Azzurro sbiadito

21/04/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

fuori gli azzurri dal mondiale

di M. Festuccia – Italia del calcio sbattuta fuori dai Mondiali anche stavolta. E siamo a quota 3!

Per un Paese in cui il calcio è sport nazionale, questo risultato è un’onta indelebile, difficile sia da giustificare che da digerire, ma è la realtà e la cartina al tornasole, anche stavolta, ha messo in evidenza le evidenti carenze che il settore sta dimostrando in questo lungo periodo di… digiuno (ed inesistenza) nel mondo professionistico internazionale.

Purtroppo, il riverbero generato da quest’insuccesso, sembrerà strano, ricade oltreché sull’umore di tanti appassionati (e non) anche e soprattutto sull’intera economia nazionale. L’indotto che avrebbe potuto ricadere sul Paese, da sud a nord, non si creerà, e molti saranno i settori che ne risentiranno.

Ora, c’è chi vuole la testa dei vertici federali, chi dell’allenatore, e chi quelle dei giocatori. Ma è palese, ormai, che il calcio in Italia è marcio da tempo. Contratti faraonici a stranieri di poca o sconosciuta levatura; stipendi supermilionari a quelli italiani che, di fatto, hanno dimostrato pressoché nulla di talento negli ultimi anni; procuratori sanguisughe che sfruttano il movimento per trarne il massimo del proprio guadagno; società che non investono più nei settori giovanili dove, specialmente all’estero, nascono e crescono i talenti del futuro; stadi obsoleti; dirigenti che non hanno il coraggio di schierare in campo i giovanissimi di buone speranze per farli forgiare su palcoscenici internazionali. L’invasione di calciatori stranieri toglie, di fatto, aria e presenza sui campi ai giovani italiani di… buone speranze. Spesso ammuffiscono nei sobborghi dei quartieri dimenticati della provincia, sempre in attesa di un’occasione per una rampa di lancio nei campionati che contano (ma qui, anche gli ‘osservatori’ di una volta sono sempre meno e sempre meno lungimiranti). Si sfrutta l’ambiente, si chiedono soldi per far giocare brocchi lasciando nel dimenticatoio i potenziali ‘delpiero’, i ‘baggio’, gli ‘antognoni d’altri tempi.

Il calcio moderno è fatto di velocità, di agonismo, di tecnica sopraffina, di fisicità, di propositività e non di arroccamento difensivo.

O ti adegui o soccombi, inevitabilmente.

Torniamo a far valere la regola di minimo 6 italiani in campo per ogni squadra, limitiamo la presenza di stranieri nel nostro settore, mettiamo un tetto agli stipendi, magari riconoscendo più premi partita a chi veramente li merita, formiamo arbitri sempre più capaci e Var sempre più attendibile. Insomma rivoluzioniamo un Calcio sgonfio, perdente e spocchioso, perché l’Italia sportiva non deve, non può permettersi, di sentirsi orgogliosa ‘solamente’ degli ori della Pallavolo, del Nuoto, dell’Atletica, della Scherma, del Tennis, delle 2 e 4 ruote.

C’è forte esigenza e necessità di azzerare tutto, di ricominciare dal nulla perché questo, al momento, è il nulla, il buio più profondo del nostro blasonato Calcio azzurro a 4 stelle, quello dello scudetto sul petto di chi scende in campo, quello che bisognerebbe baciare ed onorare più di ogni altra cosa.

Ma… vediamo l’altra faccia della medaglia: avremo più tempo da dedicare a noi stessi in un’estate che riunirà maggiormente le famiglie, specie in quelle ore in cui la Nazionale sarebbe dovuta (potuta) scendere in campo.

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Format Rieti Settembre-Ottobre 2026

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