A che scuola giochiamo

15/03/2026 | Il domenicale, Notizie in evidenza

Scuole in costruzione, in restauro, politica

di Massimo Palozzi – C’è un filo sottile che collega le principali notizie della settimana e la scuola è al centro di tutto.

Mercoledì è passata in città la Tirreno-Adriatico, un classico delle corse ciclistiche a tappe. Per l’occasione gli istituti di ogni ordine e grado sono rimasti chiusi da mezzogiorno, per la gioia di alunni e, forse, professori. Un po’ meno contenti sono stati i genitori, informati del blocco delle lezioni solo 24 ore prima. Poche per organizzare piani alternativi senza lasciare il frugoletto incustodito. I più battaglieri si sono addirittura presi la briga di fare un accesso agli atti in Comune per verificare se il preavviso di chiusura potesse essere dato con maggiore anticipo, visto che la notizia del passaggio dei ciclisti era nota da tempo.

Sempre in questa settimana, gli studenti dell’ultimo anno delle superiori hanno festeggiato i cento giorni all’esame di maturità. Martedì schiere di giovanotti e signorine eleganti si sono dati appuntamento per far rivivere un rito di passaggio vecchio di generazioni e destinato a entrare nei ricordi che si conserveranno per il resto della vita.

Secondo la tradizione, i cento giorni all’esame prendono origine da un’usanza nata nel 1840 all’Accademia militare di Torino per rimarcare la prossima fine del corso di studi. In altri paesi si celebra l’ultimo primo giorno, nel quale i ragazzi festeggiano per l’appunto il primo giorno dell’ultimo anno scolastico prima del diploma: modalità diverse ma significati uguali.

Per tornare alle scuole reatine, lunedì il presidente della Provincia Roberta Cuneo ha effettuato un sopralluogo al cantiere della palestra dell’Istituto Costaggini. L’opera, avviata lo scorso luglio, è finanziata con fondi nazionali ed europei del Pnrr per circa un milione di euro. Il progetto contempla la costruzione di una nuova palestra con campo da gioco polivalente al coperto e spogliatoi. All’esterno è previsto un pistino per l’atletica e un’area destinata a parcheggio. Secondo Cuneo “i lavori stanno procedendo con continuità e nel pieno rispetto delle tempistiche previste. L’obiettivo della Provincia è consegnare alla comunità scolastica una struttura moderna, sicura e pienamente funzionante”.

Cantiere chiuso, almeno in parte, per quanto riguarda la scuola elementare Sandro Pertini di Magliano Sabina, riaperta dopo 15 anni a gennaio 2024. Adesso la facciata dello storico edificio che ospita la primaria si presenta in tutto il suo antico splendore, in attesa della conclusione dei lavori sugli altri tre lati dell’immobile.

Non si hanno invece più notizie della ventilata costruzione nel capoluogo di una scuola nei pressi del centro commerciale Perseo dove spostare la Minervini, i cui locali dovrebbero a loro volta essere consolidati dopo i danni del terremoto e destinati a servizio del dirimpettaio tribunale che necessita di spazi più ampi.

Il progetto, partito nella precedente consiliatura, sembra arrancare. L’ultimo squillo risale allo scorso dicembre quando il consigliere Antonio Emili riprese l’argomento per sottolineare i ritardi della giunta Sinibaldi: “malgrado la disponibilità dei fondi e i quattro anni trascorsi dal finanziamento ottenuto dal Commissario al sisma, dei lavori non vi è traccia e l’Amministrazione comunale non ha ancora approvato il progetto esecutivo della nuova scuola e nulla ha fatto in concreto per acquisire le aree destinate ad ospitarla”. Schermaglie politiche che tradiscono però un malessere giustificato per un’operazione win-win, posto che in un colpo solo la scuola disporrebbe di una sede nuova e sicura, mentre il tribunale potrebbe dotarsi di ambienti preziosi per gli uffici giudiziari.

Più in generale, il Pd di Rieti ha diffuso mercoledì un preoccupato e preoccupante comunicato sulla situazione delle scuole comunali. “Molti degli interventi inseriti nel Piano delle opere pubbliche per il 2026 non sono finanziati: è il caso della scuola di Borgo S. Antonio, della De Juliis, del nido di via Ciancarelli, delle scuole di Vazia, della Radice, della Cislaghi e della Cirese. Altri interventi sono ancora fermi alla fase progettuale o dispongono solo di finanziamenti parziali. E per diversi di questi, come la Maraini, la Ricci o la Don Bosco, l’avvio dei lavori è stimato non prima del 2027”. Per i dem reatini “questo significa che nel principale documento di programmazione dell’amministrazione comunale compaiono opere che non hanno copertura economica completa o che hanno tempi di realizzazione sbagliati”. Speriamo di no.

 

15-03-2026

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