Un Paese che invecchia, cresce sul piano occupazionale ma continua a fare i conti con disuguaglianze di genere e retribuzioni basse. È il quadro che emerge dal Rendiconto Sociale 2024 dell’Inps, presentato a Roma dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto.
Popolazione in calo e saldo naturale negativo
Nel 2023 la popolazione residente è diminuita di 143.344 unità, con un saldo naturale negativo di -280.824 persone e un saldo migratorio positivo di +137.480. L’Italia perde abitanti e registra un progressivo invecchiamento della popolazione.
Crescita economica moderata
Il PIL italiano cresce dello 0,7% nel 2024, in rallentamento rispetto all’1% del 2023 e al 4,8% del 2022, e leggermente al di sotto della media UE dello 0,9%.
Occupazione in aumento ma forti divari di genere
Il tasso di occupazione passa dal 61,5% al 62,2%, mentre la disoccupazione scende dal 7,7% al 6,5%. Lieve aumento per gli inattivi (dal 33,3% al 33,4%), mentre cala la quota dei NEET, dal 16,1% al 15,2%, con forti squilibri regionali.
Persistono ampie disparità di genere: le donne hanno meno occupazione stabile, più contratti part-time e retribuzioni inferiori.
Retribuzioni: il divario uomo-donna resta marcato
Nel 2023 la retribuzione media giornaliera nel settore privato è di 107,5 euro per gli uomini e 79,8 euro per le donne.
I settori più remunerativi sono le Attività finanziarie e assicurative (216,7 euro per i maschi e 147,3 per le femmine), la Fornitura di energia (171,4 e 145,6) e l’Estrazione di minerali (168,2 e 174,2).
Tra i comparti più popolati, la manifattura registra 119 euro per gli uomini e 95,3 per le donne; il commercio 92,3 e 79,9; l’alloggio e ristorazione 65,6 e 54,9.
Più ricorso agli ammortizzatori sociali
Nel 2024 aumentano i beneficiari delle indennità di disoccupazione (da 3.292.551 a 3.378.039, +2,6%) e cresce l’uso della Cassa Integrazione Guadagni, da 126,5 a 151,3 milioni di ore (+19,6%).
Complessivamente, i beneficiari di ammortizzatori per sospensione del lavoro passano da 776.444 a 892.533 (+15%).
Pensioni: importi più bassi e divari di genere
I pensionati Inps sono 15.367.966, di cui 7.378.121 uomini e 7.989.845 donne.
Gli assegni sociali sono 884.311, mentre i titolari di invalidità civile e accompagnamento sono 2.960.774.
Le pensioni femminili restano nettamente più basse: quelle anticipate sono inferiori del 25,1% rispetto agli uomini e quelle di vecchiaia del 44,2%.
Nel 2024 sono state liquidate 861.949 pensioni previdenziali, in lieve aumento rispetto alle 837.399 del 2023, e 643.750 pensioni assistenziali (613.203 nel 2023).
In calo le pensioni anticipate, soprattutto Opzione Donna (da 26.427 nel 2022 a 4.784 nel 2024) e Quote (1.154 con Quota 103 rispetto alle 112.982 con Quota 100 nel 2021).
Diminuiscono anche le Ape sociali (da 19.461 a 17.429) e le pensioni per precoci (da 11.133 a 8.645), mentre aumentano quelle per lavori usuranti (da 1.856 a 2.249).
Gli importi medi delle nuove pensioni risultano inferiori rispetto a quelle in essere, con crescita costante del sistema contributivo e calo delle pensioni retributive.
Sostegni al reddito
Nel 2024 sono state accolte 804.828 domande di Assegno di Inclusione e 119.645 di Sostegno per la Formazione e il Lavoro, inferiori alle prestazioni di Reddito e Pensione di cittadinanza erogate nel 2022 (1.039.700).



