di Massimo Palozzi – Apertura di settimana col botto, grazie a Marzio Leoncini che lunedì ha annunciato la nascita del Gruppo di Coordinamento per la prima Rassegna mondiale del Grano, del Pane, della Pasta e dei Dolci, da realizzarsi a Rieti nel luglio 2027.
Secondo gli auspici dell’ex proprietario del Rieti Calcio, si tratterebbe di un “evento monumentale di stabile rilevanza internazionale che intende celebrare l’eredità scientifica, culturale e morale di Nazareno Strampelli, lo scienziato che proprio nella Piana reatina ha selezionato le varietà di grano che hanno sfamato e continuano a sfamare miliardi di persone in ogni angolo del pianeta”.
Il progetto è oltremodo ambizioso per una rassegna che nelle intenzioni degli organizzatori si preannuncia addirittura di portata mondiale, volendo coinvolgere enti locali, curia vescovile e associazioni di categoria, fino ad arrivare alla presidenza della Repubblica, a Palazzo Chigi, ai ministeri competenti, per poi essere portata all’attenzione della Fao e del papa. A curarne l’allestimento sarà una Cabina di regia descritta dai promotori di altissimo profilo, “capace di mettere insieme competenze scientifiche, culturali e istituzionali per strutturare un palinsesto straordinario fatto di convegni globali, musica d’epoca, rievocazioni storiche e percorsi culinari da ogni continente”.
L’idea è sicuramente interessante, un po’ meno scontato pensare che sia pure praticabile. La sola esperienza degli studi strampelliani non pare infatti sufficiente a realizzare l’aspirazione di fare di Rieti nientemeno che la capitale mondiale del grano, tanto più in un contesto già saturo. Non a caso, presentando a RietiLife Tv la prossima edizione della Fiera mondiale del Peperoncino in programma dal 28 agosto al 6 settembre, il presidente del comitato organizzatore Livio Rositani ha signorilmente rivolto i “migliori auguri” a Leoncini e alla sua iniziativa, senza però lasciarsi sfuggire l’opportunità di una puntualizzazione al limite della diffida, dicendosi “certo che saprà differenziare l’offerta e il format rispetto ad altre manifestazioni, come lo stesso Peperoncino”.
Che a Rieti possano coesistere due manifestazioni di ampio respiro a tema alimentare suona in effetti improbabile, se non impossibile. Il sasso nello stagno però Leoncini l’ha lanciato ed è difficile non vedere in questa operazione l’avvio del processo di costruzione della propria candidatura a sindaco in vista delle elezioni del prossimo anno. D’altronde, già a fine maggio, in occasione della conferenza stampa convocata per annunciare la cessione delle quote del Rieti Calcio, Leoncini aveva aperto all’ipotesi di un rientro nella politica attiva con la partecipazione alla corsa per la poltrona più alta di Palazzo di Città. Per lui si tratterebbe nel caso di un ritorno a un passato lungo 17 anni e interrotto a novembre 2011, dopo aver fatto parte come assessore delle giunte di Cicchetti ed Emili sotto le insegne di Forza Italia, di cui è stato uno dei fondatori a livello locale.
Logico quindi pensare che una sua eventuale discesa in campo si collocherebbe entro il perimetro già piuttosto affollato del centrodestra, in cui la conferma del sindaco uscente non risulta per niente scontata. Nonostante l’autocandidatura ribadita ancora qualche giorno fa, la posizione di Sinibaldi all’interno dell’attuale maggioranza si è fatta parecchio instabile a causa del malessere che serpeggia tra gli alleati nei confronti del primo cittadino, accusato di eccessiva autoreferenzialità e scarsa condivisione operativa. Anche i numeri dicono del resto che la giunta si regge solo grazie ai voti di due eletti con l’opposizione che poi si sono schierati sull’altro fronte, bilanciando in parte i transfughi che nel tempo hanno abbandonato Sinibaldi e che oggi si ritrovano intorno al presidente del Consiglio comunale, Claudio Valentini, già in pista come candidato eccellente per il 2027.
Non meno dura la posizione della Lega, che solo la settimana scorsa ha bombardato Sinibaldi con la “presa d’atto di una situazione di stallo politico ormai insostenibile” a causa della “totale assenza di una sintesi e dell’incapacità di trovare una quadra politica condivisa”. Per il partito di Salvini, “quella guida autorevole e quella capacità di coordinamento che sono mancate fino ad oggi devono essere ripristinate senza ulteriori indugi”. Più chiaro di così.
In effetti, anche in seno al centrodestra è diffusa la sensazione che l’irripetibile stagione dei finanziamenti garantiti dal Pnrr e dalla ricostruzione post terremoto non sia stata sfruttata al meglio per favorire una visione strategica del territorio, mentre appaiono assai deludenti le stesse politiche securitarie che avrebbero dovuto costituire il cavallo di battaglia della coalizione al governo del Comune capoluogo.
26-07-2026



