Raccolta differenziata tra evasione Tari e cassonetti automatici

17/05/2026 | Il domenicale, Notizie in evidenza

di Massimo Palozzi – L’ultima assemblea pubblica per promuovere il corretto uso dei nuovi cassonetti automatici per la raccolta differenziata dei rifiuti nel centro storico si è tenuta appena otto giorni fa, sabato 9 maggio. Nell’occasione sono state illustrate ancora una volta le modalità di utilizzo, a cominciare dalla necessità per i residenti di dotarsi della tessera magnetica grazie alla quale aprire i contenitori che hanno preso il posto dei vecchi cassonetti dell’indifferenziata.

Pur essendo entrato a pieno a regime da poco, l’esercizio conosce già le prime criticità. I numeri ufficiali non sono noti, ma risulta che le tessere consegnate siano ben al di sotto degli aventi titolo, molti dei quali continuano evidentemente a gettare l’immondizia in modo inappropriato. Ne sono testimonianza i rifiuti accumulati vicino ai cestini e altre soluzioni non proprio ortodosse.

La causa prima di questo fenomeno è senz’altro l’incuria e lo scarso senso civico di alcuni. Ma ce n’è un’altra forse ancora più insidiosa. Il complicato meccanismo che consente l’uso dei nuovi cassonetti attraverso le tessere (una sola per famiglia) è stato infatti escogitato con la finalità nemmeno troppo nascosta di far emergere gli evasori della Tari. Solo chi è in regola con il pagamento della tassa può ricevere la card e usufruire del servizio. Per potersi liberare dei propri rifiuti non resta quindi che mettersi in regola. Almeno in teoria. L’andazzo di queste prime settimane segnala in effetti come siano ancora molti i renitenti i quali, invece di arrendersi all’evidenza, semplicemente smaltiscono l’immondizia in modi, diciamo così, alternativi.

Il danno è duplice: da un lato il centro città conosce accumuli di spazzatura come nuova forma di decoro urbano; dall’altro il Comune non incassa il tributo, che continua a gravare sui reatini onesti.

Anche in questo caso la colpa è dei cittadini sleali, ma allungando lo sguardo su un panorama più ampio, una concausa può essere individuata nell’onere economico della tassa che non tutti sono in grado di sostenere. I dati dell’Osservatorio sulla povertà dell’Antoniano, diffusi giusto mercoledì, dicono ad esempio che in Italia una famiglia vulnerabile su dieci non riesce a pagare le bollette, figuriamoci le tasse. Interessante notare come il 32% delle famiglie aiutate sia italiano, contro il 68% di origine straniera, proveniente soprattutto da Africa ed Europa orientale.

Secondo il report annuale sui rifiuti urbani di Cittadinanzattiva dello scorso novembre, nel 2025 la Tari è costata alle famiglie reatine 380 euro ciascuna, con un aumento dell’1,9% rispetto al 2024. Nel Lazio il capoluogo sabino si piazza a metà classifica, dietro i 438 euro di Latina e i 396 di Roma e davanti ai 354 di Viterbo e i 344 di Frosinone, leggermente al di sotto della media regionale (383 euro).

A gennaio dell’anno scorso aveva sollevato un vespaio di polemiche il brusco recupero dell’evasione promosso dal Comune con una notifica massiva delle cartelle Tari relative al periodo compreso tra il 2016 e il 2019, alle quali sarebbero seguite quelle delle annualità 2020-2023. A famiglie e imprese erano quindi arrivati avvisi di pagamento a volte con cifre elevatissime da parte della società incaricata di recuperare i tanti crediti fiscali vantati dal Comune. Il tutto nell’ottica di introitare arretrati e nuove risorse, tanto più importanti per un ente perennemente sull’orlo del dissesto finanziario.

Prescindendo dalle modalità esecutive, l’iniziativa ha segnato un’inversione rispetto alla tradizionale tolleranza con cui Palazzo di Città ha inteso affrontare l’argomento, assecondando nei fatti il proliferare di tante situazioni irregolari.

I cassonetti automatici rischiano ora di far emergere una problematica ulteriore. Il vincolo con la tessera consegnata solo ai cittadini in regola con la Tari avrà pure contribuito a stanare qualche riottoso, ma non ha eliminato i soliti furbetti, poco o nulla scoraggiati dalle misure di Asm e amministrazione comunale. Il paradosso è che la situazione sia addirittura peggiorata, perché se prima gli evasori gettavano l’immondizia nei vecchi cassonetti senza versare il dovuto, adesso perseverano nel non pagare, con l’aggravante di buttare i rifiuti chissà dove.

In questa vicenda l’eterogenesi dei fini sta insomma assumendo sfumature beffarde. Gli ottimisti confidano che alla lunga anche i recalcitranti dovranno venire a più miti consigli. I pessimisti sono invece pronti a scommettere che il macchinoso utilizzo dei nuovi cassonetti non sia altro che un’ulteriore complicazione per i contribuenti onesti.

Per il momento non resta che aspettare. Il prossimo rendiconto di gestione dirà quanto l’extragettito incassato dall’avvio delle operazioni di recupero forzoso della Tari abbia influito sul bilancio del Comune di Rieti, ancora alle prese con un’interminabile fase di rientro dal predissesto.

 

17-05-2026

 

 

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