Festa del Sole, cambia la voce del Palio: Roberto Guidobaldi saluta dopo anni di emozioni

27/07/2026 | Notizie in evidenza, Storie e persone

Roberto Guidobaldi Festa del Sole

La Festa del Sole raccontata da chi, per anni, l’ha vissuta non solo con il microfono in mano, ma soprattutto con passione e partecipazione. Abbiamo chiesto a Roberto Guidobaldi, storico commentatore e voce della manifestazione, di ripercorrere questo evento attraverso il suo sguardo, fatto di ricordi, emozioni e conoscenza profonda dei protagonisti.

Un racconto che vuole essere anche un doveroso omaggio a chi, dal banco dello speaker, ha accompagnato per anni le sfide dei rioni, dando voce agli atleti, alle rivalità, alle storie personali e a tutto quel mondo che ruota intorno al Palio. Guidobaldi ha annunciato che questa sarà la sua ultima edizione da protagonista della cronaca della Festa del Sole, prima di lasciare il testimone a Mattia Esposito.

Un passaggio di consegne che segna un momento importante nella storia della manifestazione, ma che non cancella il legame profondo costruito negli anni tra una voce, un fiume e una città intera.

“La Festa del Sole. Un evento che rappresenta il nostro contatto con il tempo e con la natura. Fiume e folklore. Il fiume che ha sempre accompagnato la quotidianità dei nostri antenati. Una dura quotidianità che, per fortuna ora, è solo un delicato ricordo di gente che non aveva certo un vissuto facile, ma che sapeva viverlo con semplicità, e grezza e lineare sincerità.

Di quel vivere è rimasto solo lo scorrere del fiume il suo essere limpido o torbido, il fascino del freddo Velino che, nonostante il nostro ed i nostri cambiamenti, è lì a ricordarci la sua resilienza. Bene in questo contesto, qualcuno si mise d’accordo con lui e l’uomo ed il fiume decisero di ritrovarsi. Nacque il Palio della Tinozza con Renato Buccioni ed altri pazzi…. che si misero al posto dei panni da lavare!!!!!

La cosa intrigó parecchio e piano piano si arrivò ad avere altre idee che portarono all’attuale Festa del Sole. Una kermesse che, se ci pensiamo bene, è, numericamente parlando, l’evento reatino più seguito dai cittadini insieme alla processione di S. Antonio.

Anche io sono rimasto attratto dalle genti dei rioni che, con agonismo e fervore da Palio, si affrontavano sulle acque del nostro fiume dando vita al folklore nel folklore.

Ho chiesto 10 o 15 anni fa ( non ricordo) se potevo commentare le gesta di questi colorati e coloriti personaggi per dare loro il giusto risalto come uomini, come atleti, come personaggi. Ho incominciato a vivere sulle sponde del fiume i loro allenamenti per carpire le loro sfumature caratteriali, per entrare nel profondo di ognuno, per capire cosa li spingesse a quel confronto con sé stessi e con gli altri. Fu la scoperta di un mondo.

Amicizie, inimicizie, finte amicizie, finte inimicizie, sceneggiate vere o ironiche, unione, storie, storia. Dovevo riportare, durante la cronaca delle gare, quello che avevo assorbito nei giorni precedenti. Volevo mettere in risalto loro, i veri protagonisti, quelli che credevano, e credono, nel gruppo, nel rione. I loro pregi ed i loro difetti. Dovevo esaltare tutto quello che c’era dietro e che doveva, per forza, essere condensato in pochi attimi di gara. Io sapevo i retroscena e dovevo riportarli anche solo con toni o dinamiche di voce che il pubblico, ma anche i protagonisti, potessero comprendere all’istante.

Bastava anche riportare un soprannome per entrare nel vissuto del protagonista che, spesso, era noto solo Grazie ad esso. La fera, il ghepardo, l’assessore, lu kinghe, lu pizzettaru,lu Bombere, Br-one, fino a Chirichella, sconosciuto con il suo vero nome!!!!!!!!!! Per anni ho raccolto dati sul loro curriculum e sui risultati dei loro rioni.

Ogni anno aggiornati. Molti hanno lasciato, altri sono ancora lì, nuovi stanno entrando. Il tutto per far sì che la storia che piace, continui nel tempo. È la loro determinazione che porta avanti il tutto. Potrebbero unirsi ottimi organizzatori ma se non ci fosse il campanilismo rionale, l’orgoglio, la rivalità, insomma se non ci fosse l’amore della gente dei rioni, la festa del sole durerebbe poco. Potrebbe arrivare, ad esempio un magnate con i soldi, diciamo una sorta di professionismo……. Quanto durerebbe? O meglio, che immagine ne verrebbe fuori? Si combatterebbe per altri interessi e la Festa del Sole, quella “grezza”, ma tradizionale, finirebbe.

Il palio deve essere puro, fatto di screzi verbali, sfottó, agonismo anche spinto ma Palio de noantri (detto alla romana). Bene io ho avuto l’onore ed il piacere di viverlo e dopo anni, a 70 anni, ringrazio e cedo il passo ai più giovani. Sono pieno zeppo di questa bella gente che, senza saperlo, mi ha dato tanto. Grazie ragazzi, grazie rioni, grazie Velino.”

 

27_07_26

ph G. Wind

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