Dichiarazione dei redditi, dopo il 30 settembre restano ancora tre scadenze da ricordare

6/10/2026 | Lavoro, News

Il 30 settembre è passato, ma per chi ha presentato la dichiarazione dei redditi gli adempimenti non sono ancora finiti. Ottobre e l’inizio di novembre portano infatti con sé alcune scadenze che possono fare la differenza, soprattutto per chi deve correggere un errore o si accorge che l’acconto Irpef previsto è troppo alto.

La prima data da segnare è il 12 ottobre. Entro quel giorno il contribuente può comunicare al proprio sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto Irpef, oppure di volerlo versare in misura inferiore rispetto a quanto indicato nella dichiarazione. L’Agenzia delle Entrate precisa che questa possibilità può riguardare, ad esempio, chi prevede di avere un reddito più basso o maggiori oneri detraibili e deducibili rispetto all’anno precedente.

Poi c’è il 26 ottobre, termine entro il quale è possibile presentare il 730 integrativo, ma soltanto tramite Caf o professionista abilitato. Si può ricorrere a questa soluzione quando la correzione porta un maggiore credito, un minor debito oppure non modifica l’imposta.

Se invece ci si accorge di un errore che comporta un minor credito o un maggior debito, la strada è diversa: entro il 2 novembre 2026 è possibile presentare il modello Redditi correttivo. L’Agenzia ricorda inoltre che, dopo questa data, resta possibile ricorrere al modello Redditi integrativo secondo le modalità previste.

Sono passaggi che possono sembrare secondari, ma non lo sono. Una detrazione dimenticata, un dato inserito in modo errato o un acconto calcolato su una situazione reddituale che nel frattempo è cambiata possono avere conseguenze concrete.

È proprio su questa fase che punta TributIAmo, l’assistente fiscale messo a disposizione gratuitamente dalla Fondazione AIDR. La piattaforma consente di caricare ricevute, fatture e Certificazioni Uniche, raccogliendole in un unico archivio e fornendo riepiloghi, una dashboard delle scadenze e una chat basata sull’intelligenza artificiale che risponde facendo riferimento ai documenti caricati.

L’obiettivo, viene spiegato da AIDR, non è sostituire il commercialista o il Caf, ma aiutare il contribuente ad arrivare più preparato al confronto con il professionista.

“La vera semplificazione fiscale non consiste nel lasciare il cittadino solo davanti a scadenze, modelli e portali”, sottolinea Alessandro Alfano, responsabile dell’Osservatorio digitale imprese, terzo settore e fisco della Fondazione AIDR. Secondo Alfano, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per organizzare la documentazione e prevenire gli errori, mantenendo comunque centrale la valutazione del professionista. Nell’esclusivo interesse dei cittadini siamo disponibili ad un confronto operativo su interoperabilità, alfabetizzazione fiscale e servizi digitali accessibili tra Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia delle Entrate, Sogei, Inps, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e Consulta nazionale dei Caf. La tecnologia deve prevenire l’errore, non limitarsi a contabilizzarne le conseguenze”.

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