Rieti scopre il mondo della fotografia subacquea con Sergio Riccardo

25/03/2026 | Eventi, Foto e video, Notizie in evidenza

di G.Wind – Sabato 21 marzo, nella sala consiliare della Provincia di Rieti, si è svolta una serata che ha portato il pubblico molto più lontano di quanto suggerisse la geografia. Un viaggio immersivo nel mondo della fotografia subacquea guidato dal fotografo naturalista Sergio Riccardo, organizzato da ASI Associazioni SportiveSociali Italiane e Moby’s Sub Apnea Blu Rieti.

La serata si è costruita per immagini, ma soprattutto per esperienze. Gli audiovisivi presentati non erano semplici proiezioni: erano immersioni guidate, racconti visivi capaci di restituire la complessità e la meraviglia di un mondo spesso invisibile.

Si è iniziato con “Sguardi dell’idrospazio: un riassunto delle spedizioni del 2025”. Più che un riepilogo, un manifesto del movimento continuo che caratterizza il lavoro dell’autore. Mari diversi, latitudini opposte, condizioni estreme: la fotografia come strumento per attraversare il pianeta e, allo stesso tempo, per fermarlo in frammenti precisi.

Il passaggio successivo ha cambiato completamente temperatura emotiva. “Il mondo dei ghiacci”, il trailer in anteprima assoluta mondiale di un documentario in uscita prossimamente su un canale nazionale, ha mostrato un ambiente tanto ostile quanto magnetico. Ghiaccio, silenzio, luce rarefatta: un’estetica quasi aliena che trasforma ogni scatto in una conquista. Gli scatti realizzati nelle temperature estreme, anche a -2 sott’acqua e a -30 in superficie.

Poi è arrivato “Sharks Secrets”, forse il momento più ipnotico della serata. Il lavoro sugli squali non si limita all’impatto visivo: è ricerca, pazienza, ossessione. Riccardo ha documentato ben 72 specie diverse, tra cui il rarissimo squalo della Groenlandia, una creatura che può superare i 500 anni di vita e che per i suoi movimenti lenti viene spesso definita “lo squalo lento”. Tra le immagini più sorprendenti, quella dell’occhio dell’animale in cui è visibile il parassita Ommatokoita elongata, un piccolo crostaceo copepode che si ancora alla cornea, nutrendosi del tessuto oculare e causando cecità parziale o totale nella maggior parte degli esemplari. Un dettaglio crudo, quasi disturbante, ma anche affascinante: si ipotizza che il parassita possa essere bioluminescente, contribuendo paradossalmente ad attirare le prede.

A chiudere il percorso visivo, “Il mare degli dei”, dedicato alla bellezza della flora e della fauna del Mediterraneo. Un ritorno a casa, ma con occhi completamente diversi. Dopo aver attraversato oceani e ghiacci, il nostro mare appare tutt’altro che familiare: è ricco, stratificato, pieno di vita e dettagli che spesso ignoriamo.

I numeri del lavoro di Sergio Riccardo, snocciolati quasi con discrezione durante la serata, danno la misura della sua esperienza: oltre 8000 immersioni in 44 anni di attività, più di 130.000 fotografie in archivio, viaggi che vanno dal Mediterraneo alla Papua Nuova Guinea, dall’Artico all’Antartide. Dietro ogni immagine, una combinazione di tecnica e resistenza. Le sue attrezzature parlano la lingua della precisione: custodie SEACAM con fotocamere Nikon D850, obiettivi che spaziano dal grandangolo spinto al macro, sistemi di illuminazione studiati per restituire colore e profondità in un ambiente che tende a cancellarli.

A metà serata, un breve break con un piccolo rinfresco ha riportato tutti per qualche minuto in superficie, tra commenti, scambi e quella sensazione condivisa di aver visto qualcosa di raro. Poi di nuovo in sala, fino al momento finale dedicato alle domande del pubblico. Curiosità tecniche sull’illuminazione subacquea, ma anche riflessioni più ampie: quanto si aspetta per uno scatto, cosa si prova davanti a certi incontri, dove finisce la fotografia e inizia l’esperienza e conoscenza naturalistica personale.

A chiudere, la possibilità di acquistare il libro dell’autore dedicato agli squali, quasi a voler portare a casa un frammento di quel mondo.

La sensazione generale, alla fine, era una sola: stupore. Non solo per la bellezza delle immagini, ma per la consapevolezza di quanto esista sotto la superficie. E di quanto, forse, siamo ancora lontani dal vederlo davvero.

Un grande grazie a Sergio e a Moby’s Sub per questa magnifica serata fotografica.

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