Non ci saranno scaffali da spolverare né pagine da voltare. L’8 marzo, a Rieti, i libri avranno voce, mani, silenzi, emozioni. La Biblioteca Vivente – Prestami ascolto invita a vivere un’esperienza rara: sedersi uno di fronte all’altra e lasciarsi attraversare da una storia vera. L’iniziativa, promossa da Le Tre Porte insieme a Conferenza Donne Democratiche Rieti e provincia, Cittadinanzattiva Rieti, Next Rieti, Il Sorriso di Filippo, Rete degli Studenti Medi Rieti, ANPI Rieti e in collaborazione con la nostra testata, propone un format originale e coinvolgente: al posto dei libri, saranno le persone a raccontarsi.
Il cuore dell’evento è il dialogo intergenerazionale. Il “lettore” sceglie un titolo dal catalogo e si accomoda davanti alla sua protagonista per un colloquio di 15-20 minuti (a partire dalle ore 17 e fino alle 20). Un tempo breve, ma sufficiente per cambiare prospettiva. Perché qui la memoria storica non si conserva: si condivide, si respira, diventa relazione.
Il catalogo di questa edizione speciale offre percorsi che sfidano stereotipi di genere, convinzioni radicate e frasi fatte che spesso non ci accorgiamo nemmeno di ripetere. Ogni “Libro Umano” è un invito a guardare oltre.
C’è chi racconta la maternità oltre il legame biologico, in “Non ti conosco, ma ti amo già”: una storia che scardina il biocentrismo e dimostra che famiglia è prima di tutto cura, scelta, presenza.
C’è chi, con “In senso ostinato e contrario”, rivendica il diritto di restare fedele alla propria visione del mondo, anche quando è più semplice uniformarsi.
Con “Ci diamo del tu o ci diamo del lei?” si entra nei corridoi del potere e delle aziende, per smontare l’idea che la capacità di cura escluda quella decisionale. Ridisegnare un sistema ancora troppo al maschile non è utopia, ma esercizio quotidiano di leadership.
“Progettare Vita oltre il Deserto” e “Radici nel Vento” parlano di architettura e sostenibilità, ma soprattutto di scelte radicali: lasciare carriere promettenti per costruire in modo diverso, dialogare con la natura invece di dominarla, dimostrare che la sostenibilità non è un lusso per idealisti ma una responsabilità condivisa.
C’è la forza silenziosa di “Difficile, ma non impossibile”, che ribalta lo sguardo sulle fragilità fisiche e ricorda che i limiti spesso abitano più nella mente degli altri che nella nostra.
C’è l’ironia combattiva di “Dritta come un trattore”, dove una giovane imprenditrice agricola risponde a chi ancora chiede: “Dov’è il padrone?”
C’è lo sguardo ribelle di “L’infiltrata. Fotografare è disobbedire”, che dimostra come passione e visione possano abbattere barriere tecniche e culturali.
C’è la determinazione di “Loro No, ma io Sì”, storia di studio, migrazione e resistenza culturale, dove il cambiamento non distrugge le radici ma le fa evolvere.
E poi c’è “Diario di una Donna ‘Normale’”, che normale non è affatto: cento vite vissute in una, la straordinaria potenza dei piccoli momenti, la verità che ogni esperienza è degna di essere ascoltata.
Ogni titolo custodisce un pregiudizio da abbattere. Ogni dialogo è un ponte tra generazioni. Ogni incontro è un’occasione per scoprire che dietro le etichette – madre, dirigente, imprenditrice, artista, professionista, donna “comune” – c’è un universo complesso, contraddittorio, potente.
L’8 marzo non sarà solo una celebrazione, ma un esercizio di ascolto attivo: vi invitiamo a far parte dell’esperienza come ‘lettori’. Un invito a mettersi in discussione. A scegliere un titolo che incuriosisce – o che magari mette un po’ a disagio – e “sfogliarlo” senza filtri.
Perché alcune storie non chiedono di essere lette.
Chiedono di essere incontrate.
Immagine generata con Intelligenza Artificiale a scopo illustrativo



