L’Fc Rieti 1936 volta pagina. Lo fa al termine di una conferenza stampa intensa e carica di emozione, durante la quale Marzio Leoncini ha annunciato ufficialmente il proprio passo indietro dalla guida della società insieme al figlio Diego, consegnando il club nelle mani di Ugo Rossetti e Simone Ferretti. Un addio tutt’altro che freddo, scandito da applausi, momenti di commozione e parole che hanno ripercorso quattro anni vissuti tra sacrifici, rilancio sportivo e difficoltà economiche.
“Ci sono momenti in cui la ragione e il cuore devono trovare il coraggio di fare un passo indietro, non per resa ma per troppo amore”, ha dichiarato Leoncini aprendo il suo intervento. Una frase che ha sintetizzato il senso della decisione maturata negli ultimi mesi. “Io e mio figlio Diego lasciamo ufficialmente la guida dell’Fc Rieti. Regaliamo le nostre quote alla città”, ha aggiunto, ufficializzando il passaggio di consegne.
Nel suo lungo discorso Leoncini ha rivendicato il lavoro svolto dal 2022, anno della ripartenza “dal fango della Prima Categoria”, ricordando come la società fosse praticamente scomparsa e come il progetto sia rinato grazie alla collaborazione con il Poggio Fidoni. Da lì un percorso che ha riportato il Rieti fino all’Eccellenza, sfiorando persino la Serie D con la finale playoff “che ancora stringe lo stomaco”.
Il patron uscente ha ricordato alcuni dei risultati raggiunti in questi anni: “Abbiamo riaperto lo stadio, dato vita al nuovo Centro Rietiello, all’antistadio, ricreato da zero un’accademia scuola calcio, affiliata all’SS Lazio e ricostruito il settore giovanile agonistico e l’orgoglio di questo territorio. Abbiamo fatto un lavoro quasi sovrumano”, ha detto più volte, sottolineando anche la solidità economica lasciata in eredità alla nuova proprietà. Un passaggio importante è stato dedicato al figlio Diego, definito “artefice silenzioso” della crescita del club: “Se oggi il Rieti è una società modello di trasparenza, con un bilancio sano, il merito è soprattutto suo”.
Non sono mancate frecciate alla politica locale, sebbene abbia giustificato la sua scelta come la necessità di maggiore serenità e tempo per gli affetti familiari. Leoncini ha parlato apertamente di una città che, a suo dire, non ha sostenuto abbastanza il progetto sportivo: “Mentre noi sputavamo sangue per restituire dignità sportiva a questa città, la politica è rimasta a guardare”. Il tema centrale, secondo l’ex patron, resta quello della sostenibilità: “Una società dilettantistica non può vivere solo sulle tasche della proprietà. Servono sponsor, almeno mille abbonati e duemila persone fisse allo stadio”.
Ma oggi, nonostante tutto, lo spazio più grande è per la gratitudine.
“Un grazie profondo va a quei pochi ma straordinari sponsor, aziende e imprenditori che, a differenza delle istituzioni, hanno creduto in noi e ci hanno sostenuto economicamente e moralmente diventando compagni di viaggio insostituibili. Grazie alla stampa e alle televisioni, a tutti voi giornalisti e operatori dell’informazione che in questi anni hanno raccontato le nostre fatiche e i nostri trionfi con professionalità, voce e visibilità ai nostri sacrifici. E poi c’è la nostra grande famiglia, il motore invisibile di questo miracolo. Non faccio nomi singoli perché la lista sarebbe lunghissima e rischierei di dimenticare qualcuno. Ma il mio grazie più sincero, dal profondo del cuore, va a tutti i dirigenti della prima squadra. Farei un applauso a tutti. Ai dirigenti del settore giovanile agonistico e a quelli della scuola caccio. Grazie a tutti gli istruttori e gli allenatori che hanno cresciuto i nostri ragazzi con valori sani e grazie a chi lavora indietro le quinte ogni singolo giorno fino ai nostri magazzinieri, custodi silenziosi del nostro quotidiano. E se abbiamo fatto tutto questo è grazie a ognuno di voi. Grazie cittadini e dirigenti, a tutti gli sportivi e permetteteci un abbraccio speciale ai ragazzi della Curva. La vostra voce, la vostra passione è stata la nostra benzina nei momenti più bui”.
“Da domani torneremo sui gradoni come semplici tifosi”, ha detto Leoncini visibilmente emozionato. “Abbiamo preso le ceneri e restituiamo una fenice sana, trasparente e pulita. Custoditela”.
“C’è una riflessione da fare, perché questa città ha bisogno di ritrovare vitalità. Negli ultimi anni si è creato un clima difficile, quasi negativo, qualcosa che sinceramente non mi piace. Dopo quindici anni di amministrazione pubblica credo di poter dire che oggi a Rieti si respira un’atmosfera particolare, fatta di tensioni e divisioni che non aiutano la crescita della città.
Anche nei rapporti con la politica, a volte, ho avuto la sensazione di dare fastidio semplicemente perché chiedevo maggiore sostegno allo sport. E non parlavo soltanto del calcio o dell’Fc Rieti, ma anche di realtà importanti come il basket e di tutte quelle associazioni che rappresentano un patrimonio sociale per il territorio. Ho sempre chiesto una mano per lo sport cittadino, perché lo sport significa aggregazione, identità e opportunità per i giovani”.
Tra i temi affrontati da Leoncini anche l’idea, ancora in fase embrionale, della nascita di una polisportiva cittadina capace di unire diverse realtà sportive del territorio. Il patron uscente ha raccontato di aver già avviato confronti con Roberto Pietropaoli e con altre realtà sportive reatine per costruire un progetto comune che possa mettere insieme calcio, basket, pallavolo, atletica e altre discipline.
‘È un sogno che coltiviamo da tempo – ha spiegato – perché Rieti ha bisogno di ritrovare unità e spirito di comunità anche attraverso lo sport’. Leoncini ha parlato della possibilità di creare una struttura condivisa tra società e discipline diverse, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto sportivo cittadino e superare appunto quel ‘clima negativo’ che, a suo dire, si respira oggi in città.”
L’ex patron ha precisato che il progetto dovrà ora essere valutato dalla nuova dirigenza guidata da Ugo Rossetti e Simone Ferretti, ma ha ribadito di credere fortemente in uno sport capace di diventare strumento di aggregazione e collaborazione tra le diverse realtà del territorio.
Accanto a lui i nuovi riferimenti societari Ugo Rossetti e Simone Ferretti, che hanno raccolto il testimone con toni prudenti ma determinati. “Non facciamo promesse o proclami – hanno spiegato – ma garantiamo massimo impegno, serietà e continuità”. Nei prossimi giorni verranno definiti i nuovi organigrammi societari, oltre alle figure del direttore sportivo e dell’allenatore.
Durante il confronto con i giornalisti Leoncini ha anche aperto alla possibilità di un futuro impegno politico. Pur senza ufficializzare nulla, ha ammesso di non escludere una possibile candidatura a sindaco: “Credo di aver fatto tanto per questa città e penso di poter dare ancora qualcosa”. Un’ipotesi che, inevitabilmente, aggiunge ulteriore peso a un passaggio destinato a segnare la storia recente dell’Fc Rieti 1936.



