Tavolo per il commercio, bene (con riserva)

22/03/2026 | Il domenicale, Notizie in evidenza

Negozi sfitti ph G.Wind003

 

 

di Massimo Palozzi –  Su proposta dell’assessore all’Urbanistica e Centro storico Giovanni Rositani e di quella ai Lavori pubblici e Sviluppo economico Claudia Chiarinelli, la giunta del Comune di Rieti ha approvato mercoledì la delibera per la costituzione di un tavolo di lavoro tecnico-istituzionale tra l’ente e le associazioni di categoria finalizzato alla definizione delle linee guida per la redazione del nuovo Piano urbanistico commerciale (Puc). Oltre al Comune, del tavolo faranno parte Confcommercio Lazio Nord, CNA Rieti, Confartigianato Rieti, Coldiretti, Confagricoltura Viterbo-Rieti, Confcooperative, Copagri Rieti, Conflavoro PMI Rieti, Unindustria Rieti e Federlazio. “Nei nostri auspici c’è quello di trasformare un problema in una nuova fase di opportunità a tutela del commercio locale”, hanno spiegato gli assessori Rositani e Chiarinelli. “Condividere prioritariamente le linee guida con coloro che sul campo affronteranno le future sfide del commercio renderà più efficace l’intero percorso”.

Per il sindaco Daniele Sinibaldi “l’approvazione di un tavolo tecnico-istituzionale non è un atto meramente formale ma un’iniziativa sostanziale. Noi abbiamo l’obiettivo di tutelare il commercio locale, individuare nuove idee e strade per difendere i nostri commercianti da percorsi e dinamiche generali che appaiono ad oggi inarrestabili, come il diffondersi della grande distribuzione o dei minimarket etnici, che rischiano di soffocare altri tipi di commercio caratteristici delle nostre comunità”.

Dopo l’arroccamento tenuto sulla vicenda parcheggi, il cambio di rotta dell’amministrazione dimostra che il buon senso ha prevalso, senza evidentemente intaccare le prerogative di chi è chiamato a governare su mandato dei cittadini. Per avere un quadro più completo, nello specifico manca forse la componente sindacale, dato che nei negozi lavorano molti dipendenti, ma se c’è disponibilità all’ascolto un contributo può arrivare anche in seguito.

La desertificazione commerciale è ormai un dato acquisito. Tra il 2012 e il 2025 Rieti ha perso un terzo dei negozi: da 562 ne sono rimasti 389. E nel centro storico è andata ancora peggio, con 218 imprese al dettaglio sopravvissute contro le 324 attive 14 anni fa. Questo significa non solo un giro d’affari ridotto ma anche un abbandono del cuore cittadino con riflessi sulla vivibilità e la sicurezza.

Tagliente come al solito, il commento del consigliere Antonio Emili: “Alle richieste di aiuto dei commercianti reatini la giunta Sinibaldi replica con l’ennesimo tavolo senza fornire alcuna risposta concreta. La tecnica è nota: prima la giunta bersaglia la cittadinanza con l’aumento della Tari, i parcheggi blu e i nuovi centri commerciali e poi apparecchia i tavoli coi quali semina fumo attorno ai danni arrecati ai cittadini attraverso le chiacchiere sulle decisioni già prese e l’illusione di cose mai viste”.

Sullo status quo influiscono certamente fattori esogeni come gli acquisti online e la preferenza per macrostrutture come i centri commerciali. Ma non sono per nulla trascurabili elementi riferibili alla gestione locale come la manutenzione della città, la promozione territoriale, il piano del traffico, la distribuzione dei parcheggi, le agevolazioni fiscali o la disciplina dell’occupazione di suolo pubblico. In questo senso Rieti ha accumulato ritardi difficili da recuperare in poco tempo. Ritardi che spiegano un trend negativo più accentuato rispetto a molte altre realtà italiane (il capoluogo sabino è quindicesimo in Italia per perdita di esercizi commerciali).

Il favore politico con cui si continua a guardare ai centri commerciali non si è ad esempio accompagnato a un analogo sostegno ai negozi di prossimità. Anzi, il centro storico è stato sostanzialmente abbandonato prima dei recentissimi interventi messi in atto grazie alla formidabile iniezione di liquidità legata al Pnrr. In questo millennio l’unica iniziativa di rilievo è stata la riqualificazione di via Cintia, largo Mariano Vittori, piazza Vittorio Emanuele II, piazza Cesare Battisti e polo culturale di Santa Lucia in occasione del Plus (Piano locale e urbano di sviluppo) avviato nel 2014. Troppo poco e troppo lontano nel tempo per poter pensare di fronteggiare il declino che, infatti, si è puntualmente verificato con un’intensità inversamente proporzionale alle contromisure attuate.

Non è facile governare fenomeni condizionati da mille variabili. Però, che nessuno si ponga il problema di via Roma piena di rivenditori di cover per cellulari, dopo la chiusura di attività storiche o anche recenti, è a sua volta un problema. O forse il problema.

L’aumentata mobilità dei reatini ha ampliato il divario e di questo bisogna tenere conto. Se un tempo la maggiore offerta commerciale di città come Roma, Terni o la stessa L’Aquila era bilanciata dalla resistenza a spostarsi, oggi quel freno viene sempre meno, in particolare tra i più giovani. Accanto a un’accresciuta dinamicità imprenditoriale la città deve allora sapersi presentare come appetibile. L’arrivo degli studenti universitari, molti dei quali stranieri, costituisce un nuovo, importante bacino d’utenza. Da cui si può attingere attraendo e stimolando la clientela oltre le necessità contingenti.

Va in un certo senso creata l’occasione. Se mi serve una camicia, la cerco in un negozio di abbigliamento. Ma se passeggiando vedo una vetrina che richiama la mia attenzione, magari entro e compro qualcosa che quando sono uscito di casa non avevo in mente. Servono quindi le belle vetrine, ma serve anche e soprattutto un contesto che avvicini la gente ai negozi.

Cantieri a parte, manco a Natale si è riusciti ad allestire dei decori decenti o minime attrazioni. Quindi è chiaro che nemmeno la vetrina più scintillante potrà invogliare gli amanti dello shopping, se devono muoversi in un’atmosfera cupa e in un ambiente scomodo per la circolazione tanto veicolare quanto pedonale.

Voli pindarici non è il caso di farli. Il panorama non si presenta roseo, eppure margini di manovra esistono. Il tavolo di confronto appena creato è uno strumento senz’altro utile, sempre che non si risolva in un esercizio fine a sé stesso. Una delle massime della politica politicante dice che quando non sai cosa fare, istituisci una commissione. Il dubbio che si tratti di una scatola vuota insomma esiste e che, per dirla con i classici, mentre a Roma discutono, Sagunto viene espugnata.

 

22-03-2026

ph G. Wind

 

 

Condividi su:

Format Rieti Maggio-Giugno 2026

Categorie

Archivio