Tra tagli ai finanziamenti ed esclusioni dai benefici, Rieti si consola con l’auditorium (forse)

2/11/2025 | Il domenicale, Notizie in evidenza

Parco della musica esterno

di Massimo Palozzi – La buona notizia è la consegna del cantiere del nuovo Parco della Musica nell’area dell’ex mattatoio a Foro Boario. Lunedì la ditta aggiudicataria ha infatti ufficialmente ricevuto l’incarico per eseguire i lavori ricompresi nel primo stralcio del progetto presentato a luglio 2023 e finanziato con circa 7 milioni di euro. L’intervento iniziale, della durata di almeno 420 giorni, sarà finalizzato in primis alla messa in sicurezza e alla bonifica del sito, quindi si procederà all’avvio della costruzione del palco modulare e della cavea all’aperto da mille posti.

Come ha spiegato il sindaco Daniele Sinibaldi, i fondi ottenuti dalla giunta Petrangeli nel gennaio 2017 coprono solo questa prima fase. Gli oltre 5 milioni mancanti dovranno essere reperiti attraverso un nuovo finanziamento pubblico. La partecipazione al bando “Sport e periferie” è la strada scelta dal Comune per integrare la dotazione necessaria al completamento del Parco, che prevede anche un auditorium capace di accogliere 500 spettatori. L’intera struttura, distribuita su un’area di 28.300 metri quadrati, è stata pensata per ospitare rappresentazioni teatrali, concerti e conferenze, con un palco modulare a fare da ponte tra spazi coperti e scoperti. Aree distributive, foyer, loggiati e impianti tecnologici, compreso un ampio sistema di pannelli fotovoltaici sul tetto, completeranno il nascente polo culturale da affiancare al teatro Flavio Vespasiano, ormai insufficiente a garantire un cartellone adeguato alle esigenze della città.

L’ambizione è anche quella di ricucire le due parti di Rieti separate dal Velino per farne un unicum in continuità l’una con l’altra. Lo sviluppo urbano impone giustamente una riconsiderazione delle aree periferiche prossime al centro, come appunto l’ampio sterrato di Foro Boario, dove in passato proprio il suo isolamento ha favorito le attività del mattatoio e gli spettacoli dei circhi. Dopo decenni di abbandono e l’infelice precedente del teatro tenda nella zona annonaria, ora dunque si volta pagina. O almeno si dovrebbe, vista la somma piuttosto cospicua che ancora manca all’appello.

Il timore di alimentare l’elenco delle eterne incompiute è legittimato dalla recente esclusione di Rieti dalla Zes e dal duplice disinvestimento sulle infrastrutture dedicate al trasporto sia su gomma sia su rotaia. Nella legge di bilancio in preparazione sono infatti stati appena eliminati i 50 milioni di euro stanziati per il 2027 a favore dell’ammodernamento della Salaria. La decisione segue a stretto giro il taglio di 57,3 milioni di euro per la velocizzazione della linea ferroviaria Sulmona – L’Aquila – Rieti – Terni, con i fondi dirottati al rifacimento della stazione romana del Pigneto.

Lo stralcio delle somme inizialmente destinate al potenziamento della tratta ha fatto infuriare molti. Tra i maggiori critici della decisione, le associazioni di categoria Agci (cooperative), Confartigianato Imprese Rieti e Federlazio hanno licenziato un duro comunicato per stigmatizzare “una scelta che rischia di produrre gravi conseguenze sulla mobilità, sullo sviluppo economico e sulla coesione sociale della provincia di Rieti. La cancellazione delle risorse rappresenta una promessa mancata nei confronti di cittadini e imprese che da anni attendono un segnale concreto per superare l’isolamento infrastrutturale, confidando in un collegamento ferroviario più moderno, veloce e affidabile”.

Per le prospettive di un miglioramento del trasporto locale si tratta di un doppio colpo durissimo da assorbire. “Durante il governo Conte II la Salaria è stata finalmente inserita nella lista delle opere strategiche nazionali commissariate con l’obiettivo di garantire più sicurezza e sviluppo a un territorio troppo spesso dimenticato”, ha polemizzato il Gruppo di Rieti del Movimento 5 stelle protestando contro “un taglio che rischia di rallentare o addirittura bloccare il raddoppio della carreggiata con spartitraffico nel tratto di San Giovanni reatino, dove è previsto un nuovo svincolo”.

Di analogo tenore il commento del consigliere provinciale del Pd Alessandro Spaziani, secondo il quale “il definanziamento degli interventi sulla Salaria è l’ennesimo segnale di quanto Rieti continui a essere dimenticata. Cinquanta milioni di euro in meno significano strade più insicure, sviluppo bloccato e un territorio che resta isolato”.

A gettare un po’ d’acqua sul fuoco ci ha provato il segretario provinciale della Lega Mariano Calisse che giovedì ha parlato di “una rimodulazione delle annualità dei piani finanziari dell’opera”, escludendo però i tagli.

L’uno-due da ko sulle speranze di viaggiatori e pendolari arriva all’indomani della conferma dell’esclusione di Rieti dalla Zona economica speciale (Zes), nella quale sono state invece da ultimo ricomprese Umbria e Marche. Le aziende che operano all’interno delle Zes possono beneficiare di incentivi fiscali, agevolazioni burocratiche e altre misure di sostegno per favorire la crescita dell’economia locale e l’attrazione di investimenti.

Di “occasione negata” ha parlato Confartigianato Rieti, esprimendo “profonda preoccupazione per una scelta che non solo priva imprese e cittadini di una straordinaria occasione di rilancio, ma mette in discussione il principio stesso di equità territoriale e di solidarietà nazionale. Rieti e il suo territorio rappresentano una delle aree più fragili del Lazio e dell’intero Centro Italia, che ha conosciuto la tragedia del terremoto e che da decenni combatte contro lo spopolamento, la mancanza di collegamenti adeguati, la crisi del comparto produttivo e la progressiva perdita di competitività”.

 

02-11-2025

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