Rieti, quando l’arte nasce dalle foglie: la mostra “Quadrifoglie” di Carlo Bruno

12/03/2026 | Eventi, Notizie in evidenza

di G.Wind_ Dal 6 al 10 marzo, nel cuore di Rieti, Piazza San Rufo ha ospitato un’esposizione decisamente fuori dall’ordinario. Negli spazi di 100xCentro si è svolta la mostra “Quadrifoglie” di Carlo Bruno, un artista capace di trasformare un materiale fragile e quotidiano – foglie e petali – in sorprendenti opere d’arte.

A prima vista i suoi lavori sembrano dipinti o minuziosi collage. Solo avvicinandosi, spesso con l’aiuto delle lenti di ingrandimento messe a disposizione dei visitatori, si scopre il segreto: ogni immagine è composta interamente da minuscoli frammenti di foglie e fiori pressati.

La tecnica richiede pazienza quasi artigianale. Il materiale vegetale viene raccolto sia da piante coltivate sia da piante spontanee, in diversi periodi dell’anno, per ottenere una gamma di colori il più possibile ampia, spesso ricavata dalla stessa specie vegetale. Una volta raccolte, foglie e petali vengono pressati – per tempi variabili a seconda dell’umidità – fino a diventare sottili e lavorabili.

A quel punto inizia la costruzione dell’opera. Senza alcun disegno preparatorio, Bruno ritaglia direttamente le foglie con un taglierino, ricavando minuscoli pezzi che vengono poi incollati su un cartoncino di fondo. Per farlo utilizza due aghi: uno più grande per prelevare una piccolissima goccia di colla liquida e uno più sottile per posizionare con precisione i frammenti vegetali. La scelta delle diverse essenze consente di creare contrasti cromatici, ombre e sfumature, proprio come farebbe un pittore con la tavolozza.

Il risultato è sorprendente per ricchezza di dettagli e per la delicatezza del materiale utilizzato, che rende ogni opera irripetibile.

In mostra erano esposti numerosi “quadrucci” ispirati sia alla storia dell’arte sia alla cultura pop. Tra i soggetti riprodotti comparivano la Mona Lisa di Leonardo da Vinci, il Giudizio Universale della Cappella Sistina, i Girasoli di Van Gogh e il Narciso di Caravaggio, accanto ad alcune celebri immagini di Banksy. Non mancavano ritratti iconici come quelli dei Blues Brothers e di Michael Jackson, insieme a vedute di Rieti e dei suoi dintorni.

La risposta del pubblico è stata calorosa. Molti visitatori si sono soffermati a lungo davanti alle opere, incuriositi dal procedimento e stupiti dalla precisione dei dettagli. Le lenti di ingrandimento hanno trasformato la visita in una sorta di scoperta ravvicinata, rivelando la complessità nascosta dietro ogni immagine.

Originale e fuori dagli schemi, la ricerca artistica di Carlo Bruno dimostra come anche un materiale semplice come una foglia possa diventare strumento di espressione creativa. E, a giudicare dallo stupore dei visitatori, le sue “quadrifoglie” hanno davvero lasciato il segno.

Ph. G.Wind/ Ilaria Grillo

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