In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo 2026, a Rieti si terrà un evento speciale dedicato all’ascolto, alla memoria e ai diritti: la Biblioteca Vivente – “Prestami ascolto”.
L’iniziativa, promossa da Le Tre Porte insieme a Conferenza Donne Democratiche Rieti e provincia, Cittadinanzattiva Rieti, Next Rieti, Il Sorriso di Filippo, Rete degli Studenti Medi Rieti, ANPI Rieti e in collaborazione con la nostra testata, propone un format originale e coinvolgente: al posto dei libri, saranno le persone a raccontarsi.
La “Biblioteca Vivente” (Human Library) nasce come strumento per abbattere stereotipi e pregiudizi attraverso l’incontro diretto. I partecipanti non leggeranno pagine scritte, ma “prenderanno in prestito” donne del territorio che, per un tempo dedicato, condivideranno esperienze personali, percorsi di impegno civile, conquiste sociali e sfide ancora aperte.
Il cuore dell’evento è il dialogo intergenerazionale. Il “lettore” sceglie un titolo dal catalogo e si siede di fronte alla sua protagonista per un colloquio di circa 15-20 minuti. Attraverso l’ascolto empatico diretto, la Biblioteca Vivente trasformerà la memoria storica in un’esperienza viva e condivisa.
Il catalogo di questa edizione speciale di “Rieti 2026” offre una varietà di percorsi che sfidano gli stereotipi di genere. Tra i “Libri Umani” disponibili si potranno consultare storie che faranno vibrare il cuore e la mente in tantissimi modi. Il catalogo sarà svelato poco a poco nei prossimi giorni.
L’obiettivo è mettere al centro le storie reali: vite attraversate da lavoro, attivismo, maternità, politica, volontariato, discriminazioni superate e battaglie ancora in corso.
L’evento si svolgerà presso Le Tre Porte, in via della Verdura 21/25 a Rieti, dalle 17 alle 20. L’ingresso è libero e gratuito.
In un tempo in cui le conquiste delle donne non possono essere date per scontate, la Biblioteca Vivente rappresenta un’occasione preziosa per fermarsi, ascoltare e riconoscere il valore delle esperienze femminili del territorio. Perché non serve un segnalibro: basta la curiosità.
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