Le famiglie dei bambini iscritti all’Asilo Nido Montessori “Santa Lucia” di Rieti hanno diffuso una lettera aperta indirizzata al vescovo mons. Vito Piccinonna, al sindaco Daniele Sinibaldi, all’Opera Nazionale Montessori e alla cittadinanza per denunciare l’improvvisa decisione di non riaprire il servizio da settembre 2026.
I genitori raccontano di aver iscritto i propri figli tra febbraio e giugno, firmando i contratti e scegliendo consapevolmente il nido per il progetto educativo offerto. Solo il 15 luglio, però, è stata comunicata la chiusura della struttura, una decisione che ha lasciato decine di famiglie senza un servizio essenziale a poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico.
Nella lettera viene evidenziato soprattutto la grave difficoltà vissuta dai genitori di bambini molto piccoli, che in piena estate si sono trovati a dover cercare un nuovo asilo in una città dove i posti disponibili sono ormai limitati. Molti rischiano di non riuscire a conciliare il rientro al lavoro con la cura dei figli, mentre i bambini perdono improvvisamente il loro ambiente educativo e le figure di riferimento, vedendosi costretti ad affrontare nuovi inserimenti e ulteriori cambi di struttura in pochi mesi.
Dopo un primo incontro, durante il quale i genitori hanno chiesto di mantenere il servizio attivo almeno per un altro anno, il 22 luglio è stata avanzata una proposta di apertura limitata fino a dicembre e senza lo storico personale educativo. Una soluzione che le famiglie giudicano insufficiente, perché costringerebbe i bambini ad affrontare un nuovo inserimento a gennaio, interrompendo nuovamente il percorso educativo e creando ulteriori difficoltà organizzative per i genitori.
Le famiglie esprimono inoltre solidarietà alle educatrici, che, secondo quanto riferito, avrebbero ricevuto la comunicazione del licenziamento senza preavviso, e chiedono al vescovo una riflessione sul piano etico, all’Opera Montessori di vigilare sul rispetto dei principi educativi e al Comune di non sottovalutare una vicenda che, oltre ai lavoratori coinvolti, mette in seria difficoltà molte famiglie con figli in età da nido.
27_07_26



