​Il Risorgimento rivive lungo la Valle del Velino: tra Storia, Memoria e il Segreto del Tricolore

12/03/2026 | Cultura, Notizie in evidenza

di M. D’Alessandro –  Ci sono luoghi dove la storia non si legge solo nei libri, ma riaffiora letteralmente dalle pareti. La Valle del Velino si conferma ancora una volta custode di un passato glorioso e, a tratti, avvolto nel mistero, come emerso durante l’evento “Il Risorgimento lungo la valle del Velino – Eventi e battaglie da Rieti ad Antrodoco”, che ha animato lo scorso weekend tra Cittaducale e Ponte Alto.
​La Prima Battaglia e il mistero delle Bandiere murate
​Per comprendere l’importanza delle celebrazioni odierne, bisogna tornare al 7-10 marzo 1821. In quei giorni, le terre tra Rieti e Antrodoco furono teatro della prima vera battaglia del Risorgimento italiano. Lo scontro vide le truppe napoletane del generale Guglielmo Pepe opporsi strenuamente all’esercito austriaco per difendere la libertà costituzionale.
​Fu proprio in quel contesto di fermento e successiva repressione che nacque uno dei gialli storici più affascinanti del territorio. Nel 1994, durante la ristrutturazione di una vecchia casa a Ponte Alto (Castel Sant’Angelo), furono ritrovate due tra le più antiche bandiere tricolori italiane, e una Pistola a tamburo, modello “Pepper box” di fabbricazione belga (1830 ca.) abilmente murate in un sottoscala. Nascoste probabilmente per sottrarle al sequestro austriaco, queste bandiere, oggi custodite presso la Fondazione Spadolini Nuova Antologia di Firenze, sono tornate idealmente a casa grazie alle recenti manifestazioni.
​L’evento, organizzato dal Complesso Bandistico S. Cecilia di Cittaducale, dall’associazione Amici di Ponte APS e dall’ANVRG (Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini) sezione di Rieti, ha goduto del patrocinio del Comune di Cittaducale e dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
​La kermesse si è aperta sabato con l’inaugurazione della mostra “Risorgimento e tricolore nel territorio reatino”, arricchita da cimeli di collezionisti locali e dai lavori degli studenti. Tra i pezzi forti, il diario originale del gen. Guglielmo Pepe, protagonista della battaglia di Lesta, e la proiezione di un video dedicato proprio al ritrovamento del 1994, che ha catturato l’attenzione dei presenti per il suo valore documentario.
​Nel pomeriggio, il focus si è spostato sulla Sala della Comunità di Cittaducale per la conferenza del Dott. Lino Martini e della Prof.ssa Sandra Zingaretti. Il dettaglio tattico sulla battaglia del 1821 e l’analisi dell’evoluzione del Tricolore hanno stimolato un vivace dibattito con il pubblico.
​Il ritorno del Tricolore a Ponte Alto
​Il momento più emozionante si è vissuto domenica mattina a Ponte Alto. Nonostante la pioggia, un corteo solenne guidato dalla banda di Cittaducale e dalla fedele riproduzione del Tricolore ritrovato nel 1994, ha raggiunto la “casa del segreto”.
​Alla presenza della consigliera del Comune di Rieti Alberta Paris, dell’architetto Eugenio Simoni (Amici di Ponte) e di Francesco Rinaldi (ANVRG), la bandiera è tornata a garrire nel suo luogo d’origine. Di grande spessore l’intervento dell’Avv. Gianfranco Paris, che ha avanzato affascinanti ipotesi storiche sulle ragioni del nascondimento dei vessilli in quella specifica zona di confine.
​Le celebrazioni si sono concluse nel pomeriggio con il concerto “Risorgimento e musica”. Dopo un’introduzione storica dell’Avv. Paris sul ruolo della musica nei moti patriottici, Francesco Rinaldi e i musicisti Luca Gianni, Davide Crescenzi e Lorenzo Purini hanno trascinato la platea in un viaggio emotivo tra i canti dell’epoca. Il finale, affidato alle note commoventi dell’“Addio del volontario”, ha suggellato un evento che non è stato solo una rievocazione, ma un forte atto di identità territoriale.

 

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foto M. D’Alessandro – R. Fagiani

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