Fiera Mondiale Peperoncino, residenti e operatori scrivono agli enti: “Criticità da affrontare”

7/10/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

Tanto tuonò che piovve. Quelle che durante la Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino erano sembrate soprattutto proteste in sordina, affidate a segnalazioni e malumori tra chi vive  nel centro storico, ora diventano un documento ufficiale inviato agli enti competenti.

Il 15 settembre un gruppo di residenti e operatori economici del centro storico di Rieti ha trasmesso una lunga segnalazione al sindaco Daniele Sinibaldi, al presidente di Rieti Cuore Piccante e organizzatore della manifestazione Livio Rositani, alla Polizia Locale e alla Prefettura. Per conoscenza il documento è stato inviato anche ad Asl, Soprintendenza, Vigili del Fuoco, E-Distribuzione, ASM e ARPA Lazio, oltre che alla stampa.

Per tutelare i dati personali viene dichiarato che la copia destinata alla stampa è priva delle firme e dei recapiti dei sottoscrittori; l’originale completo – affermano – è stato trasmesso agli enti destinatari.

Un documento corredato da fotografie e materiale a sostegno delle diverse criticità segnalate e accompagnato da una raccolta di firme.

La premessa non mette in discussione il successo della manifestazione, arrivata quest’anno alla quindicesima edizione. I firmatari riconoscono infatti il grande afflusso di pubblico, ma chiedono che, accanto ai numeri della Fiera, si tenga conto anche di chi nel centro storico vive tutto l’anno.

Il problema, sostengono, non sarebbero soltanto i dieci giorni ufficiali della manifestazione, ma un periodo molto più lungo legato all’allestimento e allo smontaggio delle strutture. E proprio da qui parte una lunga serie di contestazioni.

Parcheggi, traffico e caos nelle vie circostanti

Uno dei primi problemi indicati riguarda la mobilità. La chiusura del centro storico, secondo i residenti, si protrae per un periodo molto più lungo rispetto ai giorni effettivi della Fiera, lasciando chi abita e lavora nella zona senza adeguate alternative per la sosta.

Ma il problema viene segnalato anche nelle strade immediatamente esterne all’area della manifestazione, dove, secondo il documento, si sarebbero concentrati auto, moto, motorini e furgoni, con parcheggi irregolari e situazioni di intralcio.

“Il problema non è la Fiera in sé – ammettono – ma l’assenza di un piano di gestione della mobilità nel Centro storico e nelle sue immediate vicinanze”.

Street food, odori e rumore

Altra contestazione riguarda la concentrazione degli stand di street food, soprattutto nelle zone di piazza Oberdan e piazza Mazzini. I firmatari parlano di odori persistenti, legati in particolare a fritture e cotture, che avrebbero raggiunto le abitazioni circostanti.

Poi c’è il capitolo rumore. Nel documento vengono contestati non soltanto i concerti serali, ma anche le prove tecniche e le altre attività collegate agli spettacoli. I residenti parlano di livelli sonori percepiti all’interno delle abitazioni come “estremamente elevati”, fino a provocare, secondo quanto riportato, vibrazioni di tapparelle e infissi e difficoltà nel riposo.

Una situazione che, nelle giornate più calde, avrebbe reso particolarmente difficile tenere aperte le finestre.

La pulizia alle quattro del mattino

Tra le segnalazioni c’è anche quella relativa alle operazioni di pulizia. I firmatari affermano che i mezzi per la pulizia meccanizzata delle strade sarebbero entrati in azione già alle 4-5 del mattino, aggiungendo il rumore della raccolta dei rifiuti.

Nel documento viene riferito anche di una registrazione video realizzata alle quattro del mattino e inviata al presidente di ASM Vincenzo Regnini.

Il rapporto con i luoghi di culto

Una parte particolarmente articolata della segnalazione riguarda gli spazi intorno alla Cattedrale e alla Basilica di Sant’Agostino.

