di M. Festuccia – Non poteva non essere una gran bella Conviviale Ecumenica, per di più straordinaria, quella che lo scorso 19 marzo l’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Rieti, ha voluto organizzare presso il ristorante “La Foresta” di Castelfranco per celebrare il significativo riconoscimento attribuito dall’UNESCO alla “Cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”.
Dopo il cordiale saluto istituzionale, da remoto, del presidente nazionale, dott. Paolo Petroni, è stato il momento del delegato, dott. Francesco Maria Palomba, che ha inteso sottolineare l’estrema importanza del conferimento prima di dare il via alla degustazione del menù della serata, articolato per l’occasione in squisite ricette della tradizionale cucina locale, sapientemente preparate dallo staff del locale, capitanato dall’inossidabile Mario Di Carlo.
«Ottenere un riconoscimento UNESCO significa tutelare una tradizione, ma anche rafforzare la presenza culturale, economica e diplomatica di un Paese sulla scena internazionale – ha sottolineato Palomba. Non solo: in un periodo storico segnato da conflitti e tensioni, ricordare il valore della cultura e delle tradizioni significa anche tener presente che il dialogo tra i popoli passa, prima di tutto, dalla conoscenza reciproca, magari attorno a una tavola imbandita, così come lo spirito dell’UNESCO suggerisce e per cui è nata».
Anche l’intervento del relatore Alessandro Pitotti, accademico della cucina con lunga militanza ed esperienza all’estero in qualità di funzionario di ambasciata, è servito a sottolineare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che a emergere e a convincere l’UNESCO ad attribuire questo importantissimo riconoscimento alla cucina italiana è stato, in definitiva, l’enorme successo ottenuto nel mondo dal nostro “Sistema Italia a 360°”, e in particolare quello scaturito da un chiaro ed evidente lavoro diplomatico, oltre che istituzionale, svolto negli ultimi anni.
Alla presenza delle principali autorità istituzionali del territorio, sono stati attribuiti riconoscimenti particolari ad alcuni ospiti di riguardo, tra cui il prefetto di Rieti, dott.ssa Pinuccia Niglio, e il console del Marocco, Soad Souleimani, oltre al conferimento della nomina a nuova accademica reatina alla signora Nadia Mazzilli.
«Mi auguro che questo traguardo rappresenti soprattutto uno stimolo per le nuove generazioni – ha concluso Francesco Maria Palomba – affinché questo straordinario patrimonio non venga disperso».



