RI-GENERA RIETI: cento studenti in campo per immaginare il futuro della città

14/10/2026 | Eventi, News

Come si può dare nuova vita ai luoghi di una città? E come trasformare gli spazi del passato in opportunità per le generazioni future? Da queste domande prende il via “RI-GENERA RIETI. Dai nuova vita ai luoghi, immagina il futuro”, il secondo Hackathon Culturale promosso nell’ambito del cartellone “L’Aquila2026, una grande avventura per Rieti”, nato dalla sinergia con L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e finanziato dal Ministero della Cultura.

Dal 20 al 22 ottobre, circa 100 studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Celestino Rosatelli, dell’IIS Luigi di Savoia e del Liceo Artistico “A. Calcagnadoro” dell’EPN, saranno protagonisti di una maratona creativa dedicata alla rigenerazione urbana, alla valorizzazione dei luoghi e alla costruzione di nuove prospettive per la città.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura, alla Scuola e all’Università del Comune di Rieti, guidato da Letizia Rosati, si inserisce nel percorso che accompagna Rieti al fianco dell’Aquila nell’ambito delle iniziative legate a Capitale Italiana della Cultura 2026, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni, mondo della scuola e comunità.

“Vogliamo che i giovani non siano soltanto spettatori delle trasformazioni della città, ma protagonisti attivi della sua crescita. Con RI-GENERA RIETI offriamo agli studenti la possibilità di guardare ai luoghi che li circondano con occhi nuovi, di interrogarsi sul loro valore e di immaginare come possano essere restituiti alla comunità attraverso idee innovative e sostenibili – dichiara l’Assessore Letizia Rosati – Crediamo che investire nella cultura significhi anche creare occasioni concrete di partecipazione, ascolto e responsabilità condivisa. I ragazzi hanno energie, sensibilità e capacità progettuali che meritano di essere valorizzate: dare spazio alla loro visione significa contribuire a costruire una città più consapevole, inclusiva e capace di guardare al futuro”.

Superando il modello della lezione frontale, i partecipanti lavoreranno in team, condividendo competenze e punti di vista per affrontare una sfida concreta. L’obiettivo sarà elaborare proposte capaci di coniugare creatività, conoscenza del territorio e nuove possibilità di utilizzo e valorizzazione degli spazi urbani. A guidare gli studenti nel percorso sarà l’ingegner Simone Di Maggio, RUP dei lavori di riqualificazione dell’ex Ospedale Civile di Rieti, che offrirà un approfondimento tecnico e accompagnerà i ragazzi nella comprensione delle potenzialità e delle prospettive legate agli interventi di rigenerazione.

Martedì 20 ottobre – Apertura e avvio dei lavori

La giornata inaugurale si aprirà alle ore 9 con i saluti istituzionali dell’assessore Letizia Rosati e della Dirigente scolastica Beatrice Tempesta. Seguiranno la presentazione del progetto a cura del prof. Gianfranco Sampalmieri e l’intervento tecnico dell’ingegner Simone Di Maggio, con una sessione di domande e risposte. Gli studenti formeranno quindi i gruppi di lavoro e avvieranno le attività progettuali nelle aule dedicate, con il coordinamento dei docenti.

Mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre – Brainstorming e sviluppo delle idee

Le due giornate saranno dedicate al lavoro dei team, attraverso sessioni intensive di brainstorming, confronto e progettazione. Gli studenti saranno chiamati a trasformare intuizioni e proposte in idee concrete, capaci di offrire nuovi spunti per la rigenerazione e la valorizzazione del patrimonio urbano. Il percorso si concluderà idealmente con l’evento di restituzione pubblica del 18 novembre, durante il quale saranno presentati i progetti sviluppati nell’ambito dei due Hackathon Culturali organizzati nell’arco dell’iniziativa: “LE FORME DELLA GRATITUDINE”, il primo appuntamento realizzato a settembre che ha visto la presenza dell’Artista e Performer Francesca Romana Pinzari e, appunto, “RI-GENERA RIETI”. Sarà un momento di condivisione con la città, nel quale dare voce alla creatività degli studenti e rendere visibili i risultati di un’esperienza che mette al centro il rapporto tra cultura, territorio e nuove generazioni.

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