Incontro aperto alla cittadinanza sul referendum giustizia: “Le ragioni del Sì”

16/02/2026 | Eventi, Notizie in evidenza

Evento 25 febbraio 2026 CP RIETI

La Camera Penale di Rieti, aderente al comitato per il “Sì” dell’Unione delle Camere Penali Italiane, organizza per il giorno 25 febbraio alle ore 15,30, presso la Sala Consiliare della Provincia di Rieti, un incontro aperto ai cittadini volto all’informazione ed all’approfondimento della Riforma Costituzionale della Separazione delle carriere.

Interverranno GIORGIO SPANGHER, Professore emerito di Diritto processuale penale, già Membro del Consiglio Superiore della Magistratura e VALERIO SPIGARELLI, Avvocato penalista, già Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane.

Modererà il dibattito l’Avv. MARCO ARCANGELI, Referente per la Camera Penale di Rieti del Comitato “Vota SI’ – E’ giusto”. Introdurrà e porgerà i saluti l’Avv. GIOIA SAMBUCO, Presidente della Camera Penale di Rieti

L’intento dei promotori è quello di offrire un momento di confronto e conoscenza sulle tematiche oggetto del quesito referendario, nella consapevolezza della necessità di un voto libero e consapevole quale strumento fondamentale di partecipazione democratica e di tutela delle libertà individuali.

La Camera Penale di Rieti pertanto invita i cittadini, gli operatori del diritto e tutti coloro che hanno a cuore la qualità della democrazia, a partecipare numerosi.

“La riforma sottoposta al giudizio dei cittadini, modifica alcuni articoli della Costituzione dando piena attuazione all’art. 111 della Costituzione, approvato nel 1999 a larghissima maggioranza da tutte le forze parlamentari, secondo cui il giusto processo è quello che si svolge davanti a un giudice terzo rispetto alle parti processuali, pubblico ministero e difesa – spiegano il Presidente, il Direttivo ed il Referente della Camera penale di Rieti Avv. Gioia Sambuco, Avv. Rossella Giamogante, Avv. Sharon Bonifazi, Avv. Francesco Tavani, Avv. Francesco Inches, Avv. Marco Arcangeli – La riforma, che continuerà a garantire l’autonomia e l’indipendenza anche del P.M., comporterà che il magistrato dovrà scegliere, all’inizio della carriera ed in modo irrevocabile, la funzione di giudice o di pubblico ministero, così ponendo fine al sistema ordinamentale attuale secondo cui le due figure appartengono ad un unico ordine.

Inoltre il Consiglio Superiore della Magistratura sarà diviso in due organi distinti: uno per i giudici ed uno per i pubblici ministeri, con l’introduzione del sorteggio per la selezione dei componenti, al posto dell’attuale sistema elettorale fortemente condizionato dalle correnti.

La funzione disciplinare sarà affidata ad una nuova Alta Corte disciplinare, composta in prevalenza da magistrati di Cassazione.

L’Italia è, ad oggi, l’unico Paese tra le democrazie moderne ad avere un modello di ordinamento giudiziario a carriere unificate. In Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Paesi nordici, i ruoli di giudice e pubblico ministero sono distinti. Il modello italiano si riscontra soltanto in Turchia, Bulgaria e Romania (in questi ultimi due casi in forme ibride).

Anche fuori dal panorama europeo, la separazione delle carriere è attuata negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone, in Australia, in Nuova Zelanda ed in gran parte del Sud America.

Tutte le democrazie liberali hanno scelto la distinzione. L’Italia, rappresenta, dunque, l’eccezione.

La separazione delle carriere è, piuttosto, una scelta di equilibrio, di terzietà, di diritti dei cittadini. Non è un atto contro la magistratura, ma una riforma a favore del cittadino, che rafforza la qualità della nostra democrazia e la credibilità della giustizia, per garantire un processo giusto davanti ad un giudice terzo, prima garanzia di libertà.

Per l’Unione delle Camere Penali Italiane infatti, la separazione delle carriere NON è una questione politica ma una vera e propria battaglia per i diritti dei cittadini portata avanti da oltre trent’anni, a prescindere dai Governi e dalle maggioranze che si sono via, via succeduti.

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