di Massimo Palozzi – Come ampiamente prevedibile, il Consiglio comunale di martedì ha confermato la piena applicazione del piano parcheggi partito due mesi fa, nonostante la consegna di 1231 firme raccolte dal comitato “SoStare a Rieti” in calce a una petizione per il suo ritiro. Unica concessione l’attivazione di un tavolo permanente di monitoraggio aperto a chiunque voglia fornire contributi. Secondo l’assessore all’Urbanistica Giovanni Rositani, “il piano può e deve essere migliorato”, ma solo ed eventualmente in un secondo momento. Né la revoca né la sospensione sono insomma all’ordine del giorno, anche per non esporre la giunta a un possibile danno erariale e a un contenzioso con Saba Italia, la società incaricata di gestirlo fino a luglio prossimo.
Per i gruppi di opposizione il rischio evocato da Rositani in realtà non esiste, mentre “sarebbe stato utile un confronto serrato prima dell’approvazione del piano”, invece di “una discussione con i reatini solo a posteriori”.
Archiviato lo scomodo argomento parcheggi, la politica locale torna ad aggrapparsi al raddoppio della Salaria. Lunedì è stato infatti approvato il primo dei sette stralci attuativi del progetto esecutivo per l’ampliamento della consolare nel tratto compreso tra Rieti e Ponte Buita. Il provvedimento adottato dal Commissario Straordinario per la Salaria consente la consegna dei lavori e il loro avvio, tenuto conto della completa copertura finanziaria delle opere e della firma del contratto con l’impresa esecutrice. L’intervento prevede il raddoppio della strada che diventerà a quattro corsie e la realizzazione di una galleria per eliminare una curva pericolosa. Il valore economico dello stralcio è di circa 95 milioni di euro, all’interno di un programma di oltre 500 milioni già interamente finanziati.
Nel frattempo risuona il grido di dolore di Confcommercio che in una nota denuncia il profondo stato di sofferenza del comparto, acuito dalla concorrenza delle vendite online e dalla deregolamentazione che permette offerte e sconti in periodi dell’anno sempre più ampi come il recente Black Friday. “Tutto il settore del commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature e pelletterie palesa un periodo di grave difficoltà, evidenziato dalla chiusura di molti punti vendita e dalla perdurante contrazione dei consumi. Bisogna sostenere il negozio retail perché è un presidio del made in Italy, una garanzia di servizio nei confronti del cliente e una salvaguardia delle relazioni sociali e della sicurezza del territorio”.
La questione è annosa. La parità competitiva con i colossi del web resta un obiettivo strategico per il commercio di prossimità ma difficilmente misure come quella richiesta di posticipare i saldi invernali riusciranno a riequilibrare rapporti di forza per certi versi ormai stabilmente appannaggio delle piattaforme in rete. Nella situazione data, altre sembrano le leve su cui agire. A Rieti, ad esempio, molti commercianti pensano che il discorso andrebbe ampliato al contesto, oggi in difetto dei requisiti minimi per agevolare e promuovere l’acquisto in presenza. Da troppi mesi la città è prigioniera dei cantieri. In questo caos generale il nuovo piano dei parcheggi ha finito per complicare ulteriormente la vita a tutti, spingendo i consumatori verso forme di acquisto alternative. Perfino gli addobbi natalizi sempre più scarni e limitati a piazza Vittorio Emanuele II e alle zone strettamente adiacenti, hanno contribuito a generare una spirale di dissuasione verso i potenziali compratori, incoraggiati a rivolgersi altrove invece che attratti da modalità di fruizione dei servizi meno complesse e problematiche.
Vedere aree importanti come le piazze Oberdan e Mazzini deserte e immerse nel buio più totale già a metà pomeriggio dei giorni di festa va del resto a cozzare contro ogni idea di valorizzazione del centro storico, che così viene di fatto consegnato all’abbandono o, peggio, destinato a terra di conquista per balordi di ogni risma e nazionalità (inclusa la nostra).
L’impressione è che il 2026 sia stato caricato dalla politica di un’aspettativa eccessiva, quasi messianica. Di sicuro la fine dei lavori del Pnrr restituirà ai reatini almeno un po’ di serenità, ma appare quantomeno azzardato proiettare sul prossimo anno la soluzione di un ventaglio di problemi lasciati a decantare senza l’avvio di un’azione prospettica forte e lungimirante. Sicurezza e sviluppo economico sono i primi della lista, senza dimenticare i guai del Terminillo che anche in questi giorni si presenta con poca neve e un aspetto tutt’altro che natalizio.
28-12-2025



