Tutti pazzi per la Salaria

1/03/2026 | Il domenicale, Notizie in evidenza

di Massimo Palozzi – La notizia della settimana è senza dubbio l’avvio dei lavori per il raddoppio di 14 chilometri della Salaria per Roma. L’occasione era talmente importante che ad inaugurare il cantiere in una piazzola ai piedi di Orvinio si è schierato un parterre d’eccezione, a cominciare dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Mattero Salvini. Con lui, il Commissario straordinario per la Salaria Fulvio Maria Soccodato, l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, l’assessore ai Lavori pubblici della Regione Lazio Manuela Rinaldi, la presidente della provincia di Rieti Roberta Cuneo, l’on. Paolo Trancassini, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli e diversi sindaci tra cui quello di Rieti.

L’intervento riguarda i primi due stralci funzionali (in totale sono sette, da due chilometri ciascuno) nel tratto compreso tra Ponte Buita e l’imbocco delle gallerie a San Giovanni Reatino. Per primi partiranno i lavori da Ponte Buita a Ornaro dove saranno realizzate quattro corsie con barriera spartitraffico, ampliando l’attuale tracciato, e una galleria all’altezza di Poggio San Lorenzo, che rappresenta invece una novità di grande rilievo nel percorso esistente.

Il secondo lotto, tra Ornaro e Rieti, sarà invece cantierato nei prossimi mesi. I lavori dureranno cinque anni, più o meno il doppio dello stretto necessario dal punto di vista tecnico: una scelta obbligata per evitare di chiudere la strada.

Dei 2,2 miliardi di parte commissariale, per questo tratto di consolare saranno investiti oltre 500 milioni. Considerando anche il versante verso l’Aquila e il territorio marchigiano, gli stanziamenti complessivi per tutta la Salaria superano i cinque miliardi di euro.

A parere del Commissario Soccodato, l’apertura del cantiere “rappresenta un passaggio decisivo per il Lazio e, in particolare, per il territorio reatino”. La pensa allo stesso modo il deputato di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, per il quale “l’avvio dei lavori per il raddoppio della Salaria segna un momento fondamentale per la provincia di Rieti. Determinante è stata la collaborazione tra governo, Regione Lazio e struttura commissariale, così come il lavoro dell’assessore Manuela Rinaldi nel seguire con puntualità l’iter amministrativo”.

Dal canto suo, il ministro Salvini ha messo in rilievo l’importanza strategica del raddoppio della Salaria per la vivibilità delle aree interne e per lo sviluppo della provincia di Rieti, definita “piccola e tosta”.

La notizia è stata giustamente accolta con diffuso favore. Insieme a quelli già realizzati, questo nuovo intervento di ammodernamento della statale servirà a regime a garantire maggiore fluidità al traffico in un contesto di maggior sicurezza. Due elementi la cui carenza ha finora inciso moltissimo sulla qualità della vita dei reatini e non solo.

Sicuramente si tratta di un adeguamento tardivo, con i lavori che porteranno nuovi disagi. Ma piangere sul tempo perduto sarebbe oggi un puro esercizio retorico di nessuna utilità. Così come occorrerà rassegnarsi di buon grado a un’ulteriore massiccia dose di pazienza per sopportare le inevitabili difficoltà causate dai cantieri.

L’evento di giovedì ha finito per mettere in ombra un’altra importante notizia sul fronte infrastrutturale. Lunedì è stato infatti presentato il disegno di riqualificazione dell’area del tratto urbano della stessa Salaria in corrispondenza di Ponte Cavallotti, tra la pista ciclabile lungo il Velino e Porta d’Arce. Il progetto, finanziato con 1,3 milioni di euro del Pnrr, prevede la realizzazione di una passerella ciclopedonale in acciaio integrata con il ponte, in modo da completare l’anello cicloviario urbano riconnettendo la pista ciclabile del Borgo con la stazione ferroviaria.

Se le condizioni meteo lo permetteranno, i lavori dovrebbero concludersi entro giugno, sempre che vengano risolti in tempo i problemi relativi alla rimozione e ricollocazione della condotta dell’acquedotto comunale.

La passerella rappresenta solo la parte principale delle nuove opere, visto che il progetto contempla pure il rifacimento della sede stradale, il riposizionamento dei pali dell’illuminazione e la ripulitura delle sponde del Velino in prossimità del ponte, destinate finalmente a diventare aree frequentabili e non più terra di nessuno. Come ha rilevato il sindaco Daniele Sinibaldi, il terreno sotto ponte Cavallotti “tre anni e mezzo fa era un bivacco di spaccio, mentre oggi è uno dei luoghi più riqualificati di Rieti. Sarà un’area dedicata alle famiglie e allo sport, in una zona strategica del fiume”. In prospettiva sono infatti previsti ulteriori interventi di valorizzazione che interesseranno la sponda opposta del Velino per una spesa di 2,8 milioni di euro.

Anche in questo caso non si può che salutare con il massimo favore il recupero di uno spazio lasciato da anni nell’abbandono più totale. Viene solo da domandarsi se siano giustificati gli autoelogi di una classe politica che celebra un’iniziativa di indubbio valore, resa però necessaria proprio dalla scarsa attenzione da essa stessa dedicata al sito nell’ultimo quarto di secolo.

 

01-03-2026

ph M. D’Alessandro

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