di Massimo Palozzi – Martedì è stata posata a Canera la passerella pedonale nell’ambito del progetto “Cammino di Fede della Valle Santa”, promosso dalla Comunità Montana e dal Comune di Rieti con l’obiettivo di migliorare e valorizzare il Cammino di Francesco.
Venerdì, lo stesso Comune ha reso noto che la Città di Rieti, in qualità di capofila di un accordo con i Comuni di Cantalice, Contigliano, Colli sul Velino, Greccio, Labro, Morro, Poggio Bustone e Rivodutri, ha ottenuto un finanziamento di circa 80mila euro dalla Regione partecipando all’avviso per la realizzazione di interventi finalizzati a rafforzare la fruibilità e la percorribilità dei percorsi inseriti nella Rete dei Cammini del Lazio.
Il progetto riguarda l’apposizione della segnaletica verticale per l’identificazione del Cammino di Francesco all’interno della Valle Santa. In totale saranno installati 200 pali e 403 tabelle nelle tappe Piediluco-Poggio Bustone (tratto laziale), Poggio Bustone-Rieti, Terni-Stroncone-Greccio (tratto laziale), Greccio-Rieti e Greccio-Poggio Bustone.
“Siamo particolarmente soddisfatti di questo finanziamento”, ha dichiarato l’assessore al Turismo del Comune di Rieti Chiara Mestichelli, “non soltanto perché ci permette di valorizzare il Cammino proprio nell’anno del Giubileo 2025 e di intervenire su un’esigenza più volte sottolineata dai pellegrini, ma perché dimostra che il coordinamento tra i Comuni della Valle Santa può e deve essere una risorsa per lo sviluppo dell’intero territorio”.
In effetti, il Cammino di Francesco è potenzialmente uno straordinario strumento di promozione, capace di conciliare l’aspetto devozionale di chi lo affronta con spirito prettamente religioso con quello legato alla scoperta di contesti frequentati dagli amanti di un turismo lento e sostenibile, al di fuori dei soliti circuiti.
Consiste in un percorso da fare a piedi, a cavallo o in bicicletta di quasi 500 chilometri attraverso Toscana, Umbria e Lazio, per raggiungere Assisi da nord partendo da La Verna, in provincia di Arezzo, o da sud, muovendo da Roma. Nel Reatino il Cammino inizia a Labro, per l’itinerario principale verso la Capitale, e nei pressi di Greccio per quelli alternativi (Valle Santa, direttrice tiberina, variante di Farfa). Il tutto affrontando sentieri e mulattiere per poi incrociare borghi, eremi e santuari sulle orme del Poverello.
Sebbene l’asprezza del territorio, le sistemazioni spartane e il minimalismo francescano costituiscano parte essenziale di questa esperienza, spesso i frequentatori hanno lamentato l’abbandono del Cammino lasciato nell’incuria pressoché totale, con tratturi quasi inghiottiti dalla vegetazione e cartelli inesistenti o resi illeggibili dal sole e dalle intemperie.
Il finanziamento regionale arriva dunque a proposito, benché forse in ritardo rispetto all’anno giubilare già ampiamente iniziato. Se i lavori procederanno spediti, si potrà almeno presentare un quadro più accogliente per la bella stagione che, per ovvi motivi, è il periodo di maggior afflusso.
Nel 2023 i pellegrini giunti alla Basilica di Assisi percorrendo i diversi cammini francescani sono stati 4.227, quasi equamente suddivisi tra italiani e stranieri. La Via di Francesco si conferma quello di gran lunga preferito, con l’81,4% del totale. Le rilevazioni fotografano poi una maggioranza di donne rispetto agli uomini e l’incremento degli arrivi in gruppo rispetto a quelli in solitaria che, con il 65,8%, restano comunque lo zoccolo duro del movimento. Netta la prevalenza di chi ha percorso i cammini a piedi: 96,48%, contro il 3,13 di chi ha scelto la bicicletta o il meno dell’1% di coloro che sono andati a cavallo. Interessante anche il dato relativo all’età. Il 59% erano viaggiatori ultrasessantenni, in notevole aumento rispetto al 35,3 del 2022 e quindi portatori dell’implicita esigenza di adeguare le infrastrutture affinché non risultino eccessivamente penalizzanti per questo tipo di fruitori.
Nonostante i numeri in crescita (nel 2015 i pellegrini registrati furono appena 970) rimane un fenomeno di nicchia, che va quindi coltivato approfittando del traino ancora spendibile delle ricorrenze francescane. Fondamentale risulta allora evitare le continue lamentele dei viaggiatori a proposito dello stato dei percorsi e della segnaletica: sia perché è necessario offrire un contesto decoroso ai pellegrini sia, soprattutto, per lo straordinario moltiplicatore di perdita reputazionale che simili doglianze mettono in moto.
Le potenzialità inespresse del Cammino di Francesco sono ancora molte. Ovviamente l’aspirazione non deve essere rivolta al conseguimento di valanghe di turisti. In altre parole, il modello non è quanto avvenuto in questi ultimi due fine settimana a Roccaraso, invasa da migliaia di persone provenienti da Napoli al seguito di improbabili influencer per una giornata di turismo selvaggio mordi e fuggi. Tra i due estremi si può trovare una via di mezzo che salvaguardi il contesto di pace e serenità tipico dei cammini religiosi, innalzando al contempo il numero dei partecipanti e l’indotto economico che la loro presenza genera in questo spicchio di provincia.
02-02-2025
ph M. D’Alessandro