I residenti contestano, tra le altre cose, la presenza della mostra di automobili Ferrari davanti al sagrato della Cattedrale e la collocazione, lungo il fianco della Basilica di Sant’Agostino, di tre grandi camion utilizzati per la cottura degli hamburger.

Secondo i firmatari, questi mezzi avrebbero lasciato macchie di olio sulla pavimentazione storica. Si chiede quindi una valutazione tecnica degli eventuali danni e, qualora accertati, il ripristino a carico dei responsabili.

Nel documento viene inoltre segnalata la presenza, sul camion utilizzato per il trasporto delle Ferrari, del marchio di un’azienda che produce armi sportive e da competizione. Un elemento che i firmatari definiscono una “dissonanza simbolica” rispetto alla collocazione davanti al Duomo e alla statua di San Francesco.

Cavi elettrici e cotture: chi controlla?

Tra le questioni sottoposte agli enti c’è anche quella degli allacci elettrici. I residenti affermano di avere fotografato cavi collegati alle centraline di piazza Oberdan e intrecciati tra i rami degli alberi e chiedono di verificare la conformità e la certificazione degli impianti.

Il tema viene collegato anche al blackout verificatosi durante l’edizione 2026, pur senza stabilire nel documento un rapporto causale tra i due episodi.

Un’altra segnalazione riguarda la cottura di arrosticini su un barbecue portatile in piazza Oberdan. Anche in questo caso la richiesta è quella di verificare il rispetto delle norme di sicurezza antincendio e di igiene alimentare, comprese le modalità di conservazione degli alimenti durante le giornate di caldo.

Non solo critiche: le proposte per la prossima Fiera

Il documento non si ferma alle contestazioni. I firmatari chiedono una serie di interventi per le prossime edizioni entrando nel vivo dell’organizzazione: ridurre i tempi di allestimento e smontaggio, prevedere soluzioni di mobilità e parcheggio per residenti e operatori, controllare maggiormente la concentrazione degli stand gastronomici, effettuare controlli fonometrici durante concerti e prove e rivedere gli orari della pulizia delle strade.

Ma soprattutto propongono di ripensare la distribuzione della manifestazione.

L’idea è quella di non concentrare tutte le attività in pochi metri quadrati del centro storico, ma di distribuire gli stand “a macchia di leopardo” in diverse zone della città, sul modello già sperimentato con piazza Cavour.

Tra le aree indicate compaiono piazza San Francesco, via Terenzio Varrone, piazza Beata Colomba e lo slargo di Palazzo Sanizi. Per la ristorazione viene invece avanzata una proposta ancora più netta: spostare almeno parte delle attività di cottura e somministrazione, in particolare i grandi mezzi attrezzati per la cottura alla piastra, verso il Foro Boario o piazzale Leoni.

L’obiettivo, secondo i firmatari, sarebbe duplice: alleggerire la pressione sul cuore del centro storico e distribuire meglio anche i benefici economici della manifestazione, coinvolgendo attività commerciali che oggi restano fuori dai principali flussi della Fiera. Ma dimenticano che  l’alto numero di standisti aderisce  alla Fiera proprio per il nutrito pubblico garantito dall’area concerti nelle vicinanze.

“Non siamo contro la manifestazione”

I residenti non chiedono di cancellare la Fiera, ma sostengono la necessità di ripensarne l’organizzazione.

Chiedono inoltre di conoscere chi controlla gli impianti elettrici, quali verifiche vengono effettuate durante la manifestazione, quali percorsi alternativi vengono garantiti alle persone con disabilità e se siano disponibili i dati degli eventuali controlli fonometrici effettuati durante concerti e spettacoli.

La conclusione è una richiesta di confronto con Comune e organizzatori. L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra il “legittimo interesse turistico ed economico della città” e il diritto dei residenti “alla salute, al riposo e alla qualità della vita”.

 

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