Il postino non suona più: Poste Italiane sperimenta il recapito con un robot

27/01/2026 | Attualità, News

Il postino, questa volta, non suona. Arriva in silenzio, si muove a passo d’uomo e osserva la strada con occhi elettronici. Poste Italiane sta testando BOXi, un piccolo veicolo autonomo pensato per le consegne urbane, una sorta di robot su quattro ruote che prova a farsi strada tra marciapiedi, incroci e traffico cittadino.

BOXi non corre: la sua velocità massima è di 25 chilometri orari. Ma compensa con autonomia e pazienza. È elettrico, può percorrere fino a 60 chilometri con una ricarica e trasporta pacchi in un vano diviso in armadietti, pensati per consegne automatiche senza il classico scambio mano a mano. Un metro cubo di spazio, fino a 500 chili di carico: abbastanza per una giornata di recapiti “senza postino”.

A guidarlo non c’è nessuno. O meglio, ci sono telecamere, radar e sensori laser che scandagliano l’ambiente e costruiscono una mappa tridimensionale della città. BOXi riconosce ostacoli, regola le manovre, procede anche dove il segnale GPS sparisce. Tutto è controllato da un software che dialoga con operatori e utenti, trasformando la consegna in un’interazione digitale.

In questi mesi il robot di Poste Italiane si muove in un contesto protetto, al Modena Innovation Hub, dove affronta curve, manovre lente e test di precisione. Il prossimo passo sarà l’uscita in strada, su un breve tratto urbano, per capire come reagisce a pedoni, traffico e imprevisti quotidiani.

Non è ancora il futuro che bussa alla porta, ma ci si avvicina. BOXi non sostituisce il postino, almeno per ora. Piuttosto lo affianca, sperimenta, prova a capire se in mezzo al caos delle città italiane c’è spazio anche per un recapito fatto di silenzi elettrici, sensori e ruote che girano senza conducente.

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