Arrivano le prime indicazioni ufficiali sulla Maturità 2026, che si presenta con alcune conferme ma anche con elementi di novità destinati a incidere sulla preparazione degli studenti. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso note le materie che saranno al centro del colloquio orale, delineando il quadro dell’esame che attende centinaia di migliaia di maturandi.
La struttura resta quella ormai consolidata: due prove scritte a carattere nazionale e un colloquio orale. La prima prova sarà comune a tutti gli indirizzi e verterà sull’italiano, con l’obiettivo di valutare capacità di comprensione, analisi e produzione testuale. La seconda prova, invece, sarà diversa a seconda del percorso di studi e riguarderà una materia caratterizzante dell’indirizzo frequentato.
Al liceo classico torna protagonista il latino, mentre allo scientifico sarà la matematica a misurare le competenze degli studenti. Nei licei delle scienze umane la prova riguarderà le discipline caratterizzanti l’indirizzo. Ampio spazio è riservato anche agli istituti tecnici, per i quali la seconda prova sarà focalizzata sulle materie professionalizzanti. Negli istituti del settore economico, ad esempio, sarà protagonista economia aziendale, mentre negli indirizzi del turismo la prova riguarderà le discipline turistiche e aziendali. Per il settore tecnologico, invece, le prove verteranno sulle materie tecniche specifiche di ciascun percorso, come progettazione, costruzioni e impianti o altre discipline di indirizzo, con l’obiettivo di valutare competenze operative e capacità di applicazione concreta delle conoscenze.
Particolare attenzione è rivolta al colloquio orale, che negli ultimi anni ha subito diverse modifiche. Anche per il 2026 l’orale mira a superare la logica della semplice interrogazione, puntando su un confronto più ampio e ragionato. Il colloquio orale sarà incentrato su quattro discipline e avrà l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente. Nel corso della prova verranno verificate non solo le conoscenze e i metodi propri delle singole materie, ma anche la capacità di utilizzare e raccordare in modo consapevole le competenze acquisite, di argomentare in maniera critica e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto al termine del percorso di studi.
L’esame, nelle intenzioni del Ministero, vuole tornare a essere un vero momento di sintesi del percorso scolastico, capace di mettere in luce non soltanto ciò che si sa, ma anche come lo si sa usare. Un passaggio importante, quindi, non solo sul piano didattico ma anche simbolico, che segna la conclusione del ciclo di studi e l’ingresso in una nuova fase della vita.
Per gli studenti, ora, inizia il conto alla rovescia: conoscere le materie è il primo passo per organizzare lo studio e arrivare preparati a un appuntamento che, come sempre, fa paura ma rappresenta anche una grande sfida con se stessi.



