Un progetto pensato per valorizzare il patrimonio storico, artistico e archeologico della città, il restauro dell’Oratorio di San Pietro Martire, creando un’offerta culturale capace di crescere negli anni e di attrarre nuovi visitatori. È questo il senso dell’intervento di Francesco Aliperti, della società Archeoares, il partner privato del progetto “Museo Diffuso” che verrà realizzato dal Comune di Rieti grazie ai finanziamenti della misura B2.2 del Piano Nazionale Complementare al PNRR, applicato nelle aree del terremoto.
Un progetto destinato a crescere e a lasciare un segno duraturo nella valorizzazione culturale della città. È questo il messaggio lanciato dall’amministratore di Archeoares, intervenuto durante la presentazione del nuovo percorso che punta a mettere in rete luoghi, monumenti e testimonianze storiche del territorio.
Nel suo intervento Aliperti ha sottolineato l’importanza di individuare un elemento capace di catturare immediatamente l’attenzione del pubblico, senza però perdere di vista la complessità e la ricchezza del patrimonio cittadino.
“Quando ci si rivolge a un pubblico ampio è necessario trovare un punto d’appoggio, qualcosa che colpisca e che resti impresso nella memoria delle persone. È un modo per avvicinare i visitatori a una storia molto più grande e articolata”, ha spiegato.
L’obiettivo del museo diffuso è infatti quello di accompagnare cittadini e turisti alla scoperta di un patrimonio che attraversa secoli di storia, dall’archeologia all’arte contemporanea. La nuova gestione del Museo, la cui fruizione sarà in seguito collegata anche ad altri settori del Palazzo Comunale, al Teatro Flavio Vespasiano e da adesso anche dell’Oratorio di San Pietro Martire, prevede, tra le altre cose, l’apertura nei weekend e nei festivi, l’acquisizione di strumentazioni per migliorare la fruizione dell’esperienza, una serie di servizi promozionali e di marketing, l’organizzazione di eventi.
“Si parte dall’archeologia, dalle testimonianze romane, dai luoghi simbolo della città, per arrivare alla storia dell’arte medievale e alle espressioni artistiche più recenti. In realtà il territorio offre una straordinaria quantità di elementi che spesso non sono percepiti pienamente, nemmeno dalla comunità locale”.
Secondo Aliperti, proprio questa nuova rete culturale può diventare lo strumento per raccontare il patrimonio in modo più efficace e attrattivo.
“Il Giudizio Universale dei frattelli Torresani può essere il gancio che ci permette di aprire la porta a un patrimonio più vasto e di presentarlo in una maniera più coinvolgente, sia per chi vive qui sia per chi arriva da fuori”.
Ha poi evidenziato il valore strategico dell’iniziativa, definendola un investimento sul futuro della città.
“I miei complimenti a tutti, avete realizzato con questa restituzione alla città, qualcosa che resterà nel tempo. È un lavoro di prospettiva, che oggi nasce e che tra dieci anni sarà ancora qui, a beneficio della comunità”.
Il museo diffuso è già operativo attraverso alcuni siti visitabili grazie al lavoro degli operatori culturali e alle attività di accompagnamento e divulgazione.
“Cerchiamo sempre di offrire un supporto didattico ai visitatori. L’obiettivo è semplice: fare in modo che chi entra in un luogo della cultura possa uscirne con una conoscenza in più, con una maggiore consapevolezza della storia che lo circonda”.
L’offerta, ha ricordato Aliperti, è destinata ad ampliarsi progressivamente con nuovi spazi e nuovi percorsi.
Forte dell’esperienza maturata nella gestione di importanti siti culturali, ha infine sottolineato come i risultati arrivino quando si costruisce un’offerta solida e si investe nella valorizzazione.



