Luca Volpone debutta nella narrativa con “Il Viaggiatore”, un thriller tra memoria, amore e mondi possibili che sorprende

31/07/2026 | Libri, Notizie in evidenza

Luca Volpone Il viaggiatore

 

di S. Santoprete – Lo abbiamo conosciuto con gli occhi rivolti verso l’alto, attraverso la sua finestra sul cielo e la sua capacità di raccontare stelle, pianeti e meraviglie dell’universo. Per i lettori di Format Rieti Luca Volpone è il nome dell’esplorazione astronomica, quello che ci accompagna alla scoperta di ciò che accade sopra le nostre teste. Oggi però arriva un nuovo capitolo, inatteso: Luca si presenta nella veste di scrittore con il suo primo romanzo, “Il Viaggiatore”, un thriller sul tempo, sulla memoria e sull’amore.

Un esordio sorprendente, che difficilmente lascia pensare a un autore alla sua prima prova narrativa. Una storia complessa, costruita su più linee temporali, con ambientazioni che attraversano passato e futuro, colpi di scena e una struttura narrativa capace di accompagnare il lettore fino a un finale che, come promette lo stesso autore, spinge a tornare all’inizio per rileggere tutto con occhi nuovi.

“Ogni scelta crea un mondo. Ogni ricordo può cambiare il futuro” è la frase che accompagna il romanzo, racchiudendo il cuore della storia: perché alcune guerre non si combattono con le armi, ma con i ricordi.

Ma chi è Luca Volpone dietro questa nuova veste? “Sono una persona curiosa – racconta – una di quelle che non si limita a guardare uno spettacolo, ma vuole capire cosa succede dietro il palco. Mi interessa il meccanismo che porta alla creazione di qualcosa, il perché una scena cinematografica riesca a emozionarmi, cosa si muove dietro un brano musicale o un’inquadratura”.

Un approccio quasi da “bambino che smonta il giocattolo per vedere cosa c’è dentro”, una curiosità che ha accompagnato anche il suo percorso professionale. “Per lavoro scrivo documentazione tecnica. Mi occupo di spiegare come funzionano gli oggetti, di manuali e schede tecniche. È un mondo molto razionale, dove tutto deve essere preciso e comprensibile. La scrittura del romanzo è stata invece il luogo dove lasciare spazio alla fantasia”.

Sette anni di lavoro per arrivare a “Il Viaggiatore”. L’ispirazione è arrivata anche da un grande maestro del genere, Stephen King, ma in maniera particolare. Non tanto per imitare il suo stile, quanto per una scelta narrativa maturata quasi per opposizione.

“Ricordo un capitolo di “It” dedicato a un personaggio: cinquanta pagine in cui racconta tutta la sua vita, per poi farlo morire. Mi sono detto: questa è una cosa che io non farò mai. Non voglio costruire qualcosa che poi il lettore percepisce come inutile. Ogni elemento deve avere un motivo”.

Claire - Il viaggiatore Luca Volpone

Il tempo è il vero protagonista del romanzo. Non un tempo lineare fatto di passato, presente e futuro, ma una dimensione più complessa: “Ho immaginato il tempo come una spirale, dove gli eventi generano altri eventi e tutto tende verso un punto centrale che il lettore scoprirà andando avanti nella storia”.

Il viaggio narrativo parte dal 1887 e arriva fino al 2155, attraversando epoche diverse, dalla costruzione di una torre (scoprirete quale) fino a un futuro distopico. Ma raccontare troppo significherebbe togliere il piacere della scoperta.

Dentro il romanzo però c’è anche qualcosa di personale. “Gli eventi che ci segnano sono quelli che poi ci danno la profondità necessaria per creare. Ho cercato però di non raccontare solo il mio punto di vista: ogni personaggio rappresenta un’alternativa, un modo diverso di vedere il destino, il controllo, le scelte”.

Una costruzione narrativa precisa, quasi ingegneristica. “Prima creo uno scheletro della storia, un diagramma di flusso. Poi costruisco i capitoli e inserisco quegli elementi che sembrano piccoli dettagli, ma che alla fine devono far dire al lettore: “Era lì davanti ai miei occhi e non l’avevo visto”. “

Un progetto che nasce anche con una veste innovativa. Prima ancora dell’uscita ufficiale del libro è stato realizzato un mini sito dedicato, con i primi tre capitoli disponibili gratuitamente, immagini dei personaggi e persino un trailer cinematografico grazie alla collaborazione con il grafico/animatore  Tommaso Torchia.

“L’idea era presentare un libro come se fosse un film. Volevo che chi guarda il trailer potesse chiedersi: ma è una serie Netflix? È un film? E invece è un romanzo”.

Anche i personaggi hanno avuto una costruzione visiva grazie all’intelligenza artificiale generativa: “Ho chiesto di partire dalle descrizioni dei primi capitoli e creare delle immagini coerenti con la mia idea dei protagonisti”.

E le prime reazioni sembrano incoraggianti. “La cosa più bella è stato il passaparola. Ho messo a disposizione i primi capitoli perché le persone potessero capire dove voleva andare la storia. Un libro può essere promosso quanto vuoi, ma se non funziona, il lettore se ne accorge”.

Come definire “Il Viaggiatore”? “È un thriller con elementi scientifici, ma il cuore resta una storia d’amore. Solo che non è una storia d’amore come siamo abituati a immaginarla. È qualcosa di più grande, legato al tempo, alle scelte e a ciò che siamo destinati a diventare”.

Un romanzo nato a Rieti ma con l’ambizione e le qualità per superare i confini del territorio e conquistare un pubblico ben più ampio.

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