“Dogs of War”, dieci anni dopo il sisma le storie continuano a parlare

17/10/2026 | Cultura, Mostre

Il progetto fotografico di Fabio Moscatelli racconta i cani e le persone dei territori terremotati. A Rieti, la presentazione del libro è diventata anche un’occasione di incontro e solidarietà.

Ci sono fotografie che documentano un luogo e altre che, attraverso quel luogo, raccontano le persone, le relazioni e il tempo che passa. È in questa seconda dimensione che si colloca “Dogs of War”, il libro di Fabio Moscatelli presentato in anteprima nazionale venerdì 16 ottobre negli spazi di 100xCentro, in piazza San Rufo, a Rieti, ospite del Circolo Fotografico Reatino “F. Porfiri”.

Il volume arriva nel decennale del terremoto del Centro Italia, che il 24 agosto 2016 colpì duramente Amatrice, Accumoli e altri comuni dell’Appennino centrale. Anche la copertina richiama quella tragedia attraverso un tracciato sismografico, mentre le 142 copie del libro rimandano ai secondi evocati dall’autore nel raccontare il sisma. Un dettaglio che restituisce alla pubblicazione un significato ulteriore rispetto a quello di una semplice raccolta fotografica.

Il progetto nasce da un lavoro portato avanti nel corso di diversi anni, tornando nei territori colpiti dal terremoto e fotografando i cani che li abitano. Non animali randagi, ma cani da pastore e cani che vivono accanto alle persone, inseriti nella quotidianità di quelle comunità. Animali che condividono con i loro proprietari il lavoro, gli spostamenti e la vita in un paesaggio profondamente segnato dagli eventi del 2016.

Nel tempo, il lavoro di Moscatelli è andato ben oltre l’incontro occasionale tra un fotografo e i suoi soggetti. Attraverso le visite e le fotografie si sono costruiti rapporti di conoscenza, fiducia e amicizia con i pastori e con i proprietari degli animali. È proprio questa dimensione umana a emergere dalle immagini e dal racconto dell’autore: dietro ogni cane c’è una storia, e dietro ogni storia ci sono persone con cui è nato un legame.

Una sensibilità che non è passata inosservata nemmeno durante l’incontro reatino, dove il pubblico ha partecipato con numerose domande, interessandosi al percorso fotografico e alle esperienze vissute sul campo. A rendere la serata ancora più coerente con il tema del libro c’era anche Atlas, il cane di Fabio, accompagnato da un altro piccolo ospite a quattro zampe, arrivato con la mamma di uno dei soci del Circolo. Una presenza spontanea, senza bisogno di inviti ufficiali: quando si parla di cani, evidentemente, anche loro possono avere qualcosa da dire.

Prima di entrare nel vivo della presentazione, la serata ha dato spazio anche a una realtà molto concreta del territorio. Lucia, per Adozioni del Cuore Rieti, e Ilaria, per Gli Amici di Fiocco, hanno raccontato le difficoltà affrontate quotidianamente nei canili reatini, richiamando l’attenzione soprattutto sulla necessità di trovare volontari disponibili ad aiutare nella gestione degli animali e a portarli a passeggio. Un contributo importante, perché la sensibilità verso i cani raccontati in un libro può tradursi anche in gesti semplici e tangibili per quelli che aspettano ogni giorno qualcuno che si occupi di loro.

Dopo l’intervento del presidente Filippo Gianfelice, Fabio ha presentato il suo lavoro, rispondendo alle curiosità dei presenti. Al termine non sono mancate la firma delle copie e le conversazioni informali, proseguite anche oltre il momento ufficiale dell’incontro. La partecipazione del pubblico si è tradotta anche in un buon riscontro per il libro: nel corso della serata sono state vendute numerose copie, un risultato che ha soddisfatto l’autore e confermato l’interesse suscitato dal progetto.

Tra le visite arrivate verso la fine della serata, quella di Stefania e Mario, dell’associazione Il Sorriso di Filippo, ha aggiunto un significato particolare all’appuntamento. I due sono i genitori di Filippo Sanna, morto alcuni giorni dopo il terremoto di Amatrice, diventandone l’ultima vittima. In sua memoria hanno dato vita a un’associazione e al Premio Letterario Nazionale “Filippo Sanna”, rivolto ai giovani e pensato per promuovere la scrittura e la cultura.

La loro presenza, arrivata quando la presentazione era ormai conclusa, ha creato un legame discreto ma significativo con i temi della serata: la memoria dei territori colpiti dal sisma, le storie di chi li abita e la possibilità di trasformare un’esperienza dolorosa in un’occasione di incontro e partecipazione. Senza sovrapporre storie diverse, ma lasciando che ciascuna conservi la propria voce.

Tra il pubblico erano presenti anche alcuni iscritti dell’Associazione Fotografica Utopia. E la collaborazione tra le realtà fotografiche cittadine è proseguita dopo l’incontro, con una visita alla mostra allestita nella sede di Utopia. La giornata si è poi conclusa alle Tre Porte, con un giro pizza in compagnia di Moscatelli, in un clima conviviale che ha prolungato il piacere di condividere fotografie, esperienze e racconti.

Una serata organizzata dal Circolo Fotografico Reatino “F. Porfiri” che ha messo in dialogo fotografia, memoria e solidarietà, mostrando come un progetto nato dall’osservazione degli animali possa aprire una finestra sulle persone e sulle comunità. Perché, a dieci anni dal terremoto, raccontare quei luoghi significa anche riconoscere ciò che continua a tenerli vivi: i legami, le storie e la capacità di prendersi cura gli uni degli altri.

ph G.Wind

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