DesTEENazione: all’ex Foro Boario il nuovo spazio per ragazzi

10/06/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

Sarà la casa dei ragazzi. Un luogo libero, aperto, vivo. Uno spazio dove entrare senza obblighi, senza tessere, senza l’ansia di dover partecipare necessariamente a un corso o a un’attività strutturata. Un posto dove poter studiare, suonare, giocare, creare, confrontarsi o semplicemente stare insieme. A inaugurarlo il vice Ministro alle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.

E’ quindi già operativo il luogo appositamente creato per una fascia di utenza dagli 11 ai 17 anni  e dai 18 ai 21 anni, realizzato all’interno degli ex magazzini comunali, al Foro Boario, in un’area che nei prossimi anni diventerà sempre più il cuore delle politiche giovanili della città, grazie anche alla futura realizzazione del Polo dell’Audiovisivo e del Parco della Musica.

Gli spazi, circa 200 metri quadrati completamente riqualificati, fino a pochi mesi fa erano vecchi capannoni destinati agli uffici della manutenzione comunale. Oggi invece ospitano stanze colorate, laboratori, aree studio, sale musica, videogiochi, tavoli per attività creative e ambienti pensati per favorire socialità e aggregazione. Troviamo, impegnati in un videogame su schermo gigante due ragazzi. Sono felicissimi di essere tra i primi a frequentarlo così da poter usufruire di ogni possibilità.

Il progetto si chiama “Destinazione Comunità Adolescente” ed è finanziato dal Ministero e dall’Unione Europea. A raccontarne la filosofia è Tatiana Bianchetti, coordinatrice strategica, che parla di un’iniziativa costruita attorno ai bisogni reali dei ragazzi.

“È un progetto con una visione molto ampia – spiega – e finalmente ci permetterà di portare innovazione sul territorio. L’obiettivo è aiutare i giovani a crescere in modo sano, offrendo loro occasioni vere di incontro e di confronto”

Il centro nasce infatti come spazio aperto, senza barriere e senza etichette. Non un luogo “assistenziale”, ma un ambiente quotidiano da vivere liberamente.

“Siamo qui per i ragazzi, per i genitori, per le scuole – continua Bianchetti – Siamo partiti con una grande forza e abbiamo tantissimi operatori coinvolti”. Ma il suo sguardo è anche quello di madre.

“Essere operatore è molto più facile che essere genitore – racconta sorridendo – perché da genitore c’è tutta quella componente emotiva, quella famosa ansia che molti vivono ogni giorno”.

I suoi figli adolescenti hanno iniziato subito a frequentare il centro. “E’ automatico il pensiero che ciò che diciamo sia per il loro bene, da qui spesso nasce lo scontro. Questo progetto punta proprio sull’ascolto, sulla normalità dell’incontro, sulla spontaneità della presenza e sul bisogno, sempre più evidente, di restituire ai giovani spazi fisici di relazione”.

Ad accompagnarci in visita all’interno della struttura è l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Rieti, Giovanna Palomba, che ci mostra le diverse aree del centro.

“È uno spazio messo a disposizione dal Comune e affidato al Consorzio Sociale Rieti 1 – ha spiegato – un luogo vivo, dove potranno nascere attività, progetti e occasioni di incontro dedicate ai ragazzi e alle loro famiglie. Ci auguriamo che questo spazio possa accogliere i sogni e le energie dei ragazzi”.

L’assessore ha poi evidenziato il lavoro di squadra che ha permesso la realizzazione del progetto, ringraziando il Consorzio Sociale Rieti 1 e gli uffici tecnici comunali che hanno seguito la riqualificazione degli ex magazzini comunali. “Abbiamo ricevuto circa 3 milioni e 396 mila euro – racconta Palomba – Una parte è stata utilizzata per riqualificare questi spazi che erano completamente diversi da come si presentano oggi. Erano capannoni in condizioni peggiori rispetto a quelli che ancora si vedono accanto. In circa sei mesi siamo riusciti a trasformarli”.

“Tutti i centri di “Destinazione Comunità Adolescente” in Italia hanno la stessa grafica e lo stesso format – spiega l’assessore – perché il progetto nasce da un avviso nazionale del Ministero e dall’Unione Europea. Diventeranno novanta in tutta Italia e questo è uno dei primi finanziato, è per noi motivo d’orgoglio”.

I restanti fondi saranno invece destinati alla gestione delle attività e delle figure professionali coinvolte.

Il Consorzio Sociale ha infatti avviato una selezione per individuare il coordinatore strategico del progetto e successivamente un percorso di coprogettazione al quale hanno aderito diverse realtà del territorio. Alla fine sono state coinvolte quattro cooperative: Nuove Chimere, Levante, ACTL e Arca.

Gli operatori presenti all’interno del centro appartengono a queste realtà e seguiranno i ragazzi nelle attività quotidiane.

Ma il progetto vuole essere anche un contenitore aperto alla città.

Durante la nostra visita, ad esempio, era in corso il primo tavolo per costruire un patto di comunità, con la presenza dei rappresentanti di varie associazioni che potranno proporre e creare occasioni di coinvolgimento, per offrire possibilità di realizzazione ai ragazzi.

Il centro funzionerà dalla mattina fino al pomeriggio inoltrato, con attività di studio, doposcuola, laboratori, momenti di aggregazione e supporto educativo. Il sabato, almeno in questa prima fase, l’apertura sarà prevista soltanto nel pomeriggio.

Uno degli aspetti centrali sarà anche l’inclusione.

“Se un ragazzo ha fragilità o bisogni particolari – spiega ancora l’assessore – potrà vivere questo spazio insieme a tutti gli altri. Vogliamo che sia davvero un luogo aperto e senza barriere”.

Particolare attenzione sarà dedicata anche ai giovani maggiorenni che ancora non hanno trovato una direzione precisa per il proprio futuro scolastico o lavorativo.

“Aiutiamo i ragazzi a trovare la loro destinazione ed è proprio questo il significato del nome del progetto, completato da “Desideri in Azione”. Questo spazio è di tutti – conclude l’assessore – Dei ragazzi, ma anche degli adulti che vogliono essere propositivi e dare una mano. Speriamo che questa rete continui a crescere, perché vedere tante realtà sedute allo stesso tavolo a cui si aggiungeranno anche i rappresentanti dei ragazzi fa ben sperare”.

S.S.

 

 

 

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