Il personale del Pronto Soccorso del San Camillo De Lellis rassicura: cure e dignità garantite anche nei corridoi

3/04/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

Il personale del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero San Camillo De Lellis respinge le critiche sulle condizioni di degenza dei pazienti, sottolineando che ogni paziente è seguito costantemente e che la sistemazione nei corridoi, quando necessaria, tutela la loro sicurezza e dignità in un contesto di forte afflusso e sovraccarico dei reparti.

“Lo scorso 26 marzo la FP CGIL ha pubblicato su vari quotidiani locali un comunicato relativo alle condizioni del Pronto Soccorso del Presidio Ospedalieri San Camillo De Lellis, ove vengono posti inquietanti interrogativi sulla dignità dei pazienti collocati lungo i corridoi dei reparti affermando, con caratteri urlati, “il Pronto Soccorso DEVE FUNZIONARE”.

Non entriamo – giacché non ci compete – nelle scelte organizzative di cui è stata data informazione alla cittadinanza e condividiamo l’auspicio, comune a tutti gli operatori dei Pronto Soccorso, di assunzioni a tempo indeterminato di medici, infermieri, OSS e più in generale di ulteriori finanziamenti, ma non accettiamo valutazioni massimaliste e proclami populisti tanto scontati da indurre chi legge a porsi domande sull’etica professionale degli operatori del Pronto Soccorso.

Per riportare la questione “collocazione nei corridoi” nei giusti binari e dare informazioni consapevoli ed oggettive ai lettori, va precisato ciò che nell’articolo è sfuggito all’autore.

Il paziente che giunge al Pronto Soccorso è inizialmente sottoposto alla valutazione di triage che ne stabilisce la priorità di accesso alle cure; prosegue poi la sua valutazione in sala visita con personale medico e personale infermieristico dedicato.

Durante tale processo il paziente viene assistito, sottoposto a trattamenti diagnostico-terapeutici ed accudito in toto, grazie anche alla preziosa collaborazione del personale di supporto.

Raggiunta la stabilizzazione il paziente potrà essere o dimesso a domicilio o giudicato paziente da ricoverare. Fino a questo momento il paziente viene, per ovvi motivi, ospitato su una barella.

Pertanto, il paziente destinato al ricovero resta in carico al Pronto Soccorso fino alla disponibilità di un posto letto nel reparto di destinazione.

Qui sorge il problema: nell’arco degli ultimi tre anni (fine 2022-fine 2025) il numero di accessi totali è aumentato di circa 10000.

Quando il numero di pazienti in attesa di ricovero supera il numero della disponibilità giornaliera di posti letto, il paziente viene trattenuto in Pronto Soccorso oltre il tempo necessario per la prosecuzione del processo di cura, sovraccaricando a dismisura il carico di lavoro di tutte le figure professionali, aumentando notevolmente il rischio clinico e il buon funzionamento del Dipartimento d’Emergenza che, comunque, continua ad accogliere i pazienti che giungono incessantemente da ogni parte del territorio.

Riteniamo assolutamente illogico criticare la decisione dell’Azienda Sanitaria, presa al fine di decongestionare gli spazi comuni del PS, di disporre i pazienti nei corridoi dei singoli Reparti – una decisione che, come confermato dai dati rilevati, assicura ai degenti una sosta per un tempo minimo (rappresentato da alcune ore) e senza che venga lesa la loro dignità o la continuità di cura e assistenza. Tale misura, presa prima di tutto a tutela dei malati, consente inoltre di ripartire in modo più adeguato il carico di lavoro delle varie figure professionali operanti nella realtà ospedaliera.

Nell’atto di rifiutare fieramente pericolose illazioni sulle condizioni di degenza dei pazienti, nonché sull’etica professionale degli operatori sanitari del PS, chiediamo e contiamo che questa nostra nota venga pubblicata con la rilevanza che merita”.

 

 

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