare la trattativa prevista dalle norme contrattuali e riprendere rapidamente la contrattazione decentrata relativa alla ripartizione del Fondo salario accessorio 2025.
“Fiduciose in un diretto intervento dell’Amministrazione – concludono FP CGIL, CISL FP e UIL FPL – restiamo in attesa di un sollecito riscontro, nell’interesse dei lavoratori e del buon andamento dell’Ente.”
07_11_25
ph M. D’Alessandro



