San Domenico… una chiesa distrutta, riedificata ma dimenticata

17/10/2025 | Notizie in evidenza, Riete dde nojantri

La chiesa trasformata in segheria, nella nicchia a dx l'affresco di Liberato di Benedetto 'La strage degli innocenti'

di Matilde Fallerini – I domenicani giunsero a Rieti dopo che papa Gregorio IX, il 3 luglio 1234 canonizzò in cattedrale Domenico da Guzman. Già nel 1263 si inizia a parlare della costruzione della chiesa e del convento, situati presso la chiesa dei SS. Apostoli, sita in Porta Cintia de suptus, per una donazione che fece Riccardo di Pietro Annibaldi, console di Roma a Fra Pietro priore domenicano di San Sisto in Roma, che a sua volta donò i terreni e metà della chiesa dei SS. Apostoli ai domenicani di Rieti. In seguito i frati tra donazioni di nobili famiglie reatine, permute di terreni con il comune e la cattedrale e indulgenze per chi avesse contribuito alla costruzione del complesso domenicano, edificarono il convento e la chiesa, che nel 1270 risulta terminata nella sua struttura. Nel 1298 fu ospitato nel chiostro papa Bonifacio VIII che vi si rifugiò per il terremoto che scosse violentemente Rieti.  Nel corso dei secoli le pareti della chiesa si arricchirono di affreschi, il primo priore originario di Siena fece venire molti pittori, di scuola senese ad abbellirla. Tra questi giunse Luca Tomè che dotò la chiesa di un bellissimo polittico che fu posto sull’altare maggiore. Anche il pittore reatino Liberato di Benedetto ebbe modo di decorare la chiesa con le sue opere, esprimendo poi il desiderio di essere sepolto in San Domenico. La chiesa ospitò importanti Confraternite, la prima e la più importante fu eretta nel 1268 dedicata alla Beata Vergine e ai Santi Domenico e Pietro Martire, da cui derivò la potente confraternita dei mercanti. Nel corso dei secoli l’interno della chiesa subì molte variazioni, tra la fine del XVI e il XVII secolo fu dotata di opulenti altari gentilizi, poi fu profondamente manomessa tra la fine del XVIII. Nel 1862 venne ridotta a magazzino e nel 1866 la comunità domenicana fu definitivamente soppressa e tutto il complesso conventuale fu assegnato alle truppe del Regio Esercito.  La chiesa fu saccheggiata e profanata, infine nel 1924 vi si installò una segheria dopo di che, fu lasciata in completo abbandono. La chiesa venne restituita al culto durante il Giubileo del 2000, per volere del parroco della parrocchia di Santa Lucia, Mons. Luigi Bardotti, sotto l’episcopato di Mons. Delio Lucarelli. Nella chiesa oggi vi è un magnifico organo, unico al mondo, il Dom Bedos Roubo realizzato dal maestro organaro Barthelemy Formentelli.

Foto n 1 – La chiesa trasformata in segheria, nella nicchia grande a dx l’affresco di Liberato di Benedetto ‘ La strage degli innocenti’ Ora al Museo Civico (arch. Fallerini)

Foto n 2 – La chiesa ed il convento divenuti ‘Regia Caserma’ (arch. Fallerini)

Foto n 3 – L’organo Dom Bedos-Roubo, unico al mondo

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