Mario Sanna in sciopero della fame da 40 giorni: interrogazione in Parlamento

11/07/2026 | Notizie in evidenza, Storie e persone

Mario Sanna in sciopero della fame

Dopo 41 giorni di sciopero della fame, Mario Sanna torna a chiedere una risposta concreta al Governo. Il padre di Filippo Sanna, il giovane di 22 anni morto nel terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016, prosegue la sua battaglia per l’istituzione di un fondo nazionale destinato ai familiari delle vittime delle calamità naturali, denunciando quello che definisce un “vuoto legislativo” che da dieci anni continua a lasciare senza alcun sostegno chi ha subito la perdita più grave.

Sanna ricorda che, dopo il sisma del Centro Italia, lo Stato ha stanziato oltre 13 miliardi di euro per la ricostruzione delle abitazioni, il rilancio delle attività economiche, il sostegno alle aziende agricole e il recupero di chiese ed edifici pubblici. Tuttavia, sottolinea, nessuna misura è stata prevista per i familiari delle persone decedute.

“Chiediamo soltanto di essere considerati alla stessa stregua della popolazione che è stata aiutata dopo il terremoto del 2016”, afferma Sanna, evidenziando come tutti i Governi che si sono succeduti abbiano riconosciuto la legittimità della richiesta senza però trasformarla in un provvedimento concreto.

Negli ultimi giorni qualcosa si è mosso sul piano parlamentare. Il Partito Democratico, attraverso i deputati Augusto Curti e Anna Ascani, ha presentato una proposta di legge, due emendamenti e un ordine del giorno, con il coinvolgimento della capogruppo alla Camera Chiara Braga. Anche Alleanza Verdi e Sinistra è intervenuta con un’interrogazione parlamentare a prima firma della capogruppo Luana Zanella, mentre in Aula è arrivato anche l’intervento della deputata del Movimento 5 Stelle Pavanelli.

Proprio l’interrogazione di AVS ripercorre l’intera vicenda, ricordando che già nel 2020 Mario Sanna, presidente dell’associazione “Il sorriso di Filippo”, fu ascoltato dalla VIII Commissione della Camera, dove – evidenzia il testo – tutti i presenti riconobbero l’esigenza di istituire un fondo per i familiari delle vittime.

L’interrogazione sottolinea inoltre come, dal 2017 a oggi, tutti gli emendamenti presentati per colmare questo vuoto normativo siano stati respinti e ricorda anche il ricorso presentato da Sanna alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha dichiarato il ricorso inammissibile invitando prima a percorrere tutti i gradi di giudizio previsti dall’ordinamento italiano.

Secondo Sanna esistono già precedenti normativi ai quali fare riferimento: le leggi emanate dopo i terremoti del Friuli del 1976 e dell’Irpinia del 1980 prevedevano infatti contributi economici in favore dei familiari delle vittime. Per questo, sostiene, basterebbero alcune decine di milioni di euro per creare un fondo permanente da utilizzare non solo per il sisma del 2016, ma anche per le future calamità naturali.

Nell’interrogazione i parlamentari chiedono al Governo se non ritenga opportuno intervenire sia per convincere Mario Sanna a interrompere lo sciopero della fame, ormai arrivato al quarantunesimo giorno, sia per avviare finalmente l’istituzione del fondo destinato ai familiari delle vittime delle calamità naturali.

Intanto Sanna ribadisce di non voler interrompere la protesta fino a quando non arriveranno “risposte concrete e non promesse”, spiegando di sentirsi moralmente impegnato nei confronti del figlio Filippo e di tutte le famiglie che, a dieci anni dal terremoto, continuano a vivere “nell’emergenza e nell’oblio”.

L’intervento in Parlamento dell’on. Pavanelli del M5S

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