“Lo sport dà il meglio di sé quando ci unisce”
Frank Deford
di Simone Vulpiani – Le associazioni che si occupano di disabilità cognitiva e motoria molto spesso si focalizzano sulla necessità di accogliere adulti e ragazzi, insieme alle loro famiglie, in spazi dove possano vivere al meglio le proprie emozioni, imparare e socializzare. Dal 1990 una di queste associazioni, la ASD Atletica Sport Terapia, ha deciso di fare tutte queste cose partendo dallo sport. Una scelta importante perché essa presuppone la capacità e la volontà dei ragazzi assistiti di superare i troppi pregiudizi legati alla propria condizione psico- fisica. Attraverso le varie discipline sportive che sono state via via affrontate (atletica, nuoto ecc…) è come se i volontari di questa associazione fossero riusciti a rendere ordinario e scontato un qualcosa che anni fa si riteneva impensabile. Nata, dall’ispirazione di Licia Alonzi Carnicelli, come associazione sportiva per ragazzi con disabilità motoria ed intellettiva e cresciuta grazie ad una borsa di studio ed alla lungimiranza della Prof.ssa Adriana Catini, oggi presidente della stessa, la ASD Atletica Sport Terapia è riuscita nel tempo a mostrarsi come punto di riferimento a livello locale e regionale per tutte le famiglie e persone che non vedono nella disabilità un limite ma una risorsa.
La sede operativa delle attività sportive dell’associazione è situata nella palestra della scuola Falcone- Borsellino di Piazza Tevere, palestra che viene gratuitamente concessa dal comune di Rieti in base al proprio Regolamento, da sempre sensibile e vicino alle realtà che si occupano di disabilità.
Nel tempo, grazie alla maggiore visibilità ed a una nuova e migliore percezione della diversità, molte famiglie si sono avvicinate ed hanno permesso ai loro ragazzi “speciali” di cimentarsi nello sport, purtroppo per molto tempo visto come privilegio delle persone in perfetta salute psico- motoria. Ad oggi l’associazione conta più di 40 ragazzi iscritti nelle varie discipline e regolarmente vengono disputate gare e competizioni anche con associazioni presenti in altri territori limitrofi o più lontani e questo accade da molti anni, ben prima della nascita formale delle Special Olympics. Una azione corale e puntuale come quella intrapresa in questi anni, quasi quaranta, è frutto di visione ma anche di passione e presenza di tanti volontari e sostenitori.
Gli adempimenti amministrativi, ormai obbligatori per tutte le associazioni del Terzo Settore, sono seguiti da Annacarla Purificati, volontaria e vice- presidente della società, la quale ci tiene a sottolineare che “ciò che maggiormente interessa delle attività intraprese da questa associazione è sicuramente la socialità e la compartecipazione di famiglie, ragazzi e volontari, tutti uniti per permettere la riuscita di un progetto ed una visione che va avanti da così tanti anni”- “ è molto importante dare risalto alla rete che si è creata intorno e grazie a questa associazione, altre realtà di volontariato collaborano costantemente con noi per aumentare le potenziali esperienze che i nostri ragazzi possono vivere, basta citare tra tutti la ASD Arieti Rugby o il Comitato di Rieti della Croce Rossa Italiana per comprendere l’importanza e la portata degli accordi di collaborazione espressi sul territorio e soprattutto l’interesse riservato a queste tematiche”. Un altro esempio, questo, di quanto lo sport riesca ad unire le persone a prescindere dal risultato e dall’agonismo.



